
Amare con tutto noi stessi
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In quel tempo, i farisei, avendo udito che Gesù aveva chiuso la bocca ai sadducèi, si riunirono insieme e uno di loro, un dottore della Legge, lo interrogò per metterlo alla prova: «Maestro, nella Legge, qual è il grande comandamento?».
Gli rispose: «“Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente”. Questo è il grande e primo comandamento. Il secondo poi è simile a quello: “Amerai il tuo prossimo come te stesso”. Da questi due comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti».
Riflessione biblica
Quando nell’ambito religioso le norme si moltiplicano, diventando un intrico di codici e regolamenti impraticabili, e non si è più in grado di cogliere ciò che è essenziale a causa dell’interpretazione arbitraria delle Scritture, nasce più che legittima quella domanda che è stata rivolta a Gesù dai farisei: “Maestro, nella Legge, qual è il grande comandamento?” (Mt 22,36).
Infatti, ai tempi di Gesù, nelle scuole rabbiniche, si discuteva per stabilire una graduatoria tra i numerosi precetti (mitzvot) che in totale erano 613. Essi si dividevano in due gruppi: le proibizioni, che ammontavano a 365, una per ogni giorno dell’anno, e gli obblighi che erano 248, come “le membra dell’uomo”.
Gesù con la sua risposta chiara e inequivocabile ha aiutato i farisei che lo interrogavano a mettere ordine nella loro religiosità fatta di tante osservanze stabilendo delle priorità: “Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente. Questo è il grande e primo comandamento. Il secondo poi è simile a quello: Amerai il tuo prossimo come te stesso. Da questi due comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti”.
Il precetto dell’amore di Dio era considerato il cardine della legge mosaica e veniva recitato nella preghiera quotidiana dello Shemà (Dt 6,4-7). Ad esso Gesù ne ha affiancato un secondo, quello dell’amore al prossimo così come prescritto in Levitico 19,18.
Questa è la novità tipica del cristianesimo: l’amore verso Dio che deve tradursi ed esprimersi concretamente nell’amore verso il prossimo. Questi due amori si richiamano reciprocamente facendo sintesi della legislazione mosaica con la predicazione dei profeti.
Gesù ai farisei ha proposto un ideale stupendo, che corrisponde al desiderio più autentico del cuore umano: amare ed essere amati. Dio, che è amore, ha creato l’uomo e la donna per renderli partecipi della sua vita e per amare con Lui tutte le altre persone.
Cuore, anima e mente stanno ad indicare che non si deve disperdere l’amore tra molti dei, né tra Dio e le creature. È un invito a unificare e concentrare l’amore verso Dio, in Lui e in ordine a Lui amare le creature. La scoperta amorosa della verità su Dio ci fa da guida alla comprensione dell’Altro, degli altri, del nostro prossimo e del creato.
Non è ammessa nessuna riserva: l’amore esige Tutto!
Gesù stesso ce lo ha testimoniato, facendosi prossimo coi gesti più audaci nei confronti di categorie di persone emarginate e amando fino alla fine i suoi che erano nel mondo (cfr Gv 13,1). “Crocefisso e risorto per noi, ci attrae nel suo movimento di amore, con il suo stesso spirito, il quale anima la Chiesa, fa di noi dei discepoli di Cristo e ci invia in missione verso il mondo e le genti” (Messaggio del Santo Padre Francesco per la Giornata Missionaria Mondiale 2020).
P. Giacomo Spagnolo scriveva il 13 aprile del 1965: “Gesù ha dato tutto a tutti, per sempre. Non si è riservato nulla, non ha escluso nessuno. Il suo amore è stato veramente totalitario… Amore, domanda amore; la donazione totale chiede completa donazione”.
Questa domenica Gesù nell’episodio del Vangelo ci chiede semplicemente di amare con tutto noi stessi, sulla misura di Dio, senza sconti né garanzie, e soprattutto accanto a chi ha più bisogno: nelle situazioni più problematiche, in quelle disperate, nelle malattie e in contesti di ingiustizia ed esclusione sociale.
Chi ha fatto esperienza della paternità misericordiosa di Dio apprende ad amare il fratello e la sorella. Amando, la legge perde così i suoi connotati di coercizione e di obbligatorietà per diventare solamente lampada ai nostri passi e luce sul nostro cammino
Procediamo anche noi con decisione e coraggio nella via dell’amore indicata oggi da Gesù.






