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Quando il “Padre nostro” incontra la vita

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Dalla Repubbli.ca democratica del Congo. Abbiamo meditato insieme il Padre nostro, con l’aiuto di alcune frasi di p. Giacomo Spagnolo, fondatore della nostra famiglia delle Missionarie di Maria, compreso il ramo dei Laici.

Erano proprio loro, i laici delle missionarie di Maria, uomini e donne, che sono convenuti da diverse località alla periferia di Uvira, domenica 18 marzo, per una giornata di ritiro. Dopo il commento proposto, alcune persone sono intervenute per condividere l’eco del messaggio ascoltato nella loro esperienza. Allora siamo state noi che abbiamo imparato, ascoltando testimonianze di vite che cercano di lasciarsi illuminare dal Vangelo.

“Dobbiamo davvero sentire molta riconoscenza verso la sua divina maestà e onnipotenza…”

Un uomo racconta di come ha lavorato per anni gratuitamente in un ufficio parrocchiale, vivendo del lavoro dei campi che svolgeva nel tempo libero. Voleva lasciare questo ufficio, ma degli amici gli dicevano: “Il Signore ti colpirà!”. Ha pregato ed è riuscito a lasciare l’ufficio in pace, senza conflitti, continuando tuttavia il suo servizio di catechista. È stato poi chiamato a lavorare in un’officina. Camminando sul tetto, a decine di metri dal suolo, si è sfondata la lamiera. Poteva sfracellarsi al suolo, ma ha allargato le braccia e si è afferrato ai lati. Gridava e alcuni operai, saliti con fatica sul tetto, l’hanno recuperato. Quando era all’ospedale con ferite al petto e alle braccia, ancora gli amici gli hanno detto: “Hai visto? Se hai una mucca o una capra, offrila!”. L’uomo è rimasto saldo nella sua fede e ha commentato: “Potevamo piuttosto venire con un piccolo aiuto…”.

“Non pretendiamo dal Signore segni più grandi di quelli che ci ha dati… I cristiani hanno capito Dio e non hanno bisogno di altri segni per credere a Lui e affidarsi perdutamente a Lui”.

“Un giorno - racconta un uomo - erano già le otto di sera e in casa non si era ancora mangiato: mancava il cibo. Mi domandavo come sarebbe finita quella giornata, quand’ecco una donna del quartiere ha bussato: veniva a restituire venti dollari che le avevamo prestato…”.

Una mamma, vedova, racconta di quante volte non sa come fare per nutrire i figli e pagare loro la scuola, e poi come per miracolo, i figli mangiano e studiano…

 “Sia davvero la nostra vita terrena una anticipazione della vita celeste”.

Un uomo dice di cogliere in questa frase l’invito a eliminare dalla propria vita ciò che non può trovare posto in cielo. “Io sono un uomo facile alla collera – racconta – e allora aggredisco gli altri con parole forti. Venerdì scorso, prima di partecipare alla Via Crucis, ho chiesto perdono a una persona contro cui mi ero adirato. Mi ha guardato con stupore”.

 “Noi non possiamo fare senza della misericordia, dobbiamo dunque usare misericordia”.

 Al riguardo, in altro uomo ha raccontato di come sua moglie, andando a coltivare i campi in un villaggio piuttosto lontano, aveva trovato un bimbo, di cui era madrina di battesimo, ammalato. E se l’era portato a casa. “L’ho chiamata fuori e l’ho sgridata per aver fatto un tal gesto, senza neppure interpellarmi”, tanto più che la loro nuora proprio in quei giorni aveva partorito…

Una donna ha condiviso un fatto grave capitato in famiglia. Avevano ricevuto la notizia che un loro figlio, che si trovava in una città a più di un giorno di viaggio, in pochi giorni si era gonfiato ed era morto. Allo stesso tempo avevano ricevuto messaggi telefonici che si felicitavano di quella morte, probabilmente dovuta a veleno. I familiari della donna le dicevano: “Non abbiamo neppure bisogno di avvocato! Andiamo là, mostriamo i messaggi alla polizia e li facciamo imprigionare!”. La donna ha convinto la famiglia a perdonare e a pregare per gli uccisori.

Un’altra donna ha raccontato che poco dopo la morte di suo marito, era morta anche una donna della famiglia di lui. I familiari del marito hanno cominciato ad accusarla di stregoneria: lei avrebbe ucciso il marito e anche la donna. Sono stati momenti durissimi. Anche i figli di quelle famiglie la insultavano. Lei è rimasta salda nella fede e ha pregato per i suoi calunniatori. Dopo un po’ di tempo, la famiglia del marito le ha chiesto perdono e un ragazzo è venuto verso di lei camminando sulle ginocchia per chiedere il suo perdono, che lei aveva già accordato.

Dobbiamo trovare anche un tempo di silenzio e la condivisione si interrompe. Camminiamo nello spazio verde continuando a pensare al Padre nostro. L’uomo che ha rischiato di cadere dal tetto mi avvicina e dice: “I nostri antenati conoscevano l’esistenza di Dio e onoravano i suoi intermediari. Ciascuna tribù aveva intermediari diversi a cui rivolgersi. Ora, Gesù ci ha riuniti in una sola famiglia, nella quale tutti insieme diciamo: Padre nostro!”.

Missionarie di Maria - Saveriane

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