
Siamo servi amati
Ascolta la Parola
In quel tempo, gli apostoli dissero al Signore: «Accresci in noi la fede!».
Il Signore rispose: «Se aveste fede quanto un granello di senape, potreste dire a questo gelso: “Sràdicati e vai a piantarti nel mare”, ed esso vi obbedirebbe.
Chi di voi, se ha un servo ad arare o a pascolare il gregge, gli dirà, quando rientra dal campo: “Vieni subito e mettiti a tavola”? Non gli dirà piuttosto: “Prepara da mangiare, stríngiti le vesti ai fianchi e sérvimi, finché avrò mangiato e bevuto, e dopo mangerai e berrai tu”? Avrà forse gratitudine verso quel servo, perché ha eseguito gli ordini ricevuti?
Così anche voi, quando avrete fatto tutto quello che vi è stato ordinato, dite: “Siamo servi inutili. Abbiamo fatto quanto dovevamo fare”».
Riflessione biblica
Nei Vangeli delle ultime due domeniche, Gesù ci chiedeva di amministrare i beni della terra (ricchezza disonesta, altrui, non nostra) x farci amici che ci accolgano nel regno dei cieli e per ricevere poi da Dio la "vera ricchezza", la "nostra".
Ancor più, ci presentava Lazzaro, veramente il "Povero Cristo" seduto alla porta del ricco indifferente perché tutto preso e circondato dalle "sue ricchezze". Lazzaro, povero e piagato, è circondato da "pietosi" "cani": non è certo indifferente all'amicizia di Dio e a Lui "consegna il proprio spirito, la vita". Viene portato nel seno del Padre Abramo a godere per sempre la vera ricchezza a differenza del ricco che è sepolto ed eredita per sempre miseria e tormenti.
Nell' eternità, bella Vita vera, quella che conta, c'è ormai un abisso tra loro: "il ricco è rimandato a mani vuote": la vita spesa egoisticamente crea un impedimento, uno "scandalo" che il ricco non potrà più superare. Lo scandalo parte dal ricco: prima ferisce e tiene a distanza il povero ma poi ricade sulla sua testa come un boomerang! Intanto "il piccolo, povero e affamato" in terra, è per sempre "ricolmato di beni" e canta il sua Magnificat!
Subito dopo Gesù afferma che gli scandali sono "inevitabili" ma ugualmente ci mette in guardia dallo scandalizzare i piccoli: sarebbe meglio … morire prima! Perché la distanza - scandalo che creiamo col piccolo e lo fa morire, diventerà la nostra "vera" morte eterna.
Scandalo diventa pure il rifiuto di perdonare al "povero peccatore" nostro compagno di viaggio. Gesù ci invita a perdonare sempre a chi ritorna pentito di averci fatto del male. (Lc 17, 1-5)
Ed ecco che davanti a queste esigenze di Gesù, (difficili se non impossibili da praticare per noi, nonostante tanti anni di ascolto del Suo Vangelo), oggi sentiamo che proprio i suoi discepoli chiedono: "accresci la nostra fede!"
Sì, abbiamo bisogno di più fede, di tanta fiducia per aderire cordialmente e senza "se" o "ma" agli inviti strani, pazzi, scandalosi di Gesù!
Come sperimentiamo ruvido, duro, scarnificante, disturbante l'affidarsi alla mentalità di Cristo, fidarsi di Lui concretamente, in particolare: nelle scelte scomode di distacco dai propri interessi nell'uso dei beni, nel servire i poveri ripudiando l'indifferenza mortifera verso di loro.
Che fatica, che resistenza viscerale sperimentiamo nell'avvicinarci ai piccoli con amore e dedizione come fossero loro i nostri "Padroni" (parole di San Vincenzo de Paoli) anche quando non ci ringraziano, ci fregano, ci importunano, ci …. Come il padrone terreno esigente che ci infastidisce nel vangelo chiedendo a noi di considerarci "servi inutili" dopo aver fatto di tutto per gli altri!
Sì, senza fede, senza Spirito Santo, senza com-unione strettissima con Gesù, senza affidamento cieco di noi a Lui, chi mai potrebbe riconoscere il nostro unico Vero Tesoro in un povero, disturbatore o pieno di miserie (esattamente come lo siamo anche ciascuno di noi!)!? Sì perché Gesù si identifica in loro e perché il Padre così ha voluto nel Suo scandaloso Amore per noi in Cristo crocifisso! Ci vuole fede, almeno un briciolo, per sradicare un gelso con le sue radici fortissime e vaste per buttarlo nel mare … Quanta fede occorre a noi per riuscire a sradicarci dalla mentalità egoistica di potere, indifferenza, sospetto e distanza dai poveri per gettarci nell'Oceano dell'Amore di Cristo lasciandoci portare da Lui verso di loro come "nostri" fratelli e sorelle?!
Quanta fede per rigettare la mentalità usurpante del padrone terreno (Lc 17, 7-10) per diventare come il Padre-Padrone che Gesù ci dipinge in un altro passo del vangelo che "farà sedere i servi a mensa dopo le loro fatiche e li servirà"… Proprio come Gesù ci ha mostrato il Volto del Padre lavando i piedi ai discepoli al momento apice del Suo Amore Paterno - Trinitario! (Gv 13, 1 ss) Siamo servi inutili, non certo "necessari" a Dio, anzi! … Nonostante ci crediamo dei messia a turno!
Ma certissimo che siamo servi amati e serviti, siamo lebbrosi guariti - vangelo seguente - siamo diventati Figli, adottati a caro prezzo … ma in quanti di noi ce ne rendiamo conto, fino al tornare come l'unico lebbroso su dieci per dire almeno "grazie e rendere gloria a Dio"!? "Va in pace, la tua fede ti ha salvato!" Gli risponde Gesù! (Lc 17, 11-19) Sì, il giusto, colui che ha l'animo retto, nonostante tutta la violenza e ingiustizia subita e vista con i suoi occhi, vivrà per questa fiducia nel Signore che "si fece povero per arricchire noi con la sua povertà"!
"Quale opera dobbiamo compiere …? Gesù rispose: l'opera di Dio è "credere"






