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Missionarie di Maria
SAVERIANE

Gesù è l’amico


Ascolta la Parola

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Come il Padre ha amato me, anche io ho amato voi. Rimanete nel mio amore. Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore. Vi ho detto queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena.
Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici. Voi siete miei amici, se fate ciò che io vi comando. Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamato amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l'ho fatto conoscere a voi.
Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda. Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri».

Gv 15,9-17

Riflessione biblica

Questa domenica Gesù per parlarci dell’amore usa un’immagine: l’AMICIZIA, che è molto di più di un mero sentimento, essa è concreta forza di volere e fare il bene dell’altro. Comprende la generosità, il sacrificio, fatto di pazienza e perdono, e la comunione espressa nella reciproca condivisione e solidarietà.

Cosa vuol dire sentirsi amati da amici e non da servi? Chi è l’amico?

L’amico è mosso dalla gratuità. Non segue gli orari lavorativi, sorprende, arriva quando può e si sente libero di poter chiamare in caso di bisogno. L’amico non vede l’ora dell’incontro e non fa sentire “in dovere di…”: accoglie in dono quando e quanto può essergli offerto.

L’amicizia si costruisce sulle piccole cose e fiorisce a partire da passioni e interessi comuni. Tanto che alla fine si finisce per assomigliarsi. Si apprezza l’altro per ciò che è.  Per questo nell’amicizia si imparano delle cose su noi stessi e si conosce sempre meglio l’amico.

Le amicizie non sono uguali fra loro perché differenti sono le persone con cui ci rapportiamo. Anche Gesù sceglie come apostoli, individui molto diversi, instaurando con ognuno di loro un rapporto personale, calibrato sulla tipicità/originalità di ciascuno. Le amicizie si differenziano anche in modo spaziale secondo le distanze e i confini che poniamo. Ci vuole molta sensibilità per cogliere questi dettagli che in alcune circostanze fanno la differenza e possono essere d’ostacolo, mai insuperabile, però, quando l’amicizia è vera.

Ci sono invece molte relazioni che assomigliano di più a delle schiavitù e sono camuffate sotto il segno dell’amore: c’è chi le vive da servo e chi da padrone. In genere si scelgono reciprocamente.

C’è chi pensa che per stare in una relazione sia necessario adattarsi, compiacere il padrone, come servo. Egli vive nell’insicurezza, alla ricerca di stima e affetto, temendo di non arrivare ad esserne degno. Per questo motivo ha timore di essere licenziato e abbandonato. Il servo ha paura di perdere anche le bricioline del padrone.

A chi si pone in questo atteggiamento, corrisponde colui che da padrone ritiene di non aver mai torto e non vuol comprendere le altrui ragioni. Per entrare in relazione con lui è necessario stare alle sue regole, ai suoi orari e a certi modi, altrimenti… scattano sanzioni e sottili ricatti.

In queste relazioni “tossiche” le persone si usano reciprocamente.

Gesù viene prima di tutto a liberarci dal rischio di vivere la relazione con Dio come una relazione servo-padrone. Egli ci chiede di porci da amici e di amarci COME lui ci ha amato. Egli ci propone di vivere in questo modo anche tra noi. Infatti egli stesso compie il gesto della lavanda dei piedi e fa la richiesta esplicita ai discepoli di fare altrettanto. Gesù in questo modo ci trasmette il messaggio profondo che è invito al dono della vita perché altri abbiano la vita.

È questo modo di amarsi reciprocamente che è base e fondamento dell’annuncio del Vangelo, che, ancor prima di essere proclamato con le parole, è innanzitutto vissuto e testimoniato. Noi che viviamo dell’amicizia col Signore, siamo chiamati a farci amici, camminare insieme ed evangelizzare con le nostre relazioni. In questo modo l’amicizia può diventare spazio di missione e luogo in cui viverla.

Lampada ai miei passi

Elena Conforto

Originaria di Bovisio Masciago (Milano) è missionaria saveriana dal 1999. Ha svolto la sua missione in Brasile dal 2003 al 2014, a Morro Doce (San Paolo) e a Londrina, dove ha lavorato in parrocchie di periferia, in particolare nella pastorale giovanile, con i movimenti sociali e nell’Animazione Missionaria e Vocazionale.

Ha conseguito in Italia il Diploma di Assistente Sociale all’Università Cattolica di Milano, il Magistero in Scienze Religiose con indirizzo biblico alla Pontificia Università Gregoriana a Roma, mentre a San Paolo del Brasile ha frequentato la Scuola per Formatori e inoltre ha ottenuto il Master in Pastorale Giovanile presso l’Università Salesiana. Attualmente è a Parma come Consigliera generale.

Riflessioni Bibliche