
Scelgo la vita!
Ascolta la Parola
In quel tempo, Gesù cominciò a spiegare ai suoi discepoli che doveva andare a Gerusalemme e soffrire molto da parte degli anziani, dei capi dei sacerdoti e degli scribi, e venire ucciso e risorgere il terzo giorno.
Pietro lo prese in disparte e si mise a rimproverarlo dicendo: «Dio non voglia, Signore; questo non ti accadrà mai». Ma egli, voltandosi, disse a Pietro: «Va’ dietro a me, Satana! Tu mi sei di scandalo, perché non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini!».
Allora Gesù disse ai suoi discepoli: «Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà.
Infatti quale vantaggio avrà un uomo se guadagnerà il mondo intero, ma perderà la propria vita? O che cosa un uomo potrà dare in cambio della propria vita?
Perché il Figlio dell’uomo sta per venire nella gloria del Padre suo, con i suoi angeli, e allora renderà a ciascuno secondo le sue azioni».
Riflessione biblica
In questo brano di Matteo che la liturgia di oggi ci presenta, Gesù affronta un tema e usa le parole che, sia allora che oggi, nessuno vorrebbe sentire. Sono parole o tema che preferiremmo non evocare: soffrire, venire ucciso, rinnegare sé stesso, portare la croce, perdere la propria vita. Che discorso pesante e sconvolgente! La reazione di Pietro ne è la prova: “Dio non voglia, Signore; questo non ti accadrà mai”. Qui, Pietro è proprio il nostro rappresentante, il nostro fedele portavoce; si direbbe che ci ha letto nei pensieri. «Mamma mia, che discorso, Gesù!», avremmo esclamato.
Nel mondo di oggi, se Gesù fosse proprietario di un’azienda e facesse un annuncio di offerta di lavoro a queste condizioni, non so quanti candidati avrebbe. Oggi come allora, le aspirazioni dell’uomo e della donna non sono cambiate: la felicità, una vita tranquilla e senza sofferenza: ecco la proposta che avrebbe incantato il nostro mondo. Ma Gesù ha avuto il coraggio di proporre un cammino diverso ai discepoli e a chi vuole seguirlo: oggi come due mila anni fa, ancora rinnova per noi questa stessa proposta, questo invito.
La parola “vangelo”, gli esperti di lingue e della Bibbia ci dicono che significa “buona notizia”. Dunque, questa proposta di Gesù è una buona notizia. Parlare di affrontare la sofferenza, la croce, il rinnegamento di sé stessi, … Può essere una buona notizia? Si, anche il brano del Vangelo di oggi è una buona notizia.
Se leggiamo e ascoltiamo attentamente queste parole di Gesù, scopriremo che Lui non propone la sofferenza e tanto meno la croce e il rinnegamento di sé perché vuole distruggerci ; ma propone la vita, la vita vera. E invita a scegliere la vita. Perché per quanto l’uomo, la donna possa possedere e avere, niente uguaglia la sua vita. Ma per arrivare a questa vita c’è un cammino da fare e in questo cammino, la sofferenza e la croce sono inevitabili. In questo cammino Lui è passato per primo. Ecco perché lo propone anche a noi.
Vivere è una scelta, e morire lo è altrettanto. Gesù non ci ha nascosto nulla, ci chiede di scegliere la vita. Perché ci ostiniamo a voler morire? “Scegli dunque la vita, perché viva tu e la tua discendenza” (Deuteronomio 30:19-20).
Scegliere la vita è lasciare il timone della nostra vita nelle mani di Gesù. È questo il culto spirituale che Paolo apostolo ci invita a compiere nella seconda lettura di oggi. Scegliere la vita ci trasforma, rinnova il nostro modo di pensare per poter discernere la volontà di Dio, ciò che è buono, a lui gradito e perfetto (Romani 12,1-2). Scegliere la vita è accettare di farsi discepolo/a e camminare dietro a Gesù.
Io scelgo la vita
Ogni volta che accetto di aprire il mio cuore per accogliere l’amore gratuito di Dio, io scelgo la vita.
Ogni volta che accetto di fidarmi e affidarmi a Dio, io scelgo la vita.
Ogni volta che tendo la mano al fratello, alla sorella nel bisogno, io scelgo la vita.
Ogni volta che mi indigno e denuncio l’ingiustizia fatta al mio prossimo o a me, io scelgo la vita.
Ogni volta che annuncio e mi impegno per la giustizia nel mio piccolo, io scelgo la vita.
Ogni volta che accetto di andare controcorrente per scegliere i valori umani e cristiani, io scelgo la vita.
Ogni volta che decido di mettere l’uomo e la donna al centro e sopra ogni interesse personale, io scelgo la vita.
La vita, la mia meta!
Parafrasando Ebrei 12:1-2: dunque corro e correrò con perseveranza la corsa che mi sta davanti, verso la mia meta, lo sguardo fisso su Gesù, autore, datore della vita e la Vita stessa.
Signore Dio, dammi la forza e il coraggio di scegliere la Vita e di camminare e continuare il cammino anche se devo passare per la sofferenza e la croce! Perché scegliere la vita è scegliere Te!






