
Si, lo voglio!
Ascolta la Parola
In quel tempo, venne da Gesù un lebbroso, che lo supplicava in ginocchio e gli diceva: «Se vuoi, puoi purificarmi!». Ne ebbe compassione, tese la mano, lo toccò e gli disse: «Lo voglio, sii purificato!». E subito la lebbra scomparve da lui ed egli fu purificato.
E, ammonendolo severamente, lo cacciò via subito e gli disse: «Guarda di non dire niente a nessuno; va', invece, a mostrarti al sacerdote e offri per la tua purificazione quello che Mosè ha prescritto, come testimonianza per loro». Ma quello si allontanò e si mise a proclamare e a divulgare il fatto, tanto che Gesù non poteva più entrare pubblicamente in una città, ma rimaneva fuori, in luoghi deserti; e venivano a lui da ogni parte.
Riflessione biblica
Ha già guarito tanti Gesù, ma la lebbra rende impuro, è una malattia devastante, ripugnante, contagiosa. In più è considerata un castigo di Dio per i peccati commessi. La gente si tiene alla larga. Nessuno oserebbe toccare un lebbroso. La stessa Legge (Lv 13, 45-46) lo condanna a vivere lontano dagli altri, escluso, fuori dalla città, ma il lebbroso del brano di oggi ha il coraggio di andare da Gesù. Esce dal proprio isolamento e si avvicina a lui per chiedergli di essere purificato. Nessuno intercede per il lebbroso, va direttamente a Gesù trasgredendo la Legge. E’ il malato disperato che ha bisogno del medico. E Gesù è uno che si può avvicinare senza paura e senza protocolli! Spesso i Vangeli ci mostrano che chi è ingiusto e impuro, condannato da tutti, si può accostare a lui con fiducia perché è proprio il nostro male che lo ha spinto verso di noi.
Guardiamo questo lebbroso: andando da Gesù, sa cosa desidera con tutto se stesso, vuole guarire dalla sua condizione di sofferenza e solitudine ed essere reintegrato nella comunità; e crede che Gesù può farlo per lui. Davanti a Gesù si inginocchia umilmente, supplica, dice “se vuoi”, lascia a Gesù di decidere se guarirlo o no. E’ la richiesta di un dono, non pretende.
Gesù di fronte al suo soffrire è sconvolto, ha compassione, tende la mano e tocca quell’intoccabile, trasgredendo lui stesso la Legge. Non vede nel lebbroso uno scarto, ma un fratello. E già con il semplice gesto di toccarlo gli rende la sua dignità, il lebbroso si sente accettato, non più solo. Ma Gesù fa di più, risponde al lebbroso che sì, VUOLE liberarlo dal male, e il lebbroso guarisce!
Lo vuole perché la volontà di Gesù è quella del Padre. Da sempre Dio vuole la nostra salvezza, figli sani, guariti, vuole il nostro bene. Non lo fa ogni volta con un miracolo, ma sappiamo che lotta con noi contro ogni male.
Dopo aver guarito quell’uomo Gesù lo manda via, con tono burbero, ordinandogli di non dire niente. Lo ha guarito perché ritorni alla sua piena umanità e alla gioia della compagnia, non in cerca di adepti o di successo, perché solo sulla croce Gesù potrà rivelare veramente chi è (cf. Mc 15,39; Mt 27,54). Ma l’uomo guarito non riesce a obbedire all’ordine di Gesù e si mette a proclamare quello che ha fatto per lui.
E mentre lui ritorna in società, Gesù, per averlo toccato, se ne deve stare in luoghi isolati. Ora è lui impuro e deve essere allontanato. La sua compassione per il lebbroso, il contatto fisico con lui, l’essersi fatto carico della sua sofferenza fa entrare Gesù in una condizione di emarginazione, di debolezza. Una conseguenza della sua incarnazione e una prefigurazione di quanto avverrà nella passione.
Inevitabile accostare questo brano alla dedizione degli operatori sanitari in questo tempo di pandemia, a quelli che hanno perso la loro vita o rischiano di perderla curando i malati. Un grande grazie e una preghiera per ciascuno di loro. E comunque ricordiamo che il morbo di Hansen non è stato ancora debellato! Sta a noi oggi ripetere il miracolo per tanti malati (di lebbra e altro), che sono tali a causa spesso solo di un’ingiusta distribuzione delle ricchezze.
Cento quarantatré i Paesi del mondo in cui oggi è presente la lebbra o morbo di Hansen. Sebbene sia curabile, nelle aree più povere del mondo il morbo continua a colpire molte persone. In soli 12 Paesi, si trova infatti il 94% dei nuovi ammalati.
Secondo i dati diffusi nel 2017 dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), oltre 211.000 persone, fra cui molti bambini, hanno contratto il morbo di Hansen. Le cause principali sono rappresentate dalla mancanza di servizi sanitari e igienici appropriati, rese ancora più gravi dai pregiudizi culturali e dallo stigma, per i segni che la malattia lascia sul corpo.
Dal 1961 è attiva in Italia l’Associazione Italiana Amici di Raoul Follereau (AIFO), un'organizzazione non governativa di cooperazione internazionale in ambito socio-sanitario, nata dall'azione di gruppi spontanei di volontari mobilitatisi nella lotta contro la lebbra e contro tutte le forme più estreme di emarginazione ed ingiustizia.
Fotografia tratta da: https://www.cath.ch/blogsf/evangile-de-dimanche-parler-se-taire/






