
Prese a seguirlo per la strada
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In quel tempo, mentre Gesù partiva da Gèrico insieme ai suoi discepoli e a molta folla, il figlio di Timèo, Bartimèo, che era cieco, sedeva lungo la strada a mendicare. Sentendo che era Gesù Nazareno, cominciò a gridare e a dire: «Figlio di Davide, Gesù, abbi pietà di me!».
Molti lo rimproveravano perché tacesse, ma egli gridava ancora più forte: «Figlio di Davide, abbi pietà di me!».
Gesù si fermò e disse: «Chiamatelo!». Chiamarono il cieco, dicendogli: «Coraggio! Àlzati, ti chiama!». Egli, gettato via il suo mantello, balzò in piedi e venne da Gesù.
Allora Gesù gli disse: «Che cosa vuoi che io faccia per te?». E il cieco gli rispose: «Rabbunì, che io veda di nuovo!». E Gesù gli disse: «Va’, la tua fede ti ha salvato». E subito vide di nuovo e lo seguiva lungo la strada.
Riflessione biblica
Il Vangelo di questa XXX domenica del Tempo ordinario ci fa conoscere Bartimeo, un cieco, abbandonato ai bordi della strada ed emarginato dalla folla. La sua vicenda ci dischiude il tema della sequela e del discepolato.
Marco inizia il Vangelo presentandoci Gesù che all’uscita di Gerico è accompagnato dai suoi discepoli e da una grande folla e termina dicendoci che Bartimeo, recuperata prodigiosamente la vista, seguiva Gesù sulla strada.
Bartimeo ha consapevolezza della sua cecità, sa che esiste la luce, ha l’opportunità di incontrarsi con Gesù, luce del mondo. Si fa strada con tutte le sue forze, egli grida, non si rassegna al buio, nonostante l’opposizione irrazionale della gente che lo circonda: “molti lo sgridavano perché tacesse” .
Quando Gesù lo chiama, Bartimeo accorre con prontezza e slancio, la preziosità di quell’incontro lo fa capace di coraggio e determinazione, egli getta il mantello, simbolo della sua precedente condizione e si dispone all’incontro personale con Gesù. Nel dialogo con lui, la sua domanda è formulata in modo essenziale: “Rabbunì, che io veda di nuovo!” Il cieco guarito diventa il modello del vero discepolo. Bartimeo, recuperata la vista, segue Gesù sulla strada. Tocchiamo con mano il cambiamento radicale che si opera in colui che è veramente disposto a seguire Gesù, il quale è in cammino verso Gerusalemme, verso il suo destino di morte e di gloria.
Celebrando oggi la Giornata Missionaria Mondiale, mi piace immaginare Bartimeo alla sequela di Gesù, come colui che non può tacere quello che ha visto e udito (Atti 4,20). In questa intimità itinerante con il Signore, Bartimeo diventa capace di vedere con gli occhi di Dio sia la sua personale vicenda sia le meraviglie che Dio continua ad operare nel mondo. “Perciò mi piace pensare che anche i più deboli, limitati e feriti possono essere missionari, …perché bisogna sempre permettere che il bene venga comunicato, anche se coesiste con molte fragilità” “L’amore è sempre in movimento e ci pone in movimento per condividere l’annuncio più bello e fonte di speranza: «Abbiamo trovato il Messia»” (Dal messaggio di Papa Francesco per la Giornata Missionaria Mondiale 2021).
La fede vede oltre il buio
Signore Gesù, donami la fede che ha animato la preghiera di Bartimeo. Quando la paura del futuro mi fa piombare nello sconforto o lo scandalo delle ingiustizie mi blocca inducendomi a stare ai margini e a scegliere l’isolamento, la parola della Chiesa accenda in me il desiderio d’incontrarti per rinascere e riprovare a vivere. Insegnami a pregare con le mie parole, quelle che sgorgano dal cuore ferito, ma toccato dalla tua Grazia. Ascolta la supplica di questo tuo discepolo lontano anche se la mia voce sembra uscire dal coro e la mia richiesta non rispetta gli stereotipi della preghiera. Chiamami, attirami a Te, poni la tua parola sulla mia bocca perché tu possa pregare in me e la mia vita, illuminata dalla Grazia, possa testimoniare il tuo grande amore. Don Pasquale Giordani






