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Missionarie di Maria
SAVERIANE

Corpus Domini: impegno a moltiplicare il bene


Ascolta la Parola

In quel tempo, Gesù prese a parlare alle folle del regno di Dio e a guarire quanti avevano bisogno di cure.
Il giorno cominciava a declinare e i Dodici gli si avvicinarono dicendo: «Congeda la folla perché vada nei villaggi e nelle campagne dei dintorni, per alloggiare e trovare cibo: qui siamo in una zona deserta».
Gesù disse loro: «Voi stessi date loro da mangiare». Ma essi risposero: «Non abbiamo che cinque pani e due pesci, a meno che non andiamo noi a comprare viveri per tutta questa gente». C'erano infatti circa cinquemila uomini.
Egli disse ai suoi discepoli: «Fateli sedere a gruppi di cinquanta circa». Fecero così e li fecero sedere tutti quanti.
Egli prese i cinque pani e i due pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò su di essi la benedizione, li spezzò e li dava ai discepoli perché li distribuissero alla folla.
Tutti mangiarono a sazietà e furono portati via i pezzi loro avanzati: dodici ceste.

Lc 9, 11-17

Riflessione biblica


«Questo è il mio corpo, che è dato per voi; fate questo in memoria di me» (1Cor 11, 24)

In questo giorno speciale del Corpus Domini siamo invitati a contemplare il mistero del Corpo e del Sangue di Cristo, riconoscendo la sua presenza reale nell’Eucaristia. È un momento privilegiato per rafforzare la fede e rinnovare il nostro impegno a seguire Cristo.

L’Eucaristia è il sacramento dell’amore, perché rivela l’amore infinito di Dio per ciascuno di noi. «Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna» (Gv 3,16). Il sacrificio e il dono di Gesù sono l’atto supremo di amore per l’umanità e per l’intera creazione. «Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici» (Gv 15,13).

Ogni cristiano è chiamato a fare un’esperienza profonda dell’amore di Dio per seguire Cristo, imitandolo nell’amore e nel dono di sé. Solo così le parole di Paolo acquisteranno vero significato nella nostra vita: «Sono stato crocifisso con Cristo, e non sono più io che vivo, ma è Cristo che vive in me. Questa vita, che io vivo nella carne, la vivo nella fede del Figlio di Dio, che mi ha amato e ha dato sé stesso per me» (Gal 2, 20-21).

Seguire Gesù richiede determinazione e coraggio per affrontare la paura del giudizio, della persecuzione e del rifiuto. È un cammino che esige impegno, perseveranza e dedizione totale. Tuttavia, la comunione con il Corpo e il Sangue di Cristo rafforza la nostra fede e il nostro impegno missionario, donandoci la forza e la pace necessarie per superare le sfide della vita.

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Il miracolo della moltiplicazione dei pani è la prefigurazione dell’Eucaristia, che ricorda la generosità e la compassione divine, il dono di Dio condiviso affinché tutti abbiano la vita. Non si tratta solo della moltiplicazione fisica del cibo, ma di un atto di donazione che rivela la natura di Dio e la missione di Gesù. Approfondire questo mistero d’amore e di dono che è l’Eucaristia ci spinge a offrire i nostri due pani e cinque pesci, ovvero il nostro tempo, il nostro ascolto e la nostra compassione; ci impegna a moltiplicare il bene, riconoscendo i bisogni attorno a noi, agendo con compassione e servendo gli altri.

Il servizio è un modo per esprimere l’amore di Dio nel mondo e per collaborare alla realizzazione del Regno di Dio sulla terra. Gesù ci chiede di collaborare con Lui per fare la differenza in questo mondo così bisognoso, e questo implica un dono sincero di sé.

La donazione cristiana si manifesta nella vita quotidiana, attraverso gesti e atteggiamenti che promuovono il bene comune e la dignità umana, cercando la giustizia, la pace sociale e la cura del creato. Non si tratta di grandi gesti, ma di piccoli sforzi quotidiani che ci permettono di vivere concretamente la nostra fede.

In conclusione, la solennità del Corpus Domini ci interpella ad approfondire la nostra comprensione e esperienza dell’amore di Dio nell’Eucaristia. Che questa celebrazione ci spinga a vivere l’amore di Dio nel servizio agli altri, costruendo un mondo più giusto e fraterno.

Lampada ai miei passi

Abigail Matre

Josefina Abigail Martinez Trejo è originaria del Messico; ha studiato Teologia a Roma, ha prestato il suo servizio nella nostra Comunità di Cava Dei Tirreni- Salerno. Dopo la professione perpetua è partita per il Brasile. Ora svolge la sua missione in Belém - Parà, Brasile

Riflessioni Bibliche