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Missionarie di Maria
SAVERIANE

La divina Ruah irrompe nella storia. Lo spirito irrompe nella storia


Ascolta la Parola

La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore.
Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati».

Parola del Signore

Gv 20,19-23

Riflessione biblica

“Nel giorno di Pentecoste”: a Pentecoste, festa del raccolto, festa della Legge, la liturgia ci offre un raccolto abbondante della Parola: mi permetto di commentare solo Atti 2,1-11.

“Venne all’improvviso dal cielo un fragore...”: parole che risvegliano la memoria di Esodo 19 e di altri testi dove i fenomeni naturali annuncia- no una teofania, una manife- stazione del Divino, dello Spirito Santo, potremmo dire della Divina Ruah.

“Apparvero lingue di fuoco”. Il fuoco è segno della presenza Divina e della sua prodigiosa azione (Es 3,1ss).

“Tutti furono colmati di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue”. Continua il ricordo: un popolo voleva conquistare il cielo per avere un nome (Gn 11,1-9). Penetrare nel cielo per aver potere su Dio e dominare altri popoli. Parleremmo oggi di globalizzazione. La minaccia è allontanata dall’intervento Divino, moltiplicando le lingue. Il progetto di dominare cielo e terra è annullato! Non è confusione, ma diversità. La Divina Ruah non ama l‘uniformità, ama la pluralità, varietà, diversità. Luca nella sua narrazione ci fa comprendere che il dono delle lingue non è per dominare, ma per mettersi al servizio della Buona Notizia, essere testimoni della Risurrezione.

“Tutti insieme nello stesso luogo... In Gerusalemme Giudei osservanti di ogni nazione... come mai ciascuno di noi sente parlare nella propria lingua nativa?”. Dalla comunità riunita di discepoli e discepole (At 1,12-14) la narrazione ci conduce ai confini del mondo: la salvezza promessa si realizza nel giorno di Pentecoste. E, la narrazione insiste, ascoltavano nella propria lingua nativa, diremmo: nel proprio idioma/cultura.

La multiformità, pluralità, diversità è il DNA della Chiesa nascente. Nella narrazione degli Atti, non c’è solo questa Pentecoste: quando la Buona Notizia incontra nuovi gruppi culturali lo Spirito si fa presente, confermando la nascita di nuova comunità, nuova Chiesa (Cfr. At 8,14-17; 10,44-47; 13,1-3; 19,1-7).

Cosa avvenne quel giorno? Luca è in imbarazzo, tenta di spiegare nel miglior modo possibile, ma è in difficoltà. Usa vari generi letterari per richiamare l’attenzione: suoni misteriosi, terremoto, tempesta, fragore, fuoco... A volte Egli si presenta in modo sbagliato: sembra aver fretta, arriva prima del tempo... volendo affermare che la sua presenza irrompe, sembra quasi cadere: “Lo Spirito Santo cadde sopra tutti coloro che ascoltavano la Parola” (At 10,44). Con questo modo di scrivere, Luca vuole introdurci nel mistero. In greco la parola misterio letteralmente significa: chiudere gli occhi e la bocca. Il mistero è indescrivibile! “Il vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai da dove viene né dove va” (Gv 3,8).

Aprendo la Bibbia leggiamo: il vento aleggiava sul caos ... avvenne l’armonia, la vita (Gn 1,1-2). Il fuoco che brucia ma non si estingue fa uscire Mosè dalla comodità (Es 3,1-6). L’Alleanza al Sinai è firmata in mezzo al fuoco e al terremoto (Es 19,16-18).

La parola “spirito”, in greco e in ebraico significa vento, in ebraico è femminile: ruah: Divina Ruah. La Divina Ruah irrompe nella storia come vento impetuoso e scompone ciò che sembrava ordinato; entra come un tifone, spalanca porte e finestre, pulisce e rinnova l’ambiente ammuffito; entra come uragano, ciclone, scuote, disinstalla le persone, i gruppi e incita a creare cose nuove. Presenza misteriosa, stimola a avanzare, sfidando a rompere barriere, ricercando sempre il nuovo. È forza esuberante che non può essere trattenuta; irrompe nella vita, nelle persone riunite e trasforma la paura in coraggio: parlano con parresia, testimoniano; le abilita a ricreare la storia, dono offerto e accolto, forza vitale che conduce missionari e missionarie.

Questa energia Divina sarebbe il Divino? Sarebbe il Vento di Dio? Sarebbe il Fuoco di Dio? Sarebbero il Vento e il Fuoco di Gesù, di Maria misteriosamente presenti nella comunità nascente? Misteriosamente presenti attraverso i discepoli e discepole nella Chiesa, nell’Universo?

