
Molte cose ho ancora da dirvi
Ascolta la Parola
In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:
«Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso.
Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future.
Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà».
Riflessione biblica
Il Signore ha sempre altro da dirci attraverso incontri, persone, Parola e parole, avvenimenti della vita, in una continua scoperta. Nel corso della nostra esistenza, rimaniamo, quindi, in un atteggiamento costante di apprendimento, avanzando piano piano nella progressiva comprensione della verità.
Vi è una crescita anche nella conoscenza di Dio, perché essa non è data una volta per tutte. Lo Spirito ci introduce, facendocene fare esperienza dall’interno. Impariamo, da discepoli/e, a conoscere il Signore ogni giorno della nostra vita, “di inizio in inizio, per inizi che non hanno mai fine” (Gregorio di Nissa).
La Trinità non è tanto una realtà da capire, ma piuttosto da vivere. Mentre la verità non è solo qualcosa da scoprire e un contenuto da possedere, ma piuttosto un come mi è detta e rivelata. Per entrare nella “verità tutta intera” sono necessarie delle relazioni autentiche. Non è tanto un cammino verso un concetto, ma piuttosto un percorso che porta verso qualcuno.
Per mezzo dello Spirito si può scoprire la tenerezza del Padre (paternità) insieme alla gioia di essere figli (figliolanza) nello scambio vicendevole d’amore, che è lo Spirito Santo. Quest’ultimo non parla mai di se stesso ma annuncia il futuro, trasmettendo la gloria di Cristo e la sostanza delle cose. Ovvero avviene una lettura degli avvenimenti della storia alla luce dell’evento Gesù Cristo, che è lo svelamento del futuro. Se leggessimo la storia alla luce di quanto vediamo ora, dovremmo concludere che la violenza e il sopruso hanno l’ultima parola, che le armi sono più redditizie, mentre l’amore e il perdono ne escono sconfitti, sono inutili. Sarebbe stata vana, allora, la venuta di Cristo. Ma se leggiamo la storia alla luce della sua conclusione, il giudizio di Dio in Gesù, allora le cose si capovolgono. Il crocefisso è risorto e, apparentemente sconfitto, è vittorioso.
Gesù ha glorificato il Padre annunciando il suo disegno d’amore e di salvezza sull’umanità intera. Lo Spirito santo glorifica Gesù, mostrandocelo alla destra di Dio e facendo comprendere la salvezza da lui attuata con la sua passione, morte e resurrezione.
Egli non ha il compito di annunciare novità, ma soltanto di far conoscere approfonditamente e penetrare l’insegnamento di Gesù contestualizzandolo in ogni tempo, luogo e cultura. La fedeltà dello Spirito si rinnova continuamente, è sempre giovane e capace di adattarsi a ogni situazione che la storia presenta, attualizzandosi.
Sostare e contemplare il mistero della Santissima Trinità vuol dire riflettere sull’ “origine amorosa” di ogni cosa anche in mezzo alle difficoltà e le sofferenze di questi tempi difficili, perché al principio di tutto c’è proprio questa relazione d’amore tra le tre persone che la compongono. La realtà creata non può quindi che essere un mondo di relazioni, poiché essa sorge dalla relazione d’amore che c’è in Dio stesso: ciascuno di noi è un essere in relazione, chiamato a vivere in comunione e non in solitudine; vivere per sopravvivere, o peggio farsi la guerra, sarebbe mancare l’obiettivo della nostra vita e fallire.
Di conseguenza, nel corso della nostra esistenza non è tanto importante chi riusciamo a diventare o quanto riusciamo a possedere (ruolo, posizione sociale, status economico…), ma piuttosto con chi percorriamo il viaggio della nostra vita. La vita è bella se trascorsa insieme. Siamo fatti per delle buone relazioni e curarle; per entrare e attraversare con amore le difficoltà che esse a volte portano con sé e che non sono mai semplici!
Infine, la Santissima Trinità non è solo la nostra origine, ma anche la nostra meta. È ciò a cui aneliamo; è lo stare uniti e volerci bene in Dio per sempre. È verso questo che noi tendiamo durante la nostra esistenza terrena. Conserviamo in cuore la nostalgia della pienezza della comunione e dell’unione con gli altri. Oso allora pensare che questo sia proprio il paradiso!
Dedicato a chi rende bella la mia vita con la sua presenza!






