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Missionarie di Maria
SAVERIANE

Tentazioni di sempre


Ascolta la Parola

In quel tempo, 1Gesù, pieno di Spirito Santo, si allontanò dal Giordano ed era guidato dallo Spirito nel deserto, 2per quaranta giorni, tentato dal diavolo. Non mangiò nulla in quei giorni, ma quando furono terminati, ebbe fame. 3Allora il diavolo gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, di’ a questa pietra che diventi pane». 4Gesù gli rispose: «Sta scritto: “Non di solo pane vivrà l’uomo”».
5Il diavolo lo condusse in alto, gli mostrò in un istante tutti i regni della terra e gli disse: 6«Ti darò tutto questo potere e la loro gloria, perché a me è stata data e io la do a chi voglio. 7Perciò, se ti prostrerai in adorazione dinanzi a me, tutto sarà tuo». 8Gesù gli rispose: «Sta scritto: “Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto”». 9Lo condusse a Gerusalemme, lo pose sul punto più alto del tempio e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, gèttati giù di qui; 10sta scritto infatti: “Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo affinché essi ti custodiscano”; 11e anche: “Essi ti porteranno sulle loro mani perché il tuo piede non inciampi in una pietra”». 12Gesù gli rispose: «È stato detto: “Non metterai alla prova il Signore Dio tuo”». 13Dopo aver esaurito ogni tentazione, il diavolo si allontanò da lui fino al momento fissato.

Lc 4,1-13

Riflessione biblica

Si può annunciare il numero dei “nemici” uccisi e considerarsi ancora umani? Non viene alla mente che ciascuno di quegli uomini e donne è stato privato dell’unico bene? Dei suoi progetti, delle sue relazioni, e che molte esistenze di partner, di figli e amici saranno oscurate per sempre da quella perdita?

Ma no, ancora si pensa tollerabile la conta dei morti. Per un ideale! Quale, se non quello del potere, del prestigio, dell’avere? Risuona particolarmente attuale il vangelo di oggi. Gesù si confronta con le tentazioni di ogni essere umano, che si fanno tanto più acute quanto più è in una situazione di totale bisogno: i beni, il potere, il prestigio.

A sventagliargli queste opportunità, lui, il diavolo, che gli offre tutto a prezzo scontato. Basta solo inchinarsi a lui, seguire l’istinto di potenza, la sete di prestigio che si agita in fondo al cuore. Basta mettersi al centro e lui sarà compagno pronto a offrire tutte le sue promesse. Una sola condizione: sganciarsi dalla dipendenza da un Dio, dai suoi progetti, dal suo volere: “Va’ dove ti porta il tuo cuore affamato!”. 

Per la volontà di avere senza limite, i ricchi del mondo non mettono fine al loro accaparramento. Quelle che per gli altri sono crisi, per loro stranamente si risolvono in guadagni. Per la volontà di potere, si infrangono patti, si raffinano e si moltiplicano armi, inventandosi “nobili motivi”. Per il prestigio, bisogna assolutamente essere i primi, i più temuti, i più invasivi.

Stiamo tragicamente assistendo al dramma di una umanità che si getta a pesce nelle “tentazioni” dell’avere, del potere, del prestigio, non curante del prezzo di lacrime che esse comportano. Stiamo assistendo anche al punto di arrivo di una logica di confronto e competizione che non ha senso, ma che abbiamo supinamente accettato.

Dove sono quelli che sognano ancora dei rapporti di collaborazione, di amicizia, di rispetto reciproco? Certo nella politica sono rarissimi. Bisogna allinearsi, bisogna coagularsi gli uni contro gli altri, bisogna avere sempre un nemico che giustifichi la fiorente industria militare. Forse la grande tentazione è questa irragionevole ragionevolezza. 

Per fortuna dei sognatori ci sono. Li si considera esagerati, irrealisti, fuori della storia. Manifestano, parlano, scrivono e personalmente preferiscono una vita in stile “minore”, ai successi di chi monta sul carro dei benpensanti. Li possiamo cercare in questo tempo tragico, per prendere anche noi la via del deserto e scegliere radicalmente, come Gesù, la fedeltà al sogno di Dio.

La Sua parola ci orienta e ci trasforma: “L’ascolto assiduo della Parola di Dio fa maturare una pronta docilità al suo agire che rende feconda la nostra vita”, scrive il Papa nel suo messaggio quaresimale. Appunto, si tratta di scegliere tra fecondità e morte.

Fotografia: 

repubblica.parma

Lampada ai miei passi

Teresina Caffi

Teresina Caffi, nata a Pradalunga (Bergamo) nel 1950, è entrata fra le Missionarie di Maria, Saveriane, nel 1971 e ha fatto la sua prima professione nel 1974. Nel 1982 è partita per il Burundi. Da lì, nel 1984 è passata nell'allora Zaire (oggi Repubblica Democratica del Congo). Licenziata in Teologia biblica, ha lavorato nell'ambito dell'animazione parrocchiale e dell'insegnamento biblico. In questi anni vive sei mesi l'anno in una comunità nella Repubblica Democratica del Congo e sei mesi in Italia

Riflessioni Bibliche