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Missionarie di Maria
SAVERIANE

Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto ...


Ascolta la Parola

In quel tempo, 1Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto per esser tentato dal diavolo. 2E dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, ebbe fame. 3Il tentatore allora gli si accostò e gli disse: «Se sei Figlio di Dio, di' che questi sassi diventino pane». 4Ma egli rispose: «Sta scritto: Non di solo pane vivrà l'uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio».

5Allora il diavolo lo condusse con sé nella città santa, lo depose sul pinnacolo del tempio 6e gli disse: «Se sei Figlio di Dio, gettati giù, poiché sta scritto: Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo, ed essi ti sorreggeranno con le loro mani, perché non abbia a urtare contro un sasso il tuo piede». 7Gesù gli rispose: «Sta scritto anche: Non tentare il Signore Dio tuo».

8Di nuovo il diavolo lo condusse con sé sopra un monte altissimo e gli mostrò tutti i regni del mondo con la loro gloria e gli disse: 9«Tutte queste cose io ti darò, se, prostrandoti, mi adorerai». 10 Ma Gesù gli rispose: «Vattene, satana! Sta scritto: Adora il Signore Dio tuo e a lui solo rendi culto». 11Allora il diavolo lo lasciò ed ecco angeli gli si accostarono e lo servivano.

Mt 4, 1-11

Riflessione biblica

Scritto da Teresina Caffi

Gesù viene in questo mondo, umano fra gli umani. Come loro è stato formato in un grembo di donna, è nato, cresciuto, ha avuto bisogno di imparare a camminare, a vivere, anche a pregare. La piena consapevolezza di sé gli viene confermata dal battesimo nel Giordano. È lui il Figlio prediletto!

Il deserto diventa un’urgenza che lo Spirito gli suscita dall’interno, per impostare la sua vita, fare le scelte essenziali. Ci resta tutto il tempo che ci vuole, un tempo pieno evocato da quella cifra antica “quaranta”.

La sua piena umanità è un mistero in cui ci si perde. Anche lui tentato. Anche lui ha sentito come noi la sete di una vita sazia, onorata, potente! Anche lui alle prese con un Dio che si materializza solo nella Parola scritta e non con una presenza tangibile e privilegiata. Nudo come noi di fronte al mistero.

Nella sua mente appaiono scorciatoie di privilegio che gli rendano più facile l’avventura umana. Avere fame e trovar pane dalle pietre, essere sconosciuto e diventare celebre vincendo le leggi della gravità, essere povero ed esser colmato fino a possedere il mondo…

Chi è che dal fondo sibila all’umano che può essere più che umano? È sempre colui che dalla notte dei tempi soffia sul grande orgoglio: “Sarete come dei!”. Lui che non cerca adoratori di Dio, ma di sé stessi, a immagine propria. Il diavolo, il tentatore, satana, l’avversario…

Gesù sceglie di essere totalmente fratello degli umani cui non è concesso di trasformare pietre in cibo, librarsi nello spazio, possedere tutto, se non vendendosi a chi in cambio ne farà suoi schiavi. Abbraccia strettamente la sua umanità che è limite per farsi servo della parola del suo Dio, senza nulla pretendere e per adorare chi solo è Dio. Si fa servo e il diavolo – colui che per definizione divide – è vinto. Si fa servo ed è servito dagli angeli. Durante tutta la sua vita sperimenterà il prezzo della sua scelta fino all’ultima tentazione nell’Orto del Getsemani e sulla croce: “Salva te stesso!” “Scendi ora!”.

Viene per tutti noi, anche senza cercarlo, il tempo del deserto, quando più sentiamo il limite della nostra umanità: le sconfitte, la malattia, il timore della morte… Come scrive san Giacomo all’inizio della sua Lettera, esso può diventare un tempo di grazia, occasione per situarci in verità di fronte a noi stessi e a Dio che forse avevamo dimenticato.

Il mondo tribola perché c’è poca umanità vera, riconciliata col suo limite e affidata a chi solo è Dio. Tribola perché è pieno di adoratori di sé stessi follemente illusi di restare in eterno. Gesù che assume pienamente la sua umanità riconcili anche noi con la nostra fragilità perché diventi compassione, misericordia, figliolanza, intimo stupore che la nostra vera grandezza d’esser figli spinga già gli angeli a servirci, anticipo di eternità.

“Abbiamo bisogno di creare spazi adatti a motivare e risanare gli operatori pastorali, luoghi in cui rigenerare la propria fede in Gesù crocifisso e risorto, in cui condividere le domande più profonde e le preoccupazioni del quotidiano, in cui discernere in profondità con criteri evangelici sulla propria esistenza ed esperienza, al fine di orientare al bene e al bello le proprie scelte individuali e sociali.”

Papa Francesco, Evangelii Gaudium, 77

Lampada ai miei passi

Teresina Caffi

Teresina Caffi, nata a Pradalunga (Bergamo) nel 1950, è entrata fra le Missionarie di Maria, Saveriane, nel 1971 e ha fatto la sua prima professione nel 1974. Nel 1982 è partita per il Burundi. Da lì, nel 1984 è passata nell'allora Zaire (oggi Repubblica Democratica del Congo). Licenziata in Teologia biblica, ha lavorato nell'ambito dell'animazione parrocchiale e dell'insegnamento biblico. In questi anni vive sei mesi l'anno in una comunità nella Repubblica Democratica del Congo e sei mesi in Italia

Riflessioni Bibliche