
Riposatevi un po’
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In quel tempo, gli apostoli si riunirono attorno a Gesù e gli riferirono tutto quello che avevano fatto e quello che avevano insegnato. Ed egli disse loro: "Venite in disparte, voi soli, in un luogo deserto, e riposatevi un po'". Erano infatti molti quelli che andavano e venivano e non avevano neanche il tempo di mangiare.
Allora andarono con la barca verso un luogo deserto, in disparte. Molti però li videro partire e capirono, e da tutte le città accorsero là a piedi e li precedettero. Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, ebbe compassione di loro, perché erano come pecore che non hanno pastore, e si mise a insegnare loro molte cose.
Riflessione biblica
“Gli apostoli si riunirono attorno a Gesù e gli riferirono tutto quello che avevano fatto e quello che avevano insegnato.” Dopo la missione, i discepoli tornano e raccontano a Gesù ciò che hanno vissuto. Gesù, con benevolenza e attenzione, ascolta ciò che raccontano.
"Venite da soli in un luogo deserto e riposatevi un po'": questo brano ci dimostra che sia i discepoli che i missionari di oggi non sono persone straordinarie: hanno bisogno di tempo per riposare. Gesù si preoccupa delle persone che lo seguono e vuole allontanarle dalle folle, invitandole in un luogo deserto. Il tempo di riposo dalla missione è necessario e indispensabile, perché è anche un tempo di riflessione e di recupero delle forze. Tempo per entrare nel deserto del nostro cuore e riflettere sulla nostra azione missionaria, tempo di silenzio, per rivedere il cammino e orientare i passi futuri.
“Allora andarono con la barca verso un luogo deserto, in disparte”: il deserto non è un luogo di delizie e oasi, il deserto ci porta all'incontro con noi stessi, con il più profondo del nostro essere. Il deserto è esodo e ci conduce all'incontro con la vita e la libertà. È nel deserto, nell'intimità con il Cristo, che la solitudine favorisce, che troviamo il senso del nostro agire missionario e del nostro essere. Per i missionari e i discepoli di Cristo, il deserto può essere un porto sicuro.
Molti però… accorsero là a piedi e li precedettero”: le folle hanno fame e sete della Parola di Dio, desiderano ascoltare Gesù e i suoi discepoli e stare con loro, per questo corrono e arrivano per primi. Se i discepoli e i missionari non sono capaci di saziarsi con le cose dall'Alto, come potranno nutrire questa folla affamata di Dio?
Molte volte noi, missionari e discepoli del Maestro, ci sentiamo supereroi e padroni della missione, non cerchiamo di riposarci e stare con Gesù, non abbiamo tempo di silenzio e ancor meno di ritirarci nel deserto; in questo caso, l'azione missionaria è vuota e senza Dio. Annunciamo noi stessi, ma lo Spirito di Dio non opera, non libera, non guarisce e non sazia. Per entrare in empatia con le sofferenze e i desideri della folla, dobbiamo essere pieni di Dio.
“…Vide una grande folla, ebbe compassione di loro”: Gesù guarda le persone con uno sguardo compassionevole, non ha un sentimento di pietà e pena per la folla, ma entra in sintonia con la sofferenza delle persone. E' tanta la gente, ma Gesù sente compassione per ogni persona in particolare. Possiamo immaginare che ciò che attraeva questa folla non era la dottrina, né i miracoli che operava, ma il fatto che GESÙ irradiava compassione: soffriva, entrava in empatia con i sofferenti e ciò si trasformava in una solidarietà affettiva ed effettiva.
Queste caratteristiche di Gesù sfidano i missionari e i cristiani di oggi. Molte volte siamo burocrati del Sacro, dipendenti della Chiesa o di un'istituzione, realizziamo molte opere, facciamo molti lavori, ma ci manca l’irradiare compassione per la folla che ci circonda e ci cerca.
"Perché erano come pecore senza pastore, cominciò dunque a insegnare loro molte cose": Nei nostri giorni, dove troviamo centinaia di movimenti, gruppi, pastorali e diversità di carismi e doni, la folla continua ad avere sete e fame della Parola. Dobbiamo chiederci perché. Gesù insegna al popolo, trasmette la Parola e li prepara per la condivisione del pane.
Il testo ci invita a rivedere il nostro agire cristiano e missionario. Siamo invitati a essere comunità cristiane dove il centro è Cristo. Come dice Papa Francesco, noi non siamo una ONG, o una semplice istituzione caritativa: l'annuncio del Vangelo va oltre la filantropia.
Il Vangelo ci insegna che, per essere pastori come il Cristo, dobbiamo stare con Lui, essere persone di preghiera, persone che sanno dare tempo al riposo per recuperare le forze e raccontare il nostro vissuto della missione. Che lo Spirito Santo realizzi le sue meraviglie in noi e nella nostra azione missionaria.






