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Abitare la vita

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“La pietra scartata dai costruttori è divenuta la pietra d’angolo”. Nella sera del suo addio ai discepoli, quando Giuda si era già allontanato nella notte, questo fu tra i Salmi che Gesù cantò, prima di avviarsi all’uliveto dove avrebbe atteso la sua passione.

Là avrebbe affrontato l’ultima tentazione: quella di constatare il fallimento della sua scelta di vita e ridare ragione alla logica vincente in questo mondo, quella che Satana gli aveva proposto dall’inizio, nel deserto.

L’antica parola dei Salmi lo rinsaldò nel suo ultimo, drammatico dialogo col Padre. Benché la sua anima fosse triste fino alla morte, egli riaffermò quell’obbedienza che era la sintesi di tutta la sua vita: “Non ciò che voglio io, ma ciò che vuoi tu” (Mc 14,36b). Senza chiedere garanzie, andò fino in fondo a quella strada di fedeltà, di dono di sé, di amore, di non violenza, che lo portò sulla croce. Il velo del tempio lacerato dall’alto fu il sipario che Dio stesso aprì al mondo sul proprio volto.

Per i discepoli di Gesù non si tratta di contare, né di contarsi, né di ragionare su come ottenere maggiore riconoscimento o su cosa convenga fare per intimorire i violenti. Si tratta di affrontare la stessa notte, di riconoscere lo stesso bivio, e di entrare nella stessa lotta interiore. Non da soli, ma, ormai, con Lui, forti della sua fedeltà.

Ogni Pasqua è l’occasione di riaggiustare le nostre scelte. Non per nulla la sapienza della Chiesa la fa precedere dal tempo di Quaresima. Seguiamo Gesù nell’uliveto, anche se attorno tutti dormono. Portiamo a quell’appuntamento tutta la nostra vita, le difficoltà nostre e quelle che ci creano gli altri, gli sbagli che non cessano di roderci dentro, le malattie, le casualità che fanno sì che siamo al punto in cui siamo: stanchi, feriti e delusi.

In quella notte, tutto ciò che è peso e costrizione può diventare libera assunzione, casa in cui abitare per scelta, unico monastero che ci è offerto per cantare il nostro Salmo. La riuscita vera della nostra vita è nelle nostre mani e nessuno può rapinarla. Quello che agli occhi del mondo potrà sembrare insignificante sassolino, può diventare da oggi, in Gesù, pietra miliare di un mondo nuovo.

Allora possiamo esultare della gioia di Gesù, la gioia della libertà, la gioia di entrare in quel flusso di vita nuova ed eterna che il mattino della sua risurrezione ha riversato sul mondo.

T.C.

Missionarie di Maria - Saveriane

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