Skip to main content

Missionarie di Maria
SAVERIANE

Siamo servi amati


Ascolta la Parola

In quel tempo, gli apostoli dissero al Signore: «Accresci in noi la fede!».
Il Signore rispose: «Se aveste fede quanto un granello di senape, potreste dire a questo gelso: “Sràdicati e vai a piantarti nel mare”, ed esso vi obbedirebbe.
Chi di voi, se ha un servo ad arare o a pascolare il gregge, gli dirà, quando rientra dal campo: “Vieni subito e mettiti a tavola”? Non gli dirà piuttosto: “Prepara da mangiare, stríngiti le vesti ai fianchi e sérvimi, finché avrò mangiato e bevuto, e dopo mangerai e berrai tu”? Avrà forse gratitudine verso quel servo, perché ha eseguito gli ordini ricevuti?
Così anche voi, quando avrete fatto tutto quello che vi è stato ordinato, dite: “Siamo servi inutili. Abbiamo fatto quanto dovevamo fare”».

Lc 17,5-10

Riflessione biblica

Nei Vangeli delle ultime due domeniche, Gesù ci chiedeva di amministrare i beni della terra (ricchezza disonesta, altrui, non nostra) x farci amici che ci accolgano nel regno dei cieli e per ricevere poi da Dio la "vera ricchezza", la "nostra".

Ancor più, ci presentava Lazzaro, veramente il "Povero Cristo" seduto alla porta del ricco indifferente perché tutto preso e circondato dalle "sue ricchezze". Lazzaro, povero e piagato, è circondato da "pietosi" "cani": non è certo indifferente all'amicizia di Dio e a Lui "consegna il proprio spirito, la vita". Viene portato nel seno del Padre Abramo a godere per sempre la vera ricchezza a differenza del ricco che è sepolto ed eredita per sempre miseria e tormenti.

Nell' eternità, bella Vita vera, quella che conta, c'è ormai un abisso tra loro: "il ricco è rimandato a mani vuote": la vita spesa egoisticamente crea un impedimento, uno "scandalo" che il ricco non potrà più superare. Lo scandalo parte dal ricco: prima ferisce e tiene a distanza il povero ma poi ricade sulla sua testa come un boomerang! Intanto "il piccolo, povero e affamato" in terra, è per sempre "ricolmato di beni" e canta il sua Magnificat!

Subito dopo Gesù afferma che gli scandali sono "inevitabili" ma ugualmente ci mette in guardia dallo scandalizzare i piccoli: sarebbe meglio … morire prima! Perché la distanza - scandalo che creiamo col piccolo e lo fa morire, diventerà la nostra "vera" morte eterna.

Scandalo diventa pure il rifiuto di perdonare al "povero peccatore" nostro compagno di viaggio. Gesù ci invita a perdonare sempre a chi ritorna pentito di averci fatto del male. (Lc 17, 1-5)

Ed ecco che davanti a queste esigenze di Gesù, (difficili se non impossibili da praticare per noi, nonostante tanti anni di ascolto del Suo Vangelo), oggi sentiamo che proprio i suoi discepoli chiedono: "accresci la nostra fede!"

Sì, abbiamo bisogno di più fede, di tanta fiducia per aderire cordialmente e senza "se" o "ma" agli inviti strani, pazzi, scandalosi di Gesù!

Come sperimentiamo ruvido, duro, scarnificante, disturbante l'affidarsi alla mentalità di Cristo, fidarsi di Lui concretamente, in particolare: nelle scelte scomode di distacco dai propri interessi nell'uso dei beni, nel servire i poveri ripudiando l'indifferenza mortifera verso di loro.

Che fatica, che resistenza viscerale sperimentiamo nell'avvicinarci ai piccoli con amore e dedizione come fossero loro i nostri "Padroni" (parole di San Vincenzo de Paoli) anche quando non ci ringraziano, ci fregano, ci importunano, ci …. Come il padrone terreno esigente che ci infastidisce nel vangelo chiedendo a noi di considerarci "servi inutili" dopo aver fatto di tutto per gli altri!

Sì, senza fede, senza Spirito Santo, senza com-unione strettissima con Gesù, senza affidamento cieco di noi a Lui, chi mai potrebbe riconoscere il nostro unico Vero Tesoro in un povero, disturbatore o pieno di miserie (esattamente come lo siamo anche ciascuno di noi!)!? Sì perché Gesù si identifica in loro e perché il Padre così ha voluto nel Suo scandaloso Amore per noi in Cristo crocifisso! Ci vuole fede, almeno un briciolo, per sradicare un gelso con le sue radici fortissime e vaste per buttarlo nel mare … Quanta fede occorre a noi per riuscire a sradicarci dalla mentalità egoistica di potere, indifferenza, sospetto e distanza dai poveri per gettarci nell'Oceano dell'Amore di Cristo lasciandoci portare da Lui verso di loro come "nostri" fratelli e sorelle?!

Quanta fede per rigettare la mentalità usurpante del padrone terreno (Lc 17, 7-10) per diventare come il Padre-Padrone che Gesù ci dipinge in un altro passo del vangelo che "farà sedere i servi a mensa dopo le loro fatiche e li servirà"… Proprio come Gesù ci ha mostrato il Volto del Padre lavando i piedi ai discepoli al momento apice del Suo Amore Paterno - Trinitario! (Gv 13, 1 ss) Siamo servi inutili, non certo "necessari" a Dio, anzi! … Nonostante ci crediamo dei messia a turno!

Ma certissimo che siamo servi amati e serviti, siamo lebbrosi guariti - vangelo seguente - siamo diventati Figli, adottati a caro prezzo … ma in quanti di noi ce ne rendiamo conto, fino al tornare come l'unico lebbroso su dieci per dire almeno "grazie e rendere gloria a Dio"!? "Va in pace, la tua fede ti ha salvato!" Gli risponde Gesù! (Lc 17, 11-19) Sì, il giusto, colui che ha l'animo retto, nonostante tutta la violenza e ingiustizia subita e vista con i suoi occhi, vivrà per questa fiducia nel Signore che "si fece povero per arricchire noi con la sua povertà"!

"Quale opera dobbiamo compiere …?  Gesù rispose: l'opera di Dio è "credere"

Lampada ai miei passi

Angela Bertelli

Bertelli Maria Angela

Originaria di Carpi, Modena. Studi di Ragioneria, pianoforte, infermiera. Missionaria Saveriana dal 1987. Prima destinazione USA NYC per studio della lingua e come assistente fisioterapista. Inviata in Sierra Leone (1993) per aiuto al centro bambini disabili di Kambia, diocesi di Makeni. Assieme a sei consorelle (1995), è sequestrata dai ribelli del RUF (Fronte Unito Rivoluzionario): vengono liberate dopo 56 giorni di prigionia.   Ritorna a NYC per terminare gli studi di Fisioterapia. Dopo la chiusura della missione in Sierra Leone, è inviata con una consorella in Thailandia per l’apertura di una nuova missione (2000). Dopo lo studio della lingua, lavora al nord, distretto di Chae Hom con persone disabili fino al 2004 e poi nelle baraccopoli alla periferia di Bangkok, fino all’apertura della Casa degli Angeli (2008), luogo di accoglienza ed evangelizzazione per mamme povere di bambini disabili spesso abbandonati dal padre o dai genitori.    Torna in Italia nel 2016 per assistenza alle consorelle. Attualmente è in Thailandia

Riflessioni Bibliche