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Dharma e Logos

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Organizzato dal Pontificio Consiglio per il dialogo interreligioso, dalla Commissione per l’Ecumenismo e il dialogo interreligioso della CEI, in collaborazione con l’Unione Induista Italiana, l’Unione Buddhista Italiana, la Sikhi Sewa Society e l’Istituto di Gianologia di Londra,

il 15 maggio scorso si è tenuto a Roma il Convegno Dharma e Logos che ha visto riuniti rappresentanti cattolici e delle cosiddette religioni dharmiche: Induismo, Buddhismo, Giainismo, Sikh.

Il denso programma prevedeva, al mattino, uno scambio teologico su Dharma e Logos, termini e concetti chiave che stanno al cuore delle rispettive Tradizioni e, nel pomeriggio, uno scambio esperienziale atto a favorire una più fattiva collaborazione reciproca. Anche in Italia, infatti, va crescendo il numero degli appartenenti a queste antiche Tradizioni religiose con le quali il dialogo e la collaborazione sono ormai un imperativo.

Tra i relatori della sessione teologica, la nostra sorella Maria De Giorgi è stata richiesta di presentare il tema del Logos dal punto di vista cristiano. A partire dal prologo del Vangelo di Giovanni, Maria si è soffermata sul ruolo del Logos nella creazione e nella storia della salvezza. Citando poi S. Ireneo di Lione, ha ricordato come la certezza che «fin da principio il Figlio/Logos vicino alla creatura da lui plasmata, rivela a tutti il Padre, a chi vuole, quando vuole e come vuole il Padre» ci permette di riconoscere in ogni sincera ricerca religiosa i semi di Verità e di Bellezza che il Logos, da sempre, ha seminato e semina nelle Tradizioni culturali e religiose dell’umanità; di gioire di fronte alle ricchezze che la Sua munificenza ha dato ai popoli (AG 11), di godere insieme dei segni della «multiforme» sapienza e grazia di Dio operanti nella storia; di aprirci con cuore nuovo all’ascolto dell’altro.

Al Convegno hanno partecipato circa 200 persone delle rispettive Tradizioni tra le quali si è stabilito un clima di grande cordialità che ha favorito una più profonda conoscenza reciproca e che nella Dichiarazione congiunta letta alla conclusione del Convegno hanno ribadito la volontà di una più fattiva collaborazione.

Il mattino dopo, 16 maggio, i relatori e alcuni rappresentanti ufficiali sono stati ricevuti in Udienza privata a S. Marta da Papa Francesco che, nel suo saluto, ha ribadito come: «dialogo e collaborazione sono essenziali in un tempo come il nostro in cui fattori complessi e senza precedenti hanno portato a una escalation di tensioni e conflitti che si accompagnano a violenze su piccola e grande scala. È perciò motivo di gratitudine a Dio il fatto che capi religiosi operino attivamente per favorire una cultura dell’incontro offrendo l’esempio di un dialogo fecondo e lavorando insieme a servizio della vita, della dignità umana e della cura del creato».

L’incontro è stato un piccolo ma significativo passo che segna l’ancora lungo e, a volte impervio, cammino del dialogo nella certezza, però, che - come scriveva S. Giovanni Paolo II nella sua Enciclica missionaria Redemptoris Missio - «il dialogo è una via verso il Regno e darà sicuramente i suoi frutti, anche se tempi e momenti sono riservati al Padre» (n. 57).

Nella foto: Maria De Giorgi (al centro) con alcuni rappresentanti religiosi radunatisi di fronte alla sede del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso

Missionarie di Maria - Saveriane

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