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Missionarie di Maria
SAVERIANE

Pane per la nostra fame profonda


Ascolta la Parola

In quel tempo, quando la folla vide che Gesù non era più là e nemmeno i suoi discepoli, salì sulle barche e si diresse alla volta di Cafàrnao alla ricerca di Gesù. Lo trovarono di là dal mare e gli dissero: «Rabbì, quando sei venuto qua?».
Gesù rispose loro: «In verità, in verità io vi dico: voi mi cercate non perché avete visto dei segni, ma perché avete mangiato di quei pani e vi siete saziati. Datevi da fare non per il cibo che non dura, ma per il cibo che rimane per la vita eterna e che il Figlio dell’uomo vi darà. Perché su di lui il Padre, Dio, ha messo il suo sigillo».
Gli dissero allora: «Che cosa dobbiamo compiere per fare le opere di Dio?». Gesù rispose loro: «Questa è l’opera di Dio: che crediate in colui che egli ha mandato».
Allora gli dissero: «Quale segno tu compi perché vediamo e ti crediamo? Quale opera fai? I nostri padri hanno mangiato la manna nel deserto, come sta scritto: “Diede loro da mangiare un pane dal cielo”». Rispose loro Gesù: «In verità, in verità io vi dico: non è Mosè che vi ha dato il pane dal cielo, ma è il Padre mio che vi dà il pane dal cielo, quello vero. Infatti il pane di Dio è colui che discende dal cielo e dà la vita al mondo».
Allora gli dissero: «Signore, dacci sempre questo pane». Gesù rispose loro: «Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà fame e chi crede in me non avrà sete, mai!».

Gv 24,24-35

Riflessione biblica

In questa domenica la liturgia ci conduce sul cammino del popolo di Israele verso la terra della promessa. Il passaggio nel deserto è molto difficile sia per il popolo sia per il leader che lo conduce. Anche se gli Israeliti hanno visto il mare aprirsi per lasciarli passare, la loro fede in Yahwè è ancora debole. Ne è indice il loro richiamo a Mosè: “Fossimo morti per mano del Signore nella terra d’Egitto quando eravamo seduti presso la pentola della carne, mangiando pane a sazietà!” ... invece, “ci avete fatto uscire in questo deserto per fare perire di fame a tutta questa moltitudine” (Es 16,3).

Non è la prima né l’ultima volta che il popolo si lamenta con Mosè di fronte alle difficoltà che sta affrontando: lo vediamo nello stesso libro al cap. 17,1-7, quando non c’era acqua da bere; e anche in Nm 20,10ss. Il popolo d’Israele, come il popolo cristiano che non ha approfondito la propria fede, vede soltanto il negativo della vita. Le difficoltà, che non mancheranno mai, li scoraggiano, forse perché pensano che facendo di propria testa andrebbe meglio. Conoscono molto poco il vero Dio anche se fanno parte del popolo eletto. Forse il loro dio è un dio morto?

Nel Vangelo, Gesù dice con tono un po’ amareggiato: “Voi mi cercate non perché avete visto dei segni, ma perché avete mangiato di quei pani e vi siete saziati” (Gv 6,26) e rimanda l’argomento a Lui stesso: “IO sono il pane di vita; chi viene a me non avrà fame…” (v. 35). E non parla della fame fisica!!!, ma della fame di essere felici, fame di un mondo piu giusto, di una fraternità sincera, autentica, reale!

È un’autorivelazione di Gesù. Potremmo dire: “La risposta alla vostra fame, ai vostri sogni, ai vostri vuoti, ai vostri desideri di raggiungere il meglio non la troverete in voi stessi, ma nella ricerca della volontà di Dio. La troverete nell’accettazione sincera del Figlio di Dio”. Chi accetta realmente e profondamente Gesù non perde il tempo in lamentele, non si scoraggia davanti alle difficoltà e al buio, ma sa ballare al ritmo dell’oscurità, sa danzare sotto la pioggia delle difficoltà senza aspettare che smetta, perché la fede nel Figlio di Dio lo fa rinascere e godere là dove gli altri vedono soltanto sciagure.

Per questo possiamo dire: chi vive questa fede, chi accetta veramente Gesù sentirà la fame, sì, ma in mezzo ad essa trova Gesù. E questa Sua presenza nel suo cuore lo rende fiducioso e fermo nel suo amore.

Lampada ai miei passi

Juanita Madrigal

Missionaria di Maria Saveriana Messicana. ha svolto la sua missione in Thailandia. Attualmente è in Messico.

Riflessioni Bibliche