Skip to main content

Missionarie di Maria
SAVERIANE

Il Regno è presente!


Ascolta la Parola

In quel tempo, lo Spirito sospinse Gesù nel deserto e nel deserto rimase quaranta giorni, tentato da Satana. Stava con le bestie selvatiche e gli angeli lo servivano.
Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù andò nella Galilea, proclamando il vangelo di Dio, e diceva: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo».

Mc 1, 12-15

Riflessione biblica

Leggendo con attenzione Marco 1,1 notiamo questa struttura: Il Vangelo è di Dio – Dio lo consegna a Gesù – Gesù lo affida alle Comunità di Marco – le Comunità di Marco lo lasciano in eredità a noi. Questa preziosa eredità ci accompagna in questo anno liturgico, e sarà una luce per il cammino quaresimale.

Quaresima, quaranta giorni in quarantena, opportunità, tempo di kairós per riflettere collocarci pienamente nella realtà che dall’anno scorso ci sfida a contemplare con uno sguardo nuovo vita e morte, fragilità e eroismo, impotenza e creatività, individualità e collettività, egoismo e solidarietà, casa e universalità, locale e globale, disperazione e speranza, insicurezza e fiducia, e .... Lascio a voi continuare a enumerare le contraddizioni che viviamo a causa del covid-19. La Parola ci illumini e ci conduca nel cammino di conversione.

Seguendo la narrazione di Marco, notiamo che Gesù dopo il battesimo subito lo Spirito lo sospinse nel deserto dove rimase quaranta giorni, tentato da Satana. Stava con le bestie selvatiche e gli angeli lo servivano. Due frasi sintetiche ci presentano Gesù nel deserto fra due realtà: una indomabile e che potrebbe rivelarsi violenta (selvatica), l’altra per la vita (angeli); nella solitudine Gesù sospinto dallo Spirito fa la sua scelta.

Mentre nel deserto Gesù assumeva il Vangelo di Dio, Giovanni Battista fu arrestato per ordine di Erode. La narrazione è chiara: dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù andò nella Galilea, proclamando il Vangelo di Dio. L’arresto di Giovanni non impaurisce, non fa desistere Gesù dalla sua missione, al contrario legge in questo avvenimento un segno: è il tempo del Regno. Nella Galilea, nel conflitto, Gesù annuncia la Buona Notizia di Dio: è Buona Notizia perché risponde alle aspirazioni profonde dell’umanità. Fermiamoci ad ascoltare:

Il tempo è compiuto! Gesù prende distanza dai farisei che pensavano che la presenza del Regno dipendeva dall’osservanza rigorosa della Legge; dagli esseni che esigevano la purificazione del tempio e del paese dal dominio degli stranieri, rimandando a un futuro remoto. Gesù proclama che il presente è kairòs, perché nella sua persona si sta realizzando l’incontro dell’umanità con Dio.

Il Regno di Dio è vicino! Farisei ed esseni credevano che la venuta del Regno dipendeva dai loro sforzi.

Gesù afferma che la sua presenza rende visibile il Regno. È una conversione dello sguardo, un nuovo vedere: è tempo di conflitto e persecuzione e l’annuncio del Regno darà origine a conflitti e persecuzione, ma il nuovo sguardo fa intravvedere la presenza del Regno.

Convertitevi! Abbiamo varie traduzioni di questo invito: convertitevi, pentitevi, fate penitenza. In vari toni e colori è l’invito a cambiare, ad assumere un nuovo modo di essere presenti nella realtà. Per riconoscere i segni della presenza del Regno è necessario cambiare il modo di vedere, ascoltare, sentire, pensare e agire: essere persone nuove che intravvedono i segni del Regno agendo, occhi che si meravigliano vedendo i fiori sbocciare in primavera.

Credete nel Vangelo! Credere, fidarsi, è difficile fare questo passo! Credere in una persona, scommettere sulla sua proposta di vita. Osare il nuovo, l’inedito!

L’annuncio è il programma di vita di Gesù, la sintesi della sua vita e missione. Egli afferma che il tempo dell’attesa si è concluso: il Regno è presente, viviamo un tempo nuovo. Ma, esige una condizione: cambiare il modo di pensare e vivere, oggi diremmo cambiare di registro e il covid 19 c’invita a questo!

