
Ascolta la Parola
Ascolta la Parola
In quel tempo, mentre erano in cammino, Gesù entrò in un villaggio e una donna, di nome Marta, lo ospitò.
Ella aveva una sorella, di nome Maria, la quale, seduta ai piedi del Signore, ascoltava la sua parola. Marta invece era distolta per i molti servizi.
Allora si fece avanti e disse: «Signore, non t’importa nulla che mia sorella mi abbia lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti». Ma il Signore le rispose: «Marta, Marta, tu ti affanni e ti agiti per molte cose, ma di una cosa sola c’è bisogno. Maria ha scelto la parte migliore, che non le sarà tolta».
Riflessione biblica
Il tema dominante di questa domenica è quello dell'ospitalità; una dimensione fondamentale nella Bibbia.
Nella prima lettura (Gn 18,5) vediamo Abramo tutto sollecito nell'accogliere i tre misteriosi Personaggi. Abramo corre, si affretta e coinvolge anche Sara per un'accoglienza dignitosa secondo la prassi riservata all'ospite nella cultura orientale.
Protagoniste del brano di Vangelo di questa domenica, (Lc 10, 38-42) sono due donne: Marta e Maria. Sono le Sorelle di Lazzaro, amico di Gesù. Di lui non si parla. Abitano a Betania, villaggio che si trova sul cammino che porta a Gerusalemme.
Sono molti i commenti e le riflessioni che vengono fatte su questo brevissimo brano, molto noto, del Vangelo di Luca. Molte sono le interpretazioni date al diverso atteggiamento delle due sorelle Marta e Maria nell'accogliere Gesù.
Anche noi conosciamo questo racconto, lo abbiamo ascoltato tante volte, forse, con indifferenza, senza più stupirci.
Oggi siamo invitati a riflettere su questa Parola che la liturgia ci propone.
Gesù è in cammino verso Gerusalemme; entrando nel Villaggio di Betania è accolto da Marta.
Gesù ama sostare presso questa famiglia perché sa di trovare una generosa e amichevole accoglienza; sa di godere l'intimità di una vera amicizia. Luca ci presenta un Gesù che rivela il bisogno di coltivare rapporti anche al di fuori del gruppo dei suoi discepoli con i quali vive quotidianamente.
Mi piace pensare a questo Gesù in una scena così familiare, così domestica; un Gesù che gode dell' accoglienza e del conforto degli amici dai quali è accolto senza critiche o giudizi. Un Gesù vero Uomo, vicino a noi e alla nostra vita quotidiana. Un Gesù che si fa amico di ognuno di noi.
Ma entriamo nel cuore del racconto..
Luca precisa che <Marta lo accolse nella sua casa.>
Marta, che significa Padrona, è lei che ospita Gesù e lo fa sentire in famiglia; è lei che deve fare gli onori di casa e si sente responsabile in prima persona dell'accoglienza del Maestro. Gesù è l'ospite di riguardo.
Maria «Sedutasi ai piedi di Gesù, ascolta la sua parola».
Maria offre all'Ospite l'accoglienza dell'ascolto, donandoci un’immagine di semplicità, di tranquillità: è tutta lì, rannicchiata ai piedi del Maestro e, tutta assorta dall'ascolto è incurante del servizio materiale.
Può sembrare, a prima vista, che l'accoglienza fatta dalle due sorelle sia completa, serena: Una fa gli onori di casa nel servizio della tavola (diaconia) l'altra onora il Maestro, ascoltandolo, nella posizione della discepola. (discepolato).
Ma non è così: ad un certo punto l'armonia che regna nella casa improvvisamente si spezza: qualcosa non va!
Marta, indaffarata e sovraccarica di servizi, interamente occupata per preparare una bella accoglienza al Maestro, è sdegnata per il disinteresse della sorella che l'ha lasciata sola e, fattasi avanti, si rivolge a Gesù con parole di rimprovero: <Signore, non ti importa nulla che mia sorella mi abbia lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti».
Marta considera ingiusto che sua sorella se ne stia seduta tranquillamente ai piedi del Maestro e non si preoccupa di aiutarla. Come mai Gesù non vede che lei è sola a servire?
Anche a noi sembrerebbe ingiusto e ci schiereremmo spontaneamente dalla parte di Marta, considerando Maria persona egoista e irresponsabile.
Ecco che Gesù interviene: non come se lo aspetta Marta. Gesù la richiama affettuosamente: "Marta, Marta, tu ti affanni e ti agiti per molte cose, ma di una cosa sola c’è bisogno. Maria ha scelto la parte migliore, che non le sarà tolta».
Luca non ci dice quale fu la reazione di Marta.
A queste parole di Gesù ci fermiamo per cercare di capire il significato di tale richiamo rivolto a Marta e penetrarne il senso.
Per tanto tempo nella tradizione della Chiesa queste due figure femminili, ci sono state presentate come due simboli: Marta la vita attiva e Maria la vita contemplativa.
Ma l'insegnamento di Gesù è diverso...
Gesù, con le parole rivolte a Marta, vuole metterci in guardia dalle eccessive preoccupazioni e inquietudini quotidiane che impediscono di ascoltare la Parola.
Gesù ci fa capire che l'ascolto della sua Parola deve alimentare e sostenere ogni nostra azione. Ecco perché Maria è colei che ha scelto la parte buona che non le sarà tolta!
Gesù non contrappone i due atteggiamenti delle due sorelle, ma ci invita a saper riconoscere la priorità dell'ascolto.
Gesù non rimprovera Marta per la sua affettuosa accoglienza, ma la richiama al primato dell'ascolto della sua Parola.
- Purtroppo, quante giornate sono spesso vissute all'insegna dell'efficientismo.
- Quanto facilmente ci lasciamo prendere dagli affanni e dalle preoccupazioni.
- Non sappiamo fermarci per ascoltare l'altro.
- Non abbiamo tempo per accogliere chi bussa alla porta.
Quanto è importante nella mia giornata che il mio cuore entri in una dinamica di ascolto e di accoglienza.
- Signore, insegnami a capire cosa significa <la parte buona>.
- Insegnami a stare ai tuoi piedi, come Maria, ed essere assorbita dall'ascolto della tua Parola.
Allora sarà dentro questa Parola che saprò accogliere chi bussa alla mia porta;
Sarà dentro questa Parola che saprò udire il gemito di chi soffre, il pianto di un bimbo e il canto di chi ti loda...
Signore, tu sei l’Ospite amato che desidera condividere con noi la bontà e la bellezza del
tuo amore senza limiti.






