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Missionarie di Maria
SAVERIANE

Fragili pescatori… SONO IO! Tu sei…


Ascolta la Parola

[Dopo che la folla ebbe mangiato], subito Gesù costrinse i discepoli a salire sulla barca e a precederlo sull'altra riva, finché non avesse congedato la folla. Congedata la folla, salì sul monte, in disparte, a pregare. Venuta la sera, egli se ne stava lassù, da solo. La barca intanto distava già molte miglia da terra ed era agitata dalle onde: il vento infatti era contrario. Sul finire della notte egli andò verso di loro camminando sul mare. Vedendolo camminare sul mare, i discepoli furono sconvolti e dissero: «È un fantasma!» e gridarono dalla paura. Ma subito Gesù parlò loro dicendo: «Coraggio, sono io, non abbiate paura!». Pietro allora gli rispose: «Signore, se sei tu, comandami di venire verso di te sulle acque». Ed egli disse: «Vieni!». Pietro scese dalla barca, si mise a camminare sulle acque e andò verso Gesù. Ma, vedendo che il vento era forte, s'impaurì e, cominciando ad affondare, gridò: «Signore, salvami!». E subito Gesù tese la mano, lo afferrò e gli disse: «Uomo di poca fede, perché hai dubitato?». Appena saliti sulla barca, il vento cessò. Quelli che erano sulla barca si prostrarono davanti a lui, dicendo: «Davvero tu sei Figlio di Dio!».

Mt 14, 22-34

Riflessione biblica

Nel Vangelo della settimana scorsa, Gesù non ha affatto congedato la folla, come gli suggerivano i discepoli. Anzi, ha chiesto proprio a loro un overtime per sfamare i cinquemila uomini… donne e bambini. Dicevano di avere solo cinque pani e due pesci … una “briciola!” Con la benedizione di Gesù il poco diventa sovrabbondanza per tutti!

            Solo a questo punto Gesù congeda la folla trattenendosi ancora un poco con la gente.

            Intanto ordina, costringe i discepoli ad attraversare il lago e precederlo all’altra riva, senza di Lui. Sono stanchi della giornata, sfiniti dalla distribuzione del cibo, sbigottiti da quello che hanno visto e toccato! La loro pancia è piena ma il loro cuore ora è indescrivibilmente affamato di Gesù e di domande: “Ma chi è Costui a cui andiamo dietro? Da Lui accettiamo di tutto, anche la traversata del lago mentre si fa notte! Perché mai non riusciamo a dirgli di no?!  Perché da soli proprio ora?” Il vento contrario agita le onde e la barca, ormai non ce la fanno proprio più. Verso la fine della notte questi marinai, pure esperti di traversate, sono assieme ma drammaticamente soli!

***Non succede forse anche a ciascuno di noi di sentirsi così e chiederci così?

E Gesù? Sfamata la folla con la Sua Presenza-Pane ora è Lui stesso affamato di Dio. Lo cerca. Sale sul monte. Ama rimanere nella Presenza del Padre, solo, in preghiera, mentre la notte avanza! Questa faticosa salita notturna e solitaria è un primo ritorno al Padre: pare un anticipo della salita ancor più faticosa sul monte calvario dove “tutto si compirà!” prima di tornare al Padre e rimanere per sempre in Lui portando anche tutti noi!

“Mio cibo è fare la Volontà di Colui che mi ha mandato e compiere la Sua opera!” (Gv 4, 34)

Una simbolica salita – traversata - passaggio (pasqua) questa, già preludio della Sua grande traversata del lago nella notte di tempesta: la Sua incarnazione-passione-croce-risurrezione: la Sua vita donata e tormentata da persecuzioni continue qui tra noi e per noi …

Come prega Gesù? … silenzio, amore e comunione … e una lista infinita di persone e situazioni di sofferenza da affidare al Padre, e la fame profonda di quelle pecorelle che conosceva una ad una! … e i suoi discepoli ancora frastornati! E improvvisamente, visceralmente, li percepisce in difficoltà come una madre avverte il pericolo e il turbamento dei suoi piccoli … e ancora una volta sacrifica l’intimità col Padre per correre da loro! Va verso di loro camminando sul mare agitato. Ennesimo mancato riconoscimento: “è un fantasma!” … e segue il grido di paura di questi poveri uomini sfiniti e confusi! Forse persino vergognosi e umiliati dalla propria fragilità!

