
Avete compreso tutte queste cose?”
Ascolta la Parola
In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli:
«Il regno dei cieli è simile a un tesoro nascosto nel campo; un uomo lo trova e lo nasconde; poi va, pieno di gioia, vende tutti i suoi averi e compra quel campo.
Il regno dei cieli è simile anche a un mercante che va in cerca di perle preziose; trovata una perla di grande valore, va, vende tutti i suoi averi e la compra.Ancora, il regno dei cieli è simile a una rete gettata nel mare, che raccoglie ogni genere di pesci. Quando è piena, i pescatori la tirano a riva, si mettono a sedere, raccolgono i pesci buoni nei canestri e buttano via i cattivi. Così sarà alla fine del mondo. Verranno gli angeli e separeranno i cattivi dai buoni e li getteranno nella fornace ardente, dove sarà pianto e stridore di denti.
Avete compreso tutte queste cose?». Gli risposero: «Sì». Ed egli disse loro: «Per questo ogni scriba, divenuto discepolo del regno dei cieli, è simile a un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche».
Riflessione biblica
Al termine di questo lungo capitolo 13 del Vangelo di Matteo Gesù pone ai suoi discepoli e a noi “discepoli di oggi” questa domanda che ci provoca a prendere posizione.
Qui in Brasile diciamo: “dove metti i piedi, la testa pensa e il cuore ama” come a dire: non basta essere “uno scriba”, uno che conosce Gesù e la legge per comprendere la logica, la realtà del regno di Dio ma dobbiamo diventare “discepoli” prendere posizione e, seguire Gesù.
Il vangelo di oggi riporta le ultime tre parabole: quella del tesoro, della perla e della rete, per arrivare infine alle parole com cui Gesù descrive il discepolo del Regno (Mt 13,52), una sorta di conclusione per dire cosa succede a chi ha accolto, a chi ha “capito” le parabole.
Le parabole ci parlano delle caratteristiche del regno: è paragonato a una grande fortuna, ma è nascosto. Il tesoro è nascosto sottoterra, la pietra preziosa è nascosta tra le altre che valgono meno. Per trovare, bisogna cercare, saper guardare oltre le apparenze, oltre la superficie delle cose. Il tesoro è vicino, ma bisogna saperlo scoprire. L´incontro com il Signore risorto è ciò che di più prezioso può accadere e che può cambiare radicalmente la vita di una persona, non un qualcosa in più, ma una qualità diversa del vivere, un tesoro, appunto che vale più di tutto il resto.
Solo se si ha questa consapevolezza, allora si sarà in grado di entrare in possesso del tesoro vendendo “tutto”: tutto ciò che si ha, tutto ciò che si è. Il tesoro vale più della vita. Dice il salmista: “La tua grazia vale più della Vita”.
Mi capita accompagnando delle giovani nel cammino vocazionale di cogliere la loro sincera ricerca: sono intelligenti, disponibili ad ascoltare, alcune hanno già qualche competenza, salute, bellezza infine condizioni promettenti e, tutto questo mi sembra motivo di ammirazione. Ma ... C’è un ma, la mancanza della convinzione profonda che la vita è una vocazione.
La vita non è l’attesa di qualcosa di grande, non è inseguire sogni e miraggi, ma per rispondere a un AMORE che CHIAMA ad AMARE.
La realtà in Brasile, come del resto nel mondo intero per la gioventù è piena di insicurezza, di incertezze. Ma, l’insicurezza e l’incertezza si possono superare imparando a dare fiducia alla vita, credendo: Dio è presente, cammina con noi e ci accompagna. È necessario però cercare, scavare, incontrare “il tesoro”, lasciarci affascinare fino alla capacità di vendere tutto e fare “il salto”.
Per questo l´ultima parabola è quella della rete che c’invita a discernere la qualità dei pesci. Le parabole ci conducono ad apprendere i segreti del Regno, a riconoscerli nella vita, a distinguere ciò che veramente vale da ciò che ha meno valore, non lasciarsi ingannare dalle apparenze, non restare in superficie ma penetrare nel profondo mistero che è la vita.
Lo scriba Matteo che divenuto discepolo trasmette ciò che ha capito della preziosità del Regno e con il suo vangelo ci interroga, ancora oggi: siete capaci d’incontrare sempre cose nuove e antiche nel cammino del Regno? La domanda rimane come una sfida: chiamati a trovare il nuovo che la Parola del Signore sa portare nella nostra vita di ogni giorno. Il Regno è presente nella nostra vita, deve essere riconosciuto e accolto, diventa tesoro quando ne fai dono con la tua vita.






