
Io ho visto
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In quel tempo, Giovanni, vedendo Gesù venire verso di lui, disse: «Ecco l’agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo! Egli è colui del quale ho detto: “Dopo di me viene un uomo che è avanti a me, perché era prima di me”. Io non lo conoscevo, ma sono venuto a battezzare nell’acqua, perché egli fosse manifestato a Israele».
Giovanni testimoniò dicendo: «Ho contemplato lo Spirito discendere come una colomba dal cielo e rimanere su di lui. Io non lo conoscevo, ma proprio colui che mi ha inviato a battezzare nell’acqua mi disse: “Colui sul quale vedrai discendere e rimanere lo Spirito, è lui che battezza nello Spirito Santo”. E io ho visto e ho testimoniato che questi è il Figlio di Dio».
Riflessione biblica
Questo brano del vangelo di oggi, fa seguito alla risposta di Giovanni il Battista al gruppo dei Sacerdoti mandati dalle autorita’ giudaica per chiedergli chi lui fosse (Gv 1,19-27). Nella sua risposta Giovanni Battista non si limita solo a definirsi, cioe’ a dire con chiarezza la sua identita’ ma spiega anche la sua missione togliendo ogni ombra di dubbio e annunciando l’Oggetto della sua missione.
Nel brano di oggi, il Battista mostra e indica in modo solenne l’Oggetto e il compimento della sua missione: Gesu’ Cristo, dicendo: “Ecco l'agnello di Dio, ecco colui che toglie il peccato del mondo! …” racontando la sua esperienza personale: “Io ho visto …”
In questa condivisione vorrei fermarmi soltanto a questo verbo: “vedere” e all’esperienza di Giovanni Battista.
Il vedere di Giovanni Battista
Il verbo vedere ritorna quattro volte in questi sei versetti. Questo vedere non dice soltanto un simplice senso del visto, degli occhi ma e’ un vedere piu’ profondo che va oltre i sensi. E’ un vedere-scoperta, un vedere-incontro, un vedere-conoscere, un vedere che fa’ entrare nel mistero piu’ profondo di Dio e fa’ scatorire una professione di fede e una testimonianza convinta: “questi è il Figlio di Dio”. Ma questo vedere-conoscere del Battista, come possiamo constatare, non e’ frutto del suo sforzo o della sua bravura, ma e’ un dono che gli e’ stato fatto. Lui stesso, per ben due volte, afferma che non conosceva Gesú, (vv 31.33) ma non Gesú come suo parente, ma non conosceva Gesu’ come Agnello di Dio, il Salvatore del mondo, il Figlio di Dio. In queste poche frasi, il Battista annuncia tutto il mistero della nostra fede. Lui non si basa sul sentito dire e non e’ una profezia che fa’ ma testimonia la presenza di Dio in mezzo al suo popolo con la prova nelle mani, dimostrandola: “Ecco l'agnello di Dio, ecco colui che toglie il peccato del mondo! 30Ecco colui del quale io dissi … questi è il Figlio di Dio”. Giovanni annuncia e mostra Dio in mezzo al suo popolo, Dio tra noi e con noi, l’Emmanuele. Questo e’ il mistero che abbiamo appena celebrato col Natale. Dio dimora con noi, é un dato di fatto.
Quel “Ecco…” del Battista, e’ un invito ad aprire gli occhi, a fare attenzione, a non distrarci, a cogliere l’opportunita’, a metterci in cammino dietro a Lui.
Vedere, riconoscere Gesú come il Salvatore “Colui che toglie il peccato del Mondo”, il Figlio di Dio e testimoniarlo é il secondo invito che ci fa’ Giovanni Battista oggi. Gesu’ l’Emmanuele é in mezzo al nostro mondo lacerato da tanta violenza, ingiustizia, indifferenza, ma forse non Lo vediamo o non vogliamo vederLo e riconoscerLo. Allora c’e’ un bisogno urgente di un Giovanni Battista oggi per dire al mondo: “Ecco l'agnello di Dio, ecco colui che toglie il peccato del mondo!”. Ma prima di dirlo al mondo e perche’ la nostra testimonianza sia autorevole, forse dobbiamo vederlo, scoprirlo, riconoscerlo, fare esperienza personale in prima persona chiedondo a Dio di aprirci gli occhi interni.
“Signore, apri i miei occhi per vederti, riconoscerti, accoglierti, amarti per poter poi gridare al mondo: “Io ho visto” e rendo “testimonianza che questi è il Figlio di Dio!”






