
Re e padre nostro!
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In quel tempo, Pilato disse a Gesù: «Sei tu il re dei Giudei?». Gesù rispose: «Dici questo da te, oppure altri ti hanno parlato di me?». Pilato disse: «Sono forse io Giudeo? La tua gente e i capi dei sacerdoti ti hanno consegnato a me. Che cosa hai fatto?».
Rispose Gesù: «Il mio regno non è di questo mondo; se il mio regno fosse di questo mondo, i miei servitori avrebbero combattuto perché non fossi consegnato ai Giudei; ma il mio regno non è di quaggiù».
Allora Pilato gli disse: «Dunque tu sei re?». Rispose Gesù: «Tu lo dici: io sono re. Per questo io sono nato e per questo sono venuto nel mondo: per dare testimonianza alla verità. Chiunque è dalla verità, ascolta la mia voce».
Riflessione biblica
Tutto il Vangelo di Giovanni è costellato di punti luminosissimi che rivelano l’identità più profonda di Gesù.
Gesù è: il Verbo, Dio (1,1) che viene ad abitare tra noi (1,14), luce nelle tenebre e vita per gli uomini e sorgente della vita (1,4s; 8.12), in Lui è la Gloria come unigenito dal Padre pieno di Grazia e Verità (1,14.17) che rivela il Padre (1,18).
Il Battista lo riconosce come l’Agnello di Dio (1,29.36) sul quale rimane lo Spirito; è il Figlio di Dio! (1,34.49; 10,36).
E’ un rabbi (1,38; 2,2), ma più ancora è il Messia – il Cristo (1,41; 4,25s), il Re d’Israele (1,49).
E’ lo Sposo (3,29) che viene dall’alto (3,31) e da lo Spirito senza misura (3,34). Chiama Dio suo Padre e per questo i giudei cercano ancor più di ucciderlo …(5,18). Afferma che da Dio è uscito e viene (8.42); è il “Figlio … che cerca la volontà di Colui che lo ha mandato (5,30) e che, come il Padre, ha la vita in se stesso e da la vita a chi vuole e ha il potere di giudicare perché è Figlio dell’uomo (5,21.26s). Signore sulla natura, calma il mare agitato “Sono Io non temete” (6,21).
E’ “il pane della vita” (6,35.48.51.), la fonte di acqua viva, ci invita a bere di Lui, dal cui seno sgorgano fiumi di acqua viva/Spirito (7.38).
Infine, tanto semplicemente quanto autorevolmente osa dire: “Io sono” (8.24.28.58; 13.19) il Nome impronunciabile con cui Dio si rivela a Mosè (Es 3.14). E’ il Figlio dell’Uomo (9.35), è la Porta delle pecore (10,7),
il Buon Pastore (10,11.14) che offre la vita per le pecore (10,11.15).
E’ una cosa sola con il Padre (10.30.38; 14,10ss); è la risurrezione e la vita (11.25), il Signore e Maestro (13.14);
è la via, la verità e la vita (14.6); è la vera vite da cui i tralci ricevono vita per portare frutto a gloria del Padre (15,1.5). Lui manda il Consolatore (16.7.13), lo Spirito di verità che guida alla verità tutta intera …
Gesù di Nazareth, figlio del falegname e Figlio dell’Onnipotente - di “Colui che è”- imprevedibilmente, durante la cena con i suoi discepoli (Gv 13), al culmine del Suo amore per loro, si fa loro servo, loro amico, per poterli chiamare e costituirli amici suoi e non più servi! Lui, Maestro e Signore, non esita a spogliarsi delle vesti e curvarsi per lavare loro i piedi. Dona tutto se stesso fino alla fine: spezza il proprio corpo nel pane e versa il suo sangue nel calice. E’ dato per voi! Per sanare l’uomo ferito dal peccato commesso che lo tiene lontano dal Padre. Poi assieme nel Getsemani.
“Conoscendo tutto quello che gli doveva accadere, Gesù si fa innanzi, va incontro ai soldati …” (Gv 19,4). Tradito/consegnato da Giuda, uno dei suoi, venuto con le guardie armate fornite dai sommi sacerdoti e farisei, Gesù non è vittima di un inganno. Prende l’iniziativa: Lui stesso volontariamente si consegna in amore e unione al Padre, interpellando Lui per primo i capi: “Chi cercate?” … “Io sono!” (per tre volte 19,5ss) … “Se dunque cercate me, lasciate che questi se ne vadano!” In questa auto-consegna di Gesù c’è già l’ordine di liberazione per i suoi! Rifiuta un aiuto violento … E con amore accetta tutto questo:
“Non devo forse bere il calice che il Padre mi ha dato?” (19,11) Gesù, unitissimo al Padre, resta obbediente al disegno di “voler salvare l’uomo”, pur davanti alla totale incomprensione e abbandono dei suoi, al cinismo violento dei capi religiosi, al lavarsi le mani di tutti: rimane solo.
