
Vi battezzo nello Spirito Santo
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In quel tempo, poiché il popolo era in attesa e tutti, riguardo a Giovanni, si domandavano in cuor loro se non fosse lui il Cristo, Giovanni rispose a tutti dicendo: «Io vi battezzo con acqua; ma viene colui che è più forte di me, a cui non sono degno di slegare i lacci dei sandali. Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco».Ed ecco, mentre tutto il popolo veniva battezzato e Gesù, ricevuto anche lui il battesimo, stava in preghiera, il cielo si aprì e discese sopra di lui lo Spirito Santo in forma corporea, come una colomba, e venne una voce dal cielo: «Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento».
Riflessione biblica
Con la festa odierna chiudiamo il tempo natalizio e ci viene presentato il Servo di Dio, il Figlio prediletto, il Salvatore. La gente si chiede se Giovanni Battista sia il Cristo, colui che viene a stabilire la pace e la giustizia. Giovanni risponde a questa domanda mostrando alla gente l'opera e la persona di Gesù: "Io vi battezzo in acqua, ma Colui che viene vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco" (Pentecoste). Giovanni Battista ha fatto una grande impressione sulla gente con il suo modo di vivere e di predicare, ma non è il Messia, e riconosce la sua posizione subordinata. Giovanni battezza in acqua, ma il Messia battezzerà in Spirito e fuoco, trasformando i nostri cuori e le nostre azioni. È Gesù il Messia che porterà la pace e stabilirà la giustizia. I versi che seguono ci mostrano che Gesù ricevette il Battesimo insieme al popolo, e mentre è in preghiera, il cielo si apre, lo Spirito Santo discende su di Lui in forma corporea e una voce dice: “Questi è il mio Figlio diletto nel quale mi sono compiaciuto”. Gesù inizia la sua missione in umiltà, lui che non aveva peccato, ma si mette in fila per essere battezzato da Giovanni. Così dimostra solidarietà totale con la gente. Egli assume la nostra condizione, non viene nella gloria ma nell'umiltà, non nella forza ma nella debolezza, non per imporre ma per proporre, non per essere servito ma per servire. Ecco la linea del suo ministero messianico. Il servo di Dio è venuto per servire e soffrire per molti. È importante notare che Gesù è in preghiera, così come in tutti i momenti decisivi della sua vita, e riceve lo Spirito Santo che lo unge e lo invia. Ecco la manifestazione messianica di Gesù: Gesù è l'Inviato del Padre, è il Figlio e il Servo di Dio, l’Unto che viene a portarci la Buona Novella. Riflettiamo seguendo le tre parole chiave del Sinodo: Comunione. Il testo ci invita a convertirci al Padre, ad aderire a Cristo, a rivivere l'esperienza del nostro Battesimo. Essere battezzati non significa avere una laurea o un ruolo sociale, ma “essere in comunione” con la Vita di Cristo e dei fratelli. È Cristo stesso che ci riconcilia con il Padre e ci unisce gli uni agli altri. Riceviamo lo Spirito Santo per annunciare la Buona Notizia e per denunciare ogni sistema che uccide e distrugge la Vita. Non possiamo essere cristiani e restare indifferenti alle sofferenze della gente. Partecipazione. Gesù stesso partecipa alla vita del popolo. La sua missione è la sorgente di ogni missione della Chiesa e di tutti i credenti in Cristo: ciascuno riceve un dono dello Spirito Santo ed è chiamato al servizio. E’ attraverso la partecipazione-condivisione dei diversi doni e carismi che si costruisce il regno di Dio. Se seguiamo Cristo, partecipiamo alla sua missione, siamo invitati ad annunciare con la nostra vita e con i nostri gesti e, quando necessario, con le nostre parole. Partecipare alla vita di Cristo significa donare la propria vita per la vita di molti. Missione. La missione di Cristo è un movimento di uscita dall'io verso l'altro. La nostra missione è essere Testimoni di amore, pace e giustizia. Essere testimone di Cristo è fare ciò che Egli ha fatto: annunciare, denunciando e annunciando un tempo nuovo. Viviamo la nostra vita cristiana con audacia e coraggio, in mezzo alla gente; non accontentiamoci di fare come gli altri, o fare tutto per essere ben visti e applauditi; non viviamo una vita cristiana ipocrita per paura di denunciare ciò che ferisce il Vangelo. Se sono cristiano non ho paura di annunciare in ogni angolo del mondo. E oggi abbiamo bisogno di testimoni in ambito politico, economico, scientifico e religioso: cristiani che, ascoltando la voce nel deserto, aderiscono alla vita di Cristo e alla sua missione salvifica, e non hanno paura di essere segni profetici di cambiamento e rinnovamento necessario, di porre la persona umana al centro di tutte le nostre decisioni. Non possiamo tacere e accettare tutto ciò che ferisce l'immagine di Cristo nell’essere umano. Il Signore ci aiuti ad essere testimoni fedeli del suo Vangelo.






