
Amore che unisce: Padre, Figlio e Spirito Santo
Ascolta la Parola
In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:
«Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso.
Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future.
Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà».Prv 8, 22-31
Così parla la Sapienza di Dio:
«Il Signore mi ha creato come inizio della sua attività, prima di ogni sua opera, all'origine.
Dall'eternità sono stata formata, fin dal principio, dagli inizi della terra.
Quando non esistevano gli abissi, io fui generata, quando ancora non vi erano le sorgenti cariche d'acqua; prima che fossero fissate le basi dei monti, prima delle colline, io fui generata, quando ancora non aveva fatto la terra e i campi né le prime zolle del mondo.
Quando egli fissava i cieli, io ero là; quando tracciava un cerchio sull'abisso, quando condensava le nubi in alto, quando fissava le sorgenti dell'abisso, quando stabiliva al mare i suoi limiti, così che le acque non ne oltrepassassero i confini, quando disponeva le fondamenta della terra, io ero con lui come artefice ed ero la sua delizia ogni giorno: giocavo davanti a lui in ogni istante, giocavo sul globo terrestre, ponendo le mie delizie tra i figli dell'uomo».
Riflessione biblica
In un mondo che esalta l’intelligenza, l’informazione rapida e le opinioni forti, la Parola di Dio ci invita questa domenica a guardare più in profondità: sappiamo distinguere la vera saggezza? Quella che non si improvvisa, non si impara in un corso, né si riduce a formule facili?
La prima lettura ci parla della Sapienza come di una presenza antica, intima di Dio, che giocava accanto a Lui nella creazione e si deliziava in modo particolare tra i figli degli uomini. Cioè, in noi. Questa Sapienza non è fredda né tecnica: è tenera, creativa, gioiosa, profondamente relazionale.
Il Vangelo ci rivela il volto di questa Sapienza incarnata in Gesù, che promette ai suoi discepoli l’arrivo dello Spirito della Verità, che non viene a imporre, ma a guidare. Questo Spirito, che è dono, che è presenza, che è maestro paziente, ci conduce verso la verità piena… ma solo se abbiamo un cuore disposto ad ascoltare.
Oggi più che mai, abbiamo bisogno di questa Sapienza, perché come società sappiamo molto, produciamo senza sosta, accumuliamo dati e progressi, ma abbiamo perso l’arte di vivere con senso, di agire con compassione, di discernere con giustizia. La Sapienza non si improvvisa: si accoglie. E per accoglierla servono umiltà, preghiera e ascolto.
Ci costa accettare che non comprendiamo tutto, che non controlliamo tutto, come dice Gesù: “molte cose ho ancora da dirvi…”. Ma lo Spirito non ci abbandona. Continua a parlarci nella storia, sussurrando chiarezza dove c’è confusione, verità dove c’è manipolazione, luce nel mezzo delle nostre decisioni difficili.






