
Se vuoi, puoi purificarmi
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In quel tempo, venne da Gesù un lebbroso, che lo supplicava in ginocchio e gli diceva: «Se vuoi, puoi purificarmi!». Ne ebbe compassione, tese la mano, lo toccò e gli disse: «Lo voglio, sii purificato!». E subito la lebbra scomparve da lui ed egli fu purificato.
E, ammonendolo severamente, lo cacciò via subito e gli disse: «Guarda di non dire niente a nessuno; va’, invece, a mostrarti al sacerdote e offri per la tua purificazione quello che Mosè ha prescritto, come testimonianza per loro».
Ma quello si allontanò e si mise a proclamare e a divulgare il fatto, tanto che Gesù non poteva più entrare pubblicamente in una città, ma rimaneva fuori, in luoghi deserti; e venivano a lui da ogni parte.
Riflessione biblica
Al di là del carattere molto clericale del Levitico, esso contiene un'intelligenza sociale sul principio di precauzione che mira a preservare l'interesse comune al di là di quello del singolo; il benessere di tutto il popolo però, a scapito della vita sociale del singolo che è diventato il rischio di un contagio di cui nessuno ancora conosce le modalità di cura.
Ritenendo l'ambiente sacerdotale come intermediario privilegiato tra il popolo e il suo Dio, l'Alleanza per il Levitico è il privilegio che si concretizza in una comunione d'amore tra Dio e il suo popolo che deve essere degno e puro per essere al servizio del Dio “Tutt'Altro” (Dio Santo). In nome di questa purezza, la lebbra e altre malattie progressive della pelle diventano allora segni di inidoneità al culto e quindi motivo di quarantena in attesa di guarigione, fonte di riammissione nella vita religiosa, sociale e normale.
Tuttavia è da riconoscere che le prescrizioni della legge sulla lebbra sono senza dubbio più dure, soprattutto per coloro che hanno la sfortuna di ammalarsi poiché devono soffrire l'esclusione in attesa di un eventuale guarigione. Ma il dramma non è solo l’esclusione cautelare, ma soprattutto l’esclusione a causa di Dio e per Dio stesso.
L'incontro di Gesù con il lebbroso nel vangelo di oggi è rivoluzionario; sia una rivoluzione teologica che una rivoluzione culturale. “Se vuoi, puoi purificarmi.» Questa supplica del lebbroso è praticamente una professione di fede nella Misericordia di Dio che è al di sopra del peccato dell'uomo. Il lebbroso rifiuta così la teoria della retribuzione. È come se il lebbroso dicesse a Gesù, tu sei al di sopra dei miei peccati, la tua giustizia è diversa di quella che subisco.
Le azioni di Gesù contro il lebbroso sono eminentemente audaci, perfino scandalose. Il lebbroso, invece di evitare Gesù come prescritto, egli osa al contrario rivolgersi a Gesù come al Messia, l'Atteso per tutte le purificazioni, anche quelle dovute per causa dell’esclusione per Dio stesso. Gesù a sua volta afferma, meglio, conferma la proclamazione di fede del lebbroso (Si, lo voglio) toccandolo. D'ora in poi il vero miracolo non sarà la guarigione del lebbroso, ma l'incontro stesso che dichiara che: d'ora in poi nessuno sarà più escluso per Dio e a causa di Dio. È l’affermazione dell’Amore di Dio per i piccoli e gli esclusi dalla società.
San Paolo nella seconda lettura del giorno teorizza questa affermazione dell'Amore di Dio in un pensiero teologico invitando i cristiani a diventare imitatori di Cristo. Per Paolo nessun aspetto della nostra vita è disprezzabile perché Dio non ha disdegnato di farsi Uomo perché l'Uomo potesse somigliare a Lui Dio in tutto perché Dio è stato il primo a somigliarci in tutto per Amore. Questo Amore di Dio per l'Uomo diventa la condizione e anche l'obbligo, anzi l'unico obbligo perché l'uomo diventi Amore per l'altro, in nome dell'unica legge dell'Amore.






