
Femminicidio legale
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In quel tempo, Gesù si avviò verso il monte degli Ulivi. Ma al mattino si recò di nuovo nel tempio e tutto il popolo andava da lui. Ed egli sedette e si mise a insegnare loro.
Allora gli scribi e i farisei gli condussero una donna sorpresa in adulterio, la posero in mezzo e gli dissero: «Maestro, questa donna è stata sorpresa in flagrante adulterio. Ora Mosè, nella Legge, ci ha comandato di lapidare donne come questa. Tu che ne dici?». Dicevano questo per metterlo alla prova e per avere motivo di accusarlo.
Ma Gesù si chinò e si mise a scrivere col dito per terra. Tuttavia, poiché insistevano nell’interrogarlo, si alzò e disse loro: «Chi di voi è senza peccato, getti per primo la pietra contro di lei». E, chinatosi di nuovo, scriveva per terra. Quelli, udito ciò, se ne andarono uno per uno, cominciando dai più anziani.
Lo lasciarono solo, e la donna era là in mezzo. Allora Gesù si alzò e le disse: «Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata?». Ed ella rispose: «Nessuno, Signore». E Gesù disse: «Neanch’io ti condanno; va’ e d’ora in poi non peccare più».
Riflessione biblica
Si è molto immaginato sullo scrivere di Gesù per terra. Scriveva i peccati dei presenti? Scriveva il giudizio di Dio? Provo anch’io a dire la mia, da donna. Me li immagino, quegli uomini che hanno afferrato la donna, strappata discinta al talamo indebito. L’amante è sparito benché passibile della medesima pena. La donna è presa: come s’è permessa d’infrangere la legge? Un misto d’indignazione e di gelosia.
Dietro quegli sguardi arcigni, quelle scritture citate a giustificazione, nella forza di quella stretta abita lo stesso desiderio: anche loro vorrebbero possederla ma non si può. La posseggono nella violenza della presa, negli sguardi al suo corpo esposto. La vogliono possedere nell’estremo possesso, infliggendole la morte. Col vantaggio che il loro femminicidio avrà una legge per acquietarne le coscienze. Femminicidio legale. In mancanza di meglio…
Per questo Gesù si china a terra, tracciando ghirigori nella polvere. Si dissocia da quegli sguardi affamati, da quella presa possessiva. Per rispetto, per non umiliarla ulteriormente. Guarda a terra. Come si fa nella tradizione africana davanti a una persona di rispetto. Ma il gruppo non demorde: vuole anzi colpire due con un colpo solo. Il Maestro deve esprimersi: se l’assolve, avrà infranto la legge di Mosè; se la condanna contraddirà il suo insegnamento di misericordia. Quindi anche lui sarà condannato.
Scribi e farisei insistono, deve pronunciarsi. La donna attende, fra vergogna e attesa. Ma anche con ira profonda: è gran duro il mestiere di donna! Chissà com’era finita in quella relazione indebita. E chissà perché doveva pagarne da sola il fio.
Gesù si leva, non contesta la sentenza, solo pone una condizione: la esegua chi è senza peccato. Si china di nuovo lasciando loro il tempo di riaversi dallo stupore e di guardarsi dentro. Con fine umorismo il narratore dice che i primi ad andarsene furono gli anziani.
Sono costretti così a mettere in atto il giudizio: e tale giudizio è di non procedere. Gesù si leva, e interroga la donna, stupita come un condannato alla sedia elettrica quando salta l’elettricità: Gesù la rinvia non condannata, non solo, ma capace di una nuova vita, che ormai ella vivrà in riconoscenza.
Anche lui sarà presto trascinato e messo in mezzo, flagellato e umiliato e si chiederà alla gente che fare di lui. Non aveva peccati da scontare, ma la folla gli preferirà un liberatore politico, Barabba. E lui porterà il peccato della donna e del suo amante come tutti gli altri peccati.
Almeno, Scribi e Farisei si sono riconosciuti peccatori. Noi, oggi, troviamo spesso che non abbiamo peccati, anzi più passano gli anni dalla nostra ultima confessione, più ci sembra di non aver niente da dire. Chissà, fossimo stati là, forse avremmo tirato pietre senza esitare.
In queste settimane di guerra ravvicinata, il meccanismo di demonizzare l’altro ha funzionato alla grande. Ciascuno attendeva il cambiamento dell’altro. Pochi si sono chiesti che cosa non funziona nel nostro sistema perché si giunga alle follie che abbiamo visto. Nei negoziati di pace si finisce per accettare ciò che si poteva accettare anche prima, migliaia di morti fa, milioni di profughi fa, migliaia di rovine fa. Potrà almeno questo sangue versato farci riflettere? Ma no, abbiamo aumentato le spese militari.






