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Missionarie di Maria
SAVERIANE

Mossi da una parola


Ascolta la Parola

In quel tempo, Gesù chiamò a sé i Dodici e prese a mandarli a due a due e dava loro potere sugli spiriti impuri. E ordinò loro di non prendere per il viaggio nient'altro che un bastone: né pane, né sacca, né denaro nella cintura; ma di calzare sandali e di non portare due tuniche.
E diceva loro: "Dovunque entriate in una casa, rimanetevi finché non sarete partiti di lì. Se in qualche luogo non vi accogliessero e non vi ascoltassero, andatevene e scuotete la polvere sotto i vostri piedi come testimonianza per loro".
Ed essi, partiti, proclamarono che la gente si convertisse, scacciavano molti demoni, ungevano con olio molti infermi e li guarivano.

Mc 6, 7-13

Riflessione biblica

L’ evangelista Marco, in questa  domenica,  narra l’ invio dei dodici ai quali viene affidata la missione stessa di Gesù, con il potere sugli spiriti immondi. Marco non descrive nei dettagli in cosa consista la missione: cosa devono dire, o cosa devono fare, ma come devono essere. Il Vangelo si sofferma sui requisiti essenziali che devono avere gli inviati, resi liberi e disponibili per servire unicamente la Parola. Ecco, allora che non servono: né pane, né bisaccia, né due tuniche, né denaro nella cintura, ma unicamente il bastone, utile per sostenere il cammino di chi porta la Parola e da essa si lascia portare. E questo, perché? Perché la parola accolta rende liberi da ogni tipo di attacco egoistico e ci rende testimoni credibili. Tutto ciò che non è a servizio della parola, rappresenta un po’ tutte le nostre sicurezze materiali e umane, le quali tolgono forza e credibilità alla Buona Notizia. L’evangelista Marco, ci fa l’ invito a metterci in cammino, mossi da una parola, che innanzitutto ciascuno di noi ha accolto nel suo cuore, dopo un attento ascolto, e da cui si lascia cambiare la vita. Solo da questa esperienza, possiamo portare un messaggio di vita che, come ci ricorda Papa Francesco: ha una potenzialità che non possiamo prevedere. (EG 22).

I discepoli sono inviati a due a due, in equipe missionaria, conforme all’uso giudaico, praticato anche nella prima comunità cristiana. Non è garantito il successo della predicazione e missione. Gesù stesso durante tutto l’ itinerario formativo, non ha mai ingannato i suoi discepoli:Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno ascoltato la mia parola, ascolteranno anche la vostra. “ (Gv. 15, 18-20)

Il gesto di scuotere la polvere dai sandali, rivolto a coloro che non accolgono la buona notizia, esprime la serietà della missione. Non deve scoraggiare l’ inviato, il quale, attraverso il rifiuto, esprime la comunione di missione con chi l’ha inviato.

E allora,come il profeta Amos, (prima lettura) ci lasciamo raggiungere da una chiamata, nella nostra quotidianità, senza essere né profeta, né figlio di profeta. Ci mettiamo in cammino, a servizio della parola, compiendo anche una missione scomoda, ma che si pone a servizio della vita, di chi è inviato, e di chi accoglie.

Lampada ai miei passi

Laura Littamè

Laura Littamé, missionaria saveriana dal 1996. Dopo gli anni di formazione e studio è stata destinata alla missione del Messico dove ha vissuto per dieci anni svolgendo il servizio di animazione missionaria con giovani e adolescenti. E’ rientrata in Italia nel 2012. Attualmente si trova nella comunità di Milano. Continua il servizio di animazione missionaria in Italia.

Riflessioni Bibliche