Lo afferrano, lo legano, lo conducono prima da Anna (19,12). Gesù, è interrogato, schiaffeggiato da una guardia e condotto da Caifa sommo sacerdote. Intanto Pietro lo rinnega. E’ poi consegnato dai giudei a Pilato con l’accusa di “malfattore” perché sia da lui messo a morte (18,31). I giudei non entrano nel pretorio per non contaminarsi e lasciano il lavoro sporco a Pilato, ai soldati pagani, per non macchiarsi di sangue innocente. Gesù passa di mano in mano, un essere senza più valore che anche i subalterni possono schiaffeggiare e schernire a piacere (18,22). Per la prima volta su 12 nel giro di poche righe, sulla bocca di Pilato risuona il titolo di re: “Tu sei il re dei Giudei?” … Quanto pesanti nel cuore di Cristo le parole: “La tua gente e i sommi sacerdoti ti hanno consegnato a me; che cosa hai fatto?” Proprio la sua gente e i capi religiosi che conoscono le Scritture non lo riconoscono! “I suoi non lo hanno accolto!” (1,11) Gesù risponde: “il mio regno” (18,35s per ben 3 volte) non è di quaggiù … Se fosse …” Le profezie enigmatiche d'Isaia sul Servo del Signore prendono ora forma concreta nella vicenda di Gesù, sul Suo volto e nel suo corpo e sangue!
Pilato incalza: “Dunque tu sei Re!” Riceve una risposta che pare assurda, tragicomica e infondata dalle labbra del povero uomo di Nazareth a lui consegnato, impotente, legato, schiaffeggiato, intrappolato nella trama di accuse e giudizi falsi e tendenziosi da parte di politici potenti e di religiosi impeccabili: “Tu lo dici, Io sono Re. Per questo io sono nato e per questo sono venuto nel mondo, per rendere testimonianza alla verità!”
Gesù è Re: ha potere ma lo esercita non certo nel modo di questo mondo.
Lui, Signore, lava i piedi dei discepoli.
Lui, Maestro, insegna con l’esempio del dono di sé fino alle estreme conseguenze, fino alla morte di croce.
Lui, Onnipotente, si umilia davanti alle sue creature umane;
Lui, Verità e Vita, non sentenzia per togliere la vita, ma dona la vita a tutti e si sottomette al Padre, con amore.
Lui, Giudice, usa misericordia e compassione e perdona i suoi uccisori.
Lui, Pastore Buono, perde la sua vita perché nessuno si perda, perché le pecore abbiano vita in abbondanza!
Lui Re, non si fa servire ma fa sedere i suoi alla mensa per servirli!
Solo in questa luce folgorante di Gesù, Regno non di questo mondo, appare senza più equivoci il baratro vacuo che sta dietro l’apparenza temibile di persone in autorità, dietro l’ipocrisia di strutture di potere di capi religiosi e politici. L’inconsistenza dei loro giudizi, delle loro accuse e sentenze è messa a nudo; emerge evidente la violenza ingiustificata e sproporzionata delle pene inflitte, la loro rabbia e disprezzo di ogni uomo che non si piega a ossequiare la loro pseudo grandezza e il l’odio senza ragione per Chi, pur condannato da loro, resta dritto in piedi!
Gesù rende testimonianza alla Verità: la Verità è il fine e lo spazio senza confini del Suo Regno!
Anzitutto e fondamentalmente, la Verità come dignità dell’uomo in quanto Figlio di Dio, che non dipendente da impalcature e apparenze esterne. Dignità e valore che hanno la radice nell’amore eterno di Dio Padre per ciascun uomo, nelle Sue viscere di tenerezza per i più piccoli e indifesi.
Nella trasfigurazione i discepoli hanno riconosciuto la regalità divina di Gesù celata nella carne. Ma nel prigioniero Gesù sfigurato e umiliato dalle nostre prepotenze gratuite, potremo mai riconoscere il Figlio di Dio, il Re dell’universo?
“Se dalle cose create così belle spesso non riconosciamo il Creatore …” (Sap 13,1ss) potremo mai riconoscere il Suo Figlio che ci passa accanto dietro un volto abbruttito dal negletto e dalla violenza dell’indifferenza quotidiana di molti tra noi? Eppure Gesù ci chiede questo incontro con Lui non nella gloria effimera ma nella verità della storia personale di ciascuno: “ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me! Venite benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla fondazione del mondo!” (Mt 25,31ss)
Allora come oggi, la Verità non è riconosciuta, soprattutto quando la incontriamo negli “sfrattati da questo mondo”. Ancora oggi la Verità, Gesù, è tradito, legato, violentato e messo a morte, condannato al silenzio, all’invisibilità. Vantaggi e privilegi altro non sono che idoli vuoti che chiedono il sacrificio di vite umane ritenute meno importanti della propria, per mantenere il potere, giustificando pseudo sicurezze con leggi tecnicamente perfette ma senza più anima …
“Secondo la nostra legge deve morire perché si è fatto Figlio di Dio!”
Non è forse proprio questo prezioso Spirito di libertà di figli che il mondo ci contesta e ci vuole togliere? Ma il Padre ha mandato a noi il Figlio, nostro Fratello per farci in Lui fratelli, tutti! Questo è il Regno di Dio!
Direbbe Papa Francesco: non lasciamoci rubare la libertà di figli dell’unico vero Re e Padre nostro!
Allora: “Viva Cristo Re!”






