
Mi sarebbe bastato il Suo sguardo
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In quel tempo, Gesù entrò nella città di Gèrico e la stava attraversando, quand’ecco un uomo, di nome Zacchèo, capo dei pubblicani e ricco, cercava di vedere chi era Gesù, ma non gli riusciva a causa della folla, perché era piccolo di statura. Allora corse avanti e, per riuscire a vederlo, salì su un sicomòro, perché doveva passare di là.
Quando giunse sul luogo, Gesù alzò lo sguardo e gli disse: «Zacchèo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua». Scese in fretta e lo accolse pieno di gioia. Vedendo ciò, tutti mormoravano: «È entrato in casa di un peccatore!».
Ma Zacchèo, alzatosi, disse al Signore: «Ecco, Signore, io do la metà di ciò che possiedo ai poveri e, se ho rubato a qualcuno, restituisco quattro volte tanto».
Gesù gli rispose: «Oggi per questa casa è venuta la salvezza, perché anch’egli è figlio di Abramo. Il Figlio dell’uomo infatti è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto».
Riflessione biblica
Ecco è da un po’ che i soldati hanno fatto il cambio per la terza veglia della notte e io sono ancora sveglio. Come dormire dopo un giorno come oggi… Mai lo avrei immaginato neppure sognato. Il mio cuore ancora è pieno di quella gioia profonda brillante come i raggi dei sole che al mattino si infiltrano nella mia stanza riempiendola di luce.
Questa mattina mi sono alzato nello stesso modo in cui sono andato a letto: stanco, preoccupato, pensando al lavoro da fare ed a tutto ciò che il mio lavora implica per me, per la mia famiglia e la mia gente. Come sono arrivato a questo punto…?
Ero ancora molto giovane, con tanti sogni e anche fede. Cercavo di vivere come i miei antenati di generazione in generazione ci avevano insegnato: in fedeltà a Dio che ci aveva liberato dalla schiavitù dell’Egitto, bello!!! Io volevo crederci con tutta la mia anima, ma vivendo sotto l’occupazione romana mi sembrava che quella liberazione fosse stata una cosa del passato. Non trovavo più attorno a me una ragione, una motivazione, un segno di questo Dio liberatore…
Anche se piccolo di statura, ero molto astuto e presto ho trovato beneplacito tra i romani: sono diventato un pubblicano. Così, ciò che restava della mia fede e la mia fedeltà è venuta a meno prima verso a Lui e dopo anche verso la mia famiglia.
Non ho sentito tanto la mancanza di Lui -al meno così mi sembrava-, ma invece è stato molto duro per me essere rigettato dalla mia famiglia, parenti e amici… Pensavo che con il mio lavoro avrei potuto aiutare alla mia famiglia, ma invece…
Forse la stessa sofferenza è stata la forza che mi ha spinto a diventare molto bravo nel mio lavoro, sapevo bene come compiacere i romani e trarre un guadagno anche per me. La voce dei miei antenati e i loro consigli si era spenta in me. Adesso posso vedere che ero io chi di un modo o in un altro facevo di tutto per non ascoltarla e anche la Sua voce… Ho incominciato a non dormire bene.
Avevo tutto, persino ero diventato capo dei pubblicani. Potevo permettermi qualsiasi cosa io desiderassi. Beh, al meno cercavo di crederci a questo, ma interiormente il sapore dell’ammarezza, della vergogna, della solitudine era profondo: ero un traditore e ne approfittavo della situazione… Non ero più degno né della mia famiglia, neppure della mia nazione e neanche del Dio dei miei antenati… Ero ancora uno schiavo… Il mio cuore non trovava riposo, neanche di giorno.
Ma oggi… Oggi, mentre controllavo il mio gruppo di pubblicani, ho sentito molta agitazione nella strada principale, quella vicina al mercatino. Una bambina correva dicendo a tutti che Gesù di Nazaret stava entrando al nostro villaggio. Avevo sentito parlare di lui. Dicevano che aveva fatto dei miracoli ovunque andassi, che era un profeta… Mi sono lasciato trascinare dalla gente, che incuriosita si metteva accanto la strada da dove veniva questo galileo per vederlo.
Essendo piccolo di statura, ma anche rigettato dalla gente, io non trovavo modo per andare di fronte e vederlo bene. Mi spingevano e insultavano tanto che ho pensato di lasciare andare. Ma c’era una voce dentro di me che mi diceva di fermarmi, magari i miei antenati… Ma cosa sapevano loro su Gesù di Nazaret?
Mentre dibattevo interiormente, mi sono ricordato del sicomoro un po’ davanti la strada. Non so come, ma ho corso e sono salito sul sicomoro. Alcuni si burlavano di me e anch’io mi sentivo un po’ ridicolo, ma una voce mi diceva di rimanere lì. Ho incominciato a pensare che qualcosa non andassi bene con i miei antenati… Era da tanto che non li sentivo.
In quel momento, Lui mi ha guardato… come mai nessuno mi aveva guardato. Io mi sono sentito abbracciato, accolto come mai in vita mia. Mi sarebbe bastato il Suo sguardo, ma mi ha chiamato per nome!!! E mi ha detto che voleva cenare a casa mia. Cosa ha questo uomo che mi avvolge e affascina e non posso resistere al suo invito? La mia anima letteralmente si scioglie ed esulta in libertà…
Subito lo prese con me e siamo andati a casa mia. Era da tanto che uno dei miei non entrava a casa mia… Era da tanto che non c’era un raduno a casa mia… E Gesù ha voluto venire… Ho offerto lui e suoi compagni tutto quanto avevo, ero così felice.
Alcuni erano stupiti perché lo ritenevano un profeta ed era entrato alla casa di un peccatore e traditore come me e mormoravano non soltanto contro di me... I nostri occhi si sono incrociati di nuovo -e anche i nostri cuori- ho potuto riconoscerlo… era il mio Signore, il Dio dei miei antenati.
Ho saputo subito cosa avessi bisogno di fare: ho deciso di condividere la meta dei miei beni con i miei fratelli più bisognosi. Ho deciso di restituire quattro volte quanto avesse presso dai miei fratelli e che non mi corrispondeva. Gesù ha detto che era venuto a cercare a tutti chi come me sono persi. E ho potuto esperimentare il Suo amore per me.
Era da tanto che non mi sentivo così amato, così prezioso… Cosa hai visto in me, mio Signore, per amarmi, cercarmi e venire a casa mia? Alla casa di un peccatore e traditore come me? Chi sono io per te che ti fai di tutto per trovarmi, per riscattarmi, per liberarmi?
Io ho compassione di tutti…
Io amo tutte le cose che esistono e non provo disgusto per nessuna delle cose che ho creato; se avessi odiato qualcosa, non l’avrei neppure formata.
Io sono indulgente con tutte le cose, perché sono mie, sono amante della vita… il mio spirito incorruttibile è in tutte le cose.
Gesù ama me e ama anche te, desidero che tu possa accoglierlo in casa tua presto perché “buono è il Signore verso tutti, la Sua tenerezza si espande su tutte le creature”.
Zaccheo






