
La sua dimora
Ascolta la Parola
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Se mi amate, osserverete i miei comandamenti; e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre.
Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. Chi non mi ama, non osserva le mie parole; e la parola che voi ascoltate non è mia, ma del Padre che mi ha mandato.
Vi ho detto queste cose mentre sono ancora presso di voi. Ma il Paràclito, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, lui vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto».
Riflessione biblica
“Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui.”
Le parole di Gesù dette nell’intimità dell’ultima serata prima della sua Passione con i suoi apostoli mi stupiscono profondamente. Sono le parole di uno che si sta avvicinando alla morte – Lui ne è cosciente. Sa di non avere troppo tempo e vuole esprimere anche ripetitivamente e come in un ritornello quello che gli sta a cuore, quello che è essenziale, quello per cui ha spesso tutta la Sua vita terrena. Suona come una supplica: “rimaniamo insieme”.
La storia della nostra salvezza è la “storia” del nostro Dio pazzamente innamorato di noi. Ci ha creato per vivere in comunione in Lui. Per spendere tutta la nostra esistenza uniti strettamente a Lui nel cuore della Trinità.
Gesù non dice “verremo accanto a lui”, oppure “vicino a lui”, ma “verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui”. Cioè, vuole fare la Sua casa, la Sua dimora in noi: vuole abitare in noi. Desidera condividere ogni nostro sospiro, ogni nostra decisione, ogni sogno, ogni lotta, ogni lacrima, ogni sorriso, ogni successo, ogni fallimento, ogni gioia… tutto. Sì, come ha fatto con i Suoi discepoli.
“Osservare” la Sua Parola -cioè ogni desiderio del Suo cuore- non è la condizione per diventare la Sua dimora. “Osservare” è una delle espressioni più profonde, libere e disinteressate del nostro amore per Lui. “Osservare” – venendo dalla radice indoeuropea “servare” - significa custodire, proteggere. Verbi che implicano un movimento nel cuore e nella volontà che va oltre l’egoismo e la paura. Il cuore che custodisce-protegge non pensa a sé stesso ma a chi ama. Pensiamo all’amore della mamma per il suo bimbo: ogni sua azione è per custodire quella piccola vita a lei affidata, facendola crescere.
La nostra buona volontà e il nostro amore non bastano e il nostro Dio lo sa. Come quella mamma che fa tutto per il suo bimbo, anche Lui ci dona il Suo stesso Spirito. Vuole che l’amore che circola tra Padre e Figlio circoli anche in noi legandoci per sempre. Lo Spirito Santo è con noi “per sempre”, ci “insegna ogni cosa”, ci “ricorda tutto” ciò che Gesù ci ha detto.
Lo Spirito ci fa essere una dimora per Dio e, allo stesso tempo, come in un flusso di amore infinito, realizza che noi possiamo dimorare in Dio: “in quel giorno voi saprete che io sono nel Padre mio e voi in me e io in voi” (Gv 14, 20).
Oggi e sempre preghiamo lo Spirito -che dispone i nostri esseri- affinché il Verbo continui a mettere la Sua tenda in noi (cf. Gv 1, 14): “O luce beatissima, invadi nell’intimo il cuore dei tuoi fedeli perché senza la tua forza, nulla è nell'uomo…” (Sequenza).
Ed esultiamo con cuore grato perché:
“Il Signore ha scelto Sion,
l’ha voluta per sua dimora:
‘Questo è il mio riposo per sempre;
qui abiterò, perché l’ho desiderato’”.
(Sal 131, 13-14)






