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Missionarie di Maria
SAVERIANE

Il miracolo di quel giorno


Ascolta la Parola

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Quando verrà il Paraclito, che io vi manderò dal Padre, lo Spirito della verità che procede dal Padre, egli darà testimonianza di me; e anche voi date testimonianza, perché siete con me fin dal principio.
Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future. Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà».

Gv 15,26-27.16,12-15

Riflessione biblica

Erano tutti insieme e venivano da ogni dove: insieme gli apostoli e i discepoli, insieme la folla, che veniva dai tre continenti conosciuti: l’Asia, l’Africa, l’Europa. Ed è successo l’evento dai discepoli atteso e insieme stupefacente: la discesa dello Spirito Santo. Tutto è cambiato: in essi la paura ha lasciato il posto al coraggio, la tristezza alla gioia, lo sconforto alla speranza. Anche nella folla radunata qualcosa si è mosso: hanno ascoltato, hanno compreso, si sono lasciati interrogare da un annuncio inaudito, aperti a tutto : «Che cosa dobbiamo fare, fratelli?» (At 2,37).

Lo Spirito Santo agisce sia in chi annuncia che in chi ascolta, e avviene il miracolo della fede, dell’incontro trasformante con Gesù morto e risorto, che purifica, rinnova, infonde una vita nuova e senza confini.

Accadono così i miracoli dello Spirito: in quel cambiamento interno che nessuna parola, nessuna costrizione, nessuna buona volontà potrebbe realizzare. Uno si ritrova con ali per volare, gusta spazi nuovi, l’aria di un mondo atteso e al contempo insperato e vola.

Non felicitatelo né dategli premi. Lui non c’entra niente. Riconoscete solo che è il frutto di un albero che ha accettato d’essere tagliato per dare vita, è acqua sgorgata da un deserto accolto perché altri godessero d’acque abbondanti, è la corsa generata da chi ha consentito ad avere i piedi inchiodati perché potessimo camminare in vie nuove.

Lo Spirito Santo, l’unico motore di un vero cambiamento del mondo, è il dono di Gesù morto e risorto. Se accade qualcosa di veramente bello nel tuo modo d’essere, se fiorisce da qualche parte un gesto di gratuità, se qualcuno perdona davvero, se qualcuno nella prova è pieno di gioia, se c’è chi preferisce condividere e rischiare che mettersi al riparo, tu sai chi devi ringraziare, sai chi devi riconoscere vivo, sai a chi rinnovare la tua fede.

Lo Spirito è lo Spirito del Signore Gesù: il depositario di tutte le sue ricchezze, che sono quelle del Padre. Il Padre esulta in questo giorno in cui sulla terra stanca finalmente soffia il suo Spirito per rinnovare, vivificare, sanare, ridare vita. Finalmente nell’umanità, tramite la fedeltà dell’uomo Gesù, una porta si è aperta perché entri a fiotti il vento del suo Spirito.

Ora si compie il suo sogno di renderci simili e compartecipi di sé per sempre. Ora il suo volto può risplendere di mille tonalità in ogni volto di ogni suo figlio e figlia, insieme unici e parte di una moltitudine.

Puoi non credere e pensare ancora d’essere solo a combattere in questo mondo. Puoi respingerlo e pensare che ben altri valori reggano l’esistenza: il benessere, la forza, il piacere. Puoi fare il bene e pensare che viene da te. Lo Spirito lascerà che tu lo imiti, che tu gli rubi la firma e t’attenderà… sulla soglia della tua debolezza, quando la stanchezza, la delusione persino verso te stesso ti prenderà e ti siederai solo aspettando la fine del tuo turno.

Tenace, ti aspetta al fondo della valle della tua verità per darti le sue ali. «Ho detto nella mia sicurezza: “Mai potrò vacillare!”. Nella tua bontà, o Signore, mi avevi posto sul mio monte sicuro; il tuo volto hai nascosto e lo spavento mi ha preso» (Sal 30[29],7-8).

Siamo in un mondo testardo, che crede alla forza delle armi né più né meno che Caino, che aumenta le tasse ai migranti e moltiplica le spese per la difesa. Che pensa ancora che i problemi si risolvano con i droni armati anziché con l’ascolto reciproco.

Ma oggi è Pentecoste. Un giorno eterno. Un mondo nuovo lievita, lontano dalle telecamere.

Lampada ai miei passi

Teresina Caffi

Teresina Caffi, nata a Pradalunga (Bergamo) nel 1950, è entrata fra le Missionarie di Maria, Saveriane, nel 1971 e ha fatto la sua prima professione nel 1974. Nel 1982 è partita per il Burundi. Da lì, nel 1984 è passata nell'allora Zaire (oggi Repubblica Democratica del Congo). Licenziata in Teologia biblica, ha lavorato nell'ambito dell'animazione parrocchiale e dell'insegnamento biblico. In questi anni vive sei mesi l'anno in una comunità nella Repubblica Democratica del Congo e sei mesi in Italia

Riflessioni Bibliche