
Trasfigurarsi in Cristo
Ascolta la Parola
In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni suo fratello e li condusse in disparte, su un alto monte. E fu trasfigurato davanti a loro: il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce. Ed ecco apparvero loro Mosè ed Elia, che conversavano con lui.
Prendendo la parola, Pietro disse a Gesù: «Signore, è bello per noi essere qui! Se vuoi, farò qui tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia». Egli stava ancora parlando, quando una nube luminosa li coprì con la sua ombra. Ed ecco una voce dalla nube che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento. Ascoltatelo».
All’udire ciò, i discepoli caddero con la faccia a terra e furono presi da grande timore. Ma Gesù si avvicinò, li toccò e disse: «Alzatevi e non temete». Alzando gli occhi non videro nessuno, se non Gesù solo.
Mentre scendevano dal monte, Gesù ordinò loro: «Non parlate a nessuno di questa visione, prima che il Figlio dell’uomo non sia risorto dai morti».
Riflessione biblica
La transfigurazione è contemplare Gesù dall'interno, per conoscere il suo cuore, i suoi desideri più intimi, le dinamiche della sua vita, lo svelamento della sua interiorità. Allo stesso tempo, di fronte a Gesù transfigurato, abbiamo anche l'occasione privilegiata di guardare dentro di noi e scoprire la nostra vera identità.
La montagna è un luogo di intimità con Dio, di ascolto e discernimento; un luogo dove molti profeti e discepoli hanno ricevuto una missione e sono stati benedetti. Gesù sapeva riservarsi momenti sulla montagna, momenti di comunione e ascolto del Padre; lì cercava senso e forza per la sua missione.
Sul Monte Tabor lascia trasparire il suo cuore; di fronte allo sguardo sbalordito dei discepoli svela ciò che una visione superficiale non coglie: è tutto compassione, bontà, accoglienza, amore. Gesù, profondamente raccolto, accoglie la presenza del Padre e il suo volto cambia. Solo nella preghiera e nel silenzio è possibile intravedere, nella fede, qualcosa della sua identità più profonda.
Il testo ci presenta un solenne comando: "Questo è il mio Figlio, l'eletto. Ascoltatelo". Ascoltare deve essere la prima attitudine dei discepoli. Dobbiamo interiorizzare la nostra religione se vogliamo rinvigorire la nostra fede. Non basta ascoltare il Vangelo in modo distratto e abitudinario, senza alcun desiderio di accogliere la parola. Non basta nemmeno ascoltare in modo intelligente e teorico, preoccupati solo di capire. Dobbiamo ascoltare Gesù vivo nel più profondo del nostro essere; dobbiamo lasciare che la Parola scenda dalla nostra mente al cuore, così la nostra fede sarà contagiosa, gioiosa, piena di forza.
La nostra vocazione è trasfigurarci, saper vedere oltre l'apparenza e l'immagine, per cogliere l'originalità e la ricchezza del nostro essere. Lasciare trasparire la vera identità significa lasciar emergere ciò che è più nobile in noi; è riconoscere che siamo pienezza che trabocca, fonte inesauribile di sogni, creatività, ispirazioni, audacie, novità; è comprendere di essere "figli amati", generati dalla stessa Fonte e trasparenza di essa.
Una volta che siamo trasfigurati in Cristo, siamo chiamati ad essere una presenza che trasfigura la realtà in cui viviamo. Non siamo chiamati a rimanere sulla montagna, isolati e accomodati, ma a scendere nella vita quotidiana, con tutti i suoi conflitti, e vivere ciò che abbiamo visto e ascoltato, con un atteggiamento di bontà, compassione e servizio. È necessario trasfigurare le nostre relazioni umane, rompendo il cerchio dell'intolleranza, del giudizio rapido e dell'indifferenza, perché una vita, una cultura, una società che non si trasfigura, che non trascende l'esistenza e i suoi contenuti, si disumanizza.
La Transfigurazione risveglia in noi uno sguardo nuovo per percepire con maggiore chiarezza i fatti e i luoghi in cui transitiamo, una nuova disposizione a dare senso e valore alle relazioni quotidiane e comunitarie, una presenza solidale per metterci al posto degli altri, una nuova sensibilità per vedere la Presenza di Colui che si "lascia trasparire" in tutti i "Tabors" della vita.
Vivere la Transfigurazione significa coinvolgersi nel processo di continua trasformazione della vita, aspettando la trasfigurazione definitiva.