“Su tutti effonderò il mio Spirito, i vostri figli e le vostre figlie profeteranno, i vostri giovani avranno visioni, e i vostri anziani faranno sogni. E anche sui miei schiavi e sulle mie schiave in quel giorno effonderò il mio Spirito ed essi profeteranno.” Sono parole del profeta Gioele che dichiara che lo Spirito sarà effuso sui figli e figlie, su schiavi e schiave, affermando: la comunità segno del Regno è già presente (At 2,1; 1,14; 2,16-18; Gioele 3,1-5).

Oso dire che la Divina Ruah è un’agitatrice sociale e ecclesiale. La sua stabilità personale crea instabilità sociale e ecclesiale: causa confusione, sorprende, inverte e disinstalla il gruppo dei discepoli e discepole. La sua inattesa irruzione trasforma la quiete in movimento, la routine in novità. L’oracolo di Gioele indica una trasmutazione di ruoli sociali e ecclesiali che scompaginano le strutture vigenti.

Il Vento Divino che soffia abbatte preconcetti e distrugge le ataviche barriere della separazione. La Divina Ruah irrompendo scioglie la lingua delle donne, proibite di parlare in pubblico: ora nelle comunità profetizzano, affermando la loro dignità in piena e assoluta uguaglianza, diventano bocca di YHWH. Minaccia l’istituzione del patriarcato, creando conflitto dentro e fuori della comunità. Includendo la donna nel carisma profetico, sfida l’uomo a riconoscerla come compagna della nuova Creazione, della nuova Chiesa.

La Divina Ruah è come una tempesta che sovverte le strutture che la società patriarcale afferma come uniche legittime. La donna silenziata parla e profetizza. I giovani hanno visioni, vedono ed esercitano la sapienza e il consiglio proprio degli anziani, mentre gli anziani sognano. Sognare, scommettere sul futuro è dei giovani: l’anziano ha già raggiunto la meta, non è più tempo di sognare. Avviene un’inversione di ruoli: gli anziani sognano, guardano al futuro, aprono orizzonti per il domani; i giovani vincono l’ansia, la fretta di raggiungere il traguardo, hanno visioni e progettano il futuro con discernimento e sapienza. Gli schiavi e le schiave, servi e serve, considerati strumenti umani, parlano e sono riconosciuti come soggetti della storia. L’Agitatrice sociale agisce e provoca turbamento e rivoluzione: include chi era escluso; chi ‘non è’, è protagonista della storia: l’era messianica è presente!

Nella festa di Pentecoste riconosciamo la nostra natura pellegrina, sempre in cammino, che annuncia il Vangelo lontano dal potere! Chiesa di periferia, più ribelle che integrata, dimenticata, considerata inutile, scartabile, perché scomoda e seme del Regno.

Festa di Pentecoste, Festa della diversità, dei carismi, che si riconosce nella diversità, arcobaleno; armonia che si raggiunge non con la violenza, l’intolleranza o intensificando i controlli, ma nel cammino di paziente, nell’ascolto reciproco, convivendo. Energia che sprona la Chiesa ad andare oltre i suoi confini, in molteplici nomadismi che arricchiranno la storia e le comunità, diverse fra di loro, ma unite in cammino.

Festa de Pentecoste in tempo di COVID-19 e dopo: irrompi Divina Ruah nel nostro cammino, fa’ che gli anziani sognino, i giovani discernano con sapienza, le donne profetizzino il ‘buon vivere’, chi non conta diventi protagonista di una nuova storia. Facci osare, sognare che COVID-19 è segno di Nuovi Tempi.

Vivo la Festa di Pentecoste in Amazzonia, “Casa Comune” che mi ha accolta e adottata; ringrazio per questo dono, invoco la Divina Ruah che irrompa come Agitatrice sociale e ecclesiale e grido: Vieni e rinnova tutte le cose!

Lampada ai miei passi

Tea Frigerio

Tea Frigerio, Missionaria de Maria – Saveriana, vive in Brasil dal 1974. I primi anni nella diocese di Abaetetuba attualmente in Belém, capitale dello stato del Pará. Impegnata nella formazione degli operatori di pastorale laici, religiose e sacerdoti.

Due aspetti segnano la sua ricerca e riflessione biblica: la lettura ecofemminista della Bibbia con la finalità di tessere relazioni di genere e ecologiche che superino tutte le forme di violenza, con attenzione particolare ai popoli originari dell’Amazzonia. Accompanha come esperta le Comunità Ecclesiali di Base (CEBs), il CEBI (Centro Studi Biblici), il Consiglio Amazzonico delle Chiese Cristiane e il Comitato Inter-religioso del Pará.

Riflessioni Bibliche