
Gesu’ rifiutato dai suoi
Ascolta la Parola
In quel tempo, Gesù venne nella sua patria e i suoi discepoli lo seguirono.
Giunto il sabato, si mise a insegnare nella sinagoga. E molti, ascoltando, rimanevano stupiti e dicevano: «Da dove gli vengono queste cose? E che sapienza è quella che gli è stata data? E i prodigi come quelli compiuti dalle sue mani? Non è costui il falegname, il figlio di Maria, il fratello di Giacomo, di Ioses, di Giuda e di Simone? E le sue sorelle, non stanno qui da noi?». Ed era per loro motivo di scandalo.
Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria, tra i suoi parenti e in casa sua». E lì non poteva compiere nessun prodigio, ma solo impose le mani a pochi malati e li guarì. E si meravigliava della loro incredulità.
Gesù percorreva i villaggi d’intorno, insegnando.
Riflessione biblica
Quando si è in viaggio di ritorno a casa già si pregusta la gioia dell’incontro con la propria gente, con i propri cari, ed è un’esperienza bella che tutti noi abbiamo vissuto in varie circostanze. Arrivando, la gioia si manifesta con la cordialità, con l’accoglienza, con quel bel clima familiare che fa sentir bene e mette a proprio agio chi rientra.
Gesù dopo aver compiuto opere e prodigi in vari villaggi, ritorna nella sua patria a Nazareth dai suoi, e forse anche lui si aspetta una bella accoglienza dalla sua gente.
I discepoli camminano con Gesù, lo seguono nei suoi spostamenti e rimangono con lui.
Era un sabato, Gesù non perde tempo ma si reca subito alla Sinagoga, luogo di preghiera, di ritrovo e si mette ad insegnare. Lo ascoltano con attenzione e con interesse.
L’insegnamento di Gesù non può che lasciare gli uditori stupiti, ammirati dalle sue Parole, dal suo modo di fare, di comunicare e di essere lì come uno di loro.
A poco a poco emergono delle affermazione contraddittorie nei riguardi della persona di Gesù, discordanze che si alternano allo stupore e all’ammirazione. Infatti avevano udito cose straordinarie di Gesù che aveva operato grandi prodigi perché guariva ogni sorte di infermità.
La sua Parola è diversa, molto differente dalle altre parole, essa entra nel cuore di coloro che l’ascoltano. E’ la Parola che comunica vita, amore, consolazione e sapienza.
E’ proprio dall’ascolto che gli uditori rimangono meravigliati e si chiedono l’un l’altro da dove vengono tutte queste cose, e la sapienza da chi gli è stata data?
Nello stesso tempo c’è scetticismo ed incredulità nella persona di Gesù, tanto da arrivare al punto di rifiutarlo. Mettono in discussione tutto, perdendo il ricordo di quanto hanno visto e udito!
Non pongono più attenzione alle sue parole, all’insegnamento, ma essi si lasciano trasportare dai vari interrogativi, tornano indietro con la loro mente, ritornano alle sue origini, dimenticando tutto ciò che Lui ha detto e i gesti che le sue mani hanno compiuto, i tanti e grandi prodigi che hanno manifestato la gloria di Dio.
Si fanno tante domande su di lui: Non è forse il figlio di Maria? Si perdono sulla provenienza e sulla parentela di Gesù: non è il falegname che conosciamo?
Gesù è il profeta non riconosciuto dai suoi, pur avendo compiuto tanti miracoli, manifestando le opere di Dio.
Gesù, che sa leggere nei loro cuori, vede che, nonostante tutto, non credono. Anzi si scandalizzano di lui, lo rifiutano apertamente e dice chiaramente: “Un Profeta non è disprezzato se non nella sua Patria, tra i suoi parenti e in casa sua”.
E’ difficile credere nella persona di Gesù, riconoscere la sua natura divina, perché si presenta umile e povero, un semplice giovane ebreo tra la sua gente.
La paternità di Gesù viene da Dio, lui è il Figlio di Dio, l’Unigenito, di natura divina, pieno di Spirito Santo e di Sapienza.
Gesù riprende i suoi viaggi nei villaggi intorno, continua ad insegnare e guarire le persone che incontra nel suo cammino, persone che gli vanno incontro manifestando la propria fede, perché i prodigi di Gesù si manifestano soltanto dove c’è la fede e la piena fiducia in Lui.
E noi? Crediamo davvero alla sua Parola, a tutto quanto ci viene detto da Lui? Non siamo forse anche noi un po’ increduli come i suoi familiari e i compaesani?
Lo Spirito Santo ci aiuti ad accogliere Gesù, a credere nella sua Parola. La fede in Lui cambia la nostra vita, anche in noi possono avvenire cose grandi dove si manifesta la gloria e la potenza di Dio.
Le nostre paure, i timori, le fragilità vengono alleviati dalla forza interiore che viene dall’Alto. Ci affidiamo a Lui che tutto può, certi che non saremo delusi.






