
Non abbiate paura!
Ascolta la Parola
In quel tempo, Gesù disse ai suoi apostoli:
«Non abbiate paura degli uomini, poiché nulla vi è di nascosto che non sarà svelato né di segreto che non sarà conosciuto. Quello che io vi dico nelle tenebre voi ditelo nella luce, e quello che ascoltate all’orecchio voi annunciatelo dalle terrazze.
E non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l’anima; abbiate paura piuttosto di colui che ha il potere di far perire nella Geènna e l’anima e il corpo.
Due passeri non si vendono forse per un soldo? Eppure nemmeno uno di essi cadrà a terra senza il volere del Padre vostro. Perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati. Non abbiate dunque paura: voi valete più di molti passeri!
Perciò chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anch’io lo riconoscerò davanti al Padre mio che è nei cieli; chi invece mi rinnegherà davanti agli uomini, anch’io lo rinnegherò davanti al Padre mio che è nei cieli».
Riflessione biblica
Gesù dopo aver camminato per città e villaggi insegnando nelle sinagoghe, annunciando la buona notizia e curando ogni malattia e infermità, constata che la messe è molta ma gli operai sono pochi; così tra i discepoli che lo seguono ne chiama dodici per averli con sé e per inviarli in missione, facendoli partecipi del suo stesso potere di scacciare i demoni e di curare ogni sorta di malattie e infermità. Ma non li manda allo sbaraglio, prima li istruisce circa il luogo da privilegiare, il modo di annunciare, quello che devono dire e fare andando in missione. Non li illude dicendo che andrà tutto bene: li manda come agnelli in mezzo ai lupi e prospetta loro persecuzioni e torture, perché – dice – il discepolo non è da più del maestro, se hanno trattato così lui, tratteranno così anche quelli che sono suoi. Gesù prepara così i suoi apostoli a non soccombere di fronte alle difficoltà e ai rischi che troveranno nel loro cammino.
Quando Matteo scrive il Vangelo le comunità cristiane si trovano nella bufera della persecuzione, per il solo fatto di essere cristiani. Molti di quelli che avevano vissuto con Gesù erano già stati assassinati, altri si allontanavano dal cammino per paura delle sofferenze che avrebbero affrontate. Matteo sente il bisogno di raccogliere in questo capitolo tutti i detti di Gesù riguardanti la missione e l'annuncio perché siano di guida a quanti venivano e vengono oggi destinati a questo compito e incoraggiarli così ad andare avanti, a osare, a perseverare sapendo che Gesù è presente in mezzo a loro.
In questo brano che la liturgia oggi ci propone, per ben tre volte risuona l'esortazione a non temere perché la parola di Dio non può rimanere nascosta e Gesù non può essere rinnegato.
“Non abbiate paura degli uomini”. Il potere si fonda sulla paura. Quanto più le persone sono impaurite, sottomesse, più sono facili da gestire, da manipolare. Parlando ai giovani di una scuola e dando la sua testimonianza di adolescente in un campo nazista, Liliana Segre esortava i ragazzi a non avere paura: “Perché la paura – diceva – fa fare cose vergognose”. Gesù non ha avuto paura né delle autorità civili: “Andate e dite a quella volpe…”, né delle autorità religiose: “Se ho detto giusto, perché mi percuoti?”, né delle autorità romane: “Tu non avresti nessun potere su di me se non ti fosse dato dall’alto”. Conoscendo queste dinamiche viziose, egli esorta i suoi a non aver paura degli uomini; esorta anche noi oggi a non avere paura di nessuna persona, perché la paura ci mantiene schiavi, ci isola dalle relazioni vere, ci sprofonda in una solitudine distruttiva.
“Non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l’anima”. È la testimonianza data dai martiri di ieri e di oggi. Quanti di loro hanno affrontato persecuzioni, torture e morte, gioiosamente nel nome di Gesù e del suo Vangelo. Una bella testimonianza ci è stata data nei nostri giorni dal personale ospedaliero, da quanti facevano le pulizie fino ai medici che combattevano corpo a corpo per strappare vittime al coronavirus, ben sapendo che anche loro potevano essere aggrediti dallo stesso virus. Non sono scappati, non si sono chiusi nelle loro case, hanno continuato ad assistere gli ammalati fino allo sfinimento. In Italia sono stati circa 160 i medici che hanno dato la vita perché altri potessero vivere. Dice Papa Francesco scrivendo ai sacerdoti della diocesi di Roma: “Tutti abbiamo ascoltato i numeri e le percentuali che giorno dopo giorno ci assalivano; abbiamo toccato con mano il dolore della nostra gente… le statistiche avevano nomi, volti, storie condivise. Come comunità presbiterale non siamo stati estranei a questa realtà e non siamo stati a guardarla dalla finestra: inzuppati dalla tempesta che infuriava, voi vi siete ingegnati per essere presenti e accompagnare le vostre comunità: avete visto arrivare il lupo e non siete fuggiti né avete abbandonato il gregge”.
“Dunque non abbiate paura: voi valete più di molti passeri!” Dio ha cura di tutte le sue creature, e provvede a ciascuna di loro dando il necessario per vivere; quanto più ha cura di ciascuno di noi, sua immagine e somiglianza, nessuno escluso, perché siamo preziosi ai suoi occhi, anzi, quanto più una persona è ai margini della società, più Dio se ne fa carico, ascolta il grido del povero e interviene personalmente. L’ha fatto nell’antichità suscitando Mosè, strumento docile nelle sue mani per liberare il popolo dalla schiavitù in Egitto, lo fa anche oggi con noi se aperti all’azione dello Spirito “non temiamo che sia la presenza del Risorto a tracciare il nostro percorso – prosegue il Papa – ad aprire orizzonti e a darci coraggio di vivere questo momento storico e singolare”.
Per una riflessione personale:
- Mi è mai capitato di avere paura di testimoniare la parola di Dio e di tenerla nascosta?
- Ho fatto qualche volta l'esperienza di sentirmi prezioso/a agli occhi di Dio?
O Dio, che affidi alla nostra debolezza l'annunzio profetico della tua parola, sostienici con la forza del tuo Spirito, perché non ci vergogniamo mai della nostra fede, ma confessiamo con tutta franchezza il tuo nome davanti agli uomini, per essere riconosciuti da te nel giorno della tua venuta.
Per Cristo nostro Signore. (Colletta della 12a Domenica del Tempo Ordinario Anno A)