La sua missione avviene nel conflitto: il Messaggero che venne per preparare il cammino è in prigione: desistere, sospendere e aspettare tempi migliori? Gesù ritorna in Galilea, là dove il conflitto maggiormente si manifesta e con il suo annuncio ha inizio il Regno di Dio nella società, nell’universo. Ma per Gesù cos’è il Regno di Dio? Un sogno, un’utopia? Un’idea, idealizzazione? Il Regno che Gesù annuncia e testimonia è concreto: Dio regna dove le persone vivano in coerenza ciò che pregano: venga il Tuo regno, sia fatta la Tua volontà!

Dio vuole regnare nell’universo, nella società, nelle nostre famiglie, in noi e attraverso di noi. Regna dove persone, gruppi, comunità realizzano la giustizia, la solidarietà, la compassione, la riconciliazione, la fraternità, la pace. Vivere una spiritualità che ci fa protagonisti nel formare “una nuova società basata sul servizio agli altri, più che sul desiderio di dominare; una società basata sul condividere con altri ciò che si possiede, più che sulla lotta egoistica di ciascuno per la maggior ricchezza possibile; una società in cui il valore di stare insieme come esseri umani è senz’altro più importante di qualsiasi gruppo minore, sia esso la famiglia, la nazione, l’etnia o la cultura». I Vescovi della Corea del Sud hanno segnalato che un’autentica pace «si può ottenere solo quando lottiamo per la giustizia attraverso il dialogo, perseguendo la riconciliazione e lo sviluppo reciproco»” (Fratelli Tutti n. 229).

Il Regno di Dio avviene attraverso la conversione, educando il nostro sguardo che impara a vedere oltre le apparenze. Convertire il pensare e agire dando vita a una nuova mentalità, nuova logica, nuovi criteri che superino il moralismo, il legalismo, il nazionalismo, l’intolleranza etnica e religiosa, la discriminazione di genere e sociale, l’esclusione... Conversione è cambiare vita, adeguare il pensare e l’agire ai valori del Regno, è liberarci da tutto quanto ostacola l’accoglienza del Regno e la sua giustizia.

Credere nella Buona Notizia è credere che Gesù, il Figlio di Dio, il Messia è presente dando inizio a un tempo nuovo, una nuova vita. Gesù che annuncia e realizza, che insegna con autorità, cura ogni tipo di infermità, include chi era escluso dal convito sociale e religioso, libera dal potere degli spiriti maligni che paralizzano e impediscono che la vita in pienezza fiorisca in ogni persona. Gesù non agisce da solo, realizza la sua missione invitando persone semplici, aperte all’esperienza di camminare con Lui. Desiderose di imparare a vivere con Lui e come Lui in un convito quotidiano di itineranza missionaria e comunitaria; a impegnarsi nella costruzione di una struttura sociale inclusiva. Decise a eliminare le ingiustizie e ipocrisie economiche, politiche, sociali e religiose che opprimono, emarginano, escludono i piccoli, i poveri, i gruppi maggiormente fragilizzati. Osando creare le condizioni necessarie perché si instauri il Regno di Dio. Inviando a proclamare al margine del lago di Galilea, del lago di ... per i paesi, città, piazze, strade, in ogni luogo che il Regno è presente.

Gesù di Nazaret continua a invitare oggi persone aperte al nuovo, che coltivino la passione e si incantino per Lui e la sua proposta, assumano la missione di donare la vita perché il seme del Regno sbocci ancora e sempre.

Lampada ai miei passi

Tea Frigerio

Tea Frigerio, Missionaria de Maria – Saveriana, vive in Brasil dal 1974. I primi anni nella diocese di Abaetetuba attualmente in Belém, capitale dello stato del Pará. Impegnata nella formazione degli operatori di pastorale laici, religiose e sacerdoti.

Due aspetti segnano la sua ricerca e riflessione biblica: la lettura ecofemminista della Bibbia con la finalità di tessere relazioni di genere e ecologiche che superino tutte le forme di violenza, con attenzione particolare ai popoli originari dell’Amazzonia. Accompanha come esperta le Comunità Ecclesiali di Base (CEBs), il CEBI (Centro Studi Biblici), il Consiglio Amazzonico delle Chiese Cristiane e il Comitato Inter-religioso del Pará.

Riflessioni Bibliche