            L’agitazione delle acque e la violenza del vento contrario nella nostra vita, nemici che ci terrorizzano, all’improvviso si declassano a sgabello dei suoi piedi; Gesù avanza tranquillo, Signore su tutto. Lui solo può pronunciare queste parole con Verità ed efficacia ai suoi:

“Coraggio, sono io, non abbiate paura!” Io sono mandato dal Padre per voi! IO SONO!  (Il nome stesso del Dio dei viventi, che agisce ora, che è presente ora in Gesù! Es 3, 15) Quanta forza! Quanta tenerezza! Proprio come mamma e papà direbbero al figlio spaventato: “Eccomi! Sono qui … non piangere, perché hai paura? Ci sono! Non ti abbandono! Rimango con te!

***Riuscirà mai questa Voce, questa ineguagliabile tenerezza a commuoverci fino ad  attirarci – convincerci - legarci finalmente al Signore, in modo tale da non volerne più sapere di partire soli per la traversata senza di Lui?

Pietro, con l’impeto che gli è connaturale, chiede a Gesù di comandargli di camminare sulle acque agitate per andare da Lui. Desidera provare l’ebbrezza e il fascino dell’obbedienza che vince il male e la sua palude mortale. Eppure, il comando di Gesù, la Sua Parola-seme deve cadere sul terreno buono della fiducia assoluta del discepolo per crescere grande e forte...

**Quante volte anche noi comandiamo a Gesù di fare qualcosa per noi o di farci fare questo o quello, come magia, senza però confidare totalmente, incondizionatamente in Lui, senza abban-donarci a Lui come Lui ha fatto con/per noi?

Così, mentre ci avventuriamo come Pietro fuori dalla barca-nido sicuro sull’acqua della vita quotidiana agitata dai venti contrari di problemi, falsità, resistenze, conflitti, invidie, incomprensioni, calunnie, compromessi, violenze, omertà e insidie di ogni tipo, facciamo l’esperienza di affondare e di sentirci perduti. Diamo colpa alle circostanze e agli altri ma non riconosciamo la nostra radicale fragilità, la nostra poca fede in Gesù. Stiamo assieme indaffarati a combattere le onde avverse fino allo sfinimento ma non invitiamo Gesù coralmente e cordialmente a salire sulla nostra barca … Lo lasciamo tragicamente e sistematicamente fuori  

Gesù da bravo Medico qual è, pieno di compassione per noi, stende la sua mano, ci tocca, anzi, ci afferra e ci parla … La Sua Parola è la giusta diagnosi per Pietro come per noi:

Uomo di poca fede, perché hai dubitato?”

L’ unico vero problema è tutto qui!

Una cardiopatia cronica, un cuore che non sa riconoscere il Suo Signore e lo lascia fuori dalla barca, che non sa chiedere o chiede malamente, che fa tutto facile, che non sa valutare né apprezzare Gesù né la Sua potenza e ancor meno la sua tenerezza, che vuol fare da sé, che crede che la carità sia prodotto di impegno sociale, un cuore che crede di battere per forza propria senza il corpo, senza l’input di chi lo ha voluto, creato, amato da sempre e per sempre!

Appena saliti assieme sulla barca il vento cessa! E finalmente, davanti all’esperienza bruciante del nostro perderci-senza-Cristo - “senza-di-Me-non-potete-fare-nulla”  cessa l’incredulità.  

Non più spavalderia nel chiedere miracoli, ma umile prostrazione ai piedi del Signore! Il cuore finalmente riconosce Chi è Costui: è Colui che ama e afferra l’uomo con la forza dell’amore per tirarlo fuori dai gorghi della morte. Riconosce il suo Signore e Salvatore e trabocca di fede esclamando: "Tu sei veramente il Figlio di Dio!". Tu solo puoi comandare a noi fragili pescatori questa pericolosa traversata, perché Tu ci afferri! Tu sei con noi! Tu solo sei! Tu, il Figlio di Dio!

Lampada ai miei passi

Angela Bertelli

Bertelli Maria Angela

Originaria di Carpi, Modena. Studi di Ragioneria, pianoforte, infermiera. Missionaria Saveriana dal 1987. Prima destinazione USA NYC per studio della lingua e come assistente fisioterapista. Inviata in Sierra Leone (1993) per aiuto al centro bambini disabili di Kambia, diocesi di Makeni. Assieme a sei consorelle (1995), è sequestrata dai ribelli del RUF (Fronte Unito Rivoluzionario): vengono liberate dopo 56 giorni di prigionia.   Ritorna a NYC per terminare gli studi di Fisioterapia. Dopo la chiusura della missione in Sierra Leone, è inviata con una consorella in Thailandia per l’apertura di una nuova missione (2000). Dopo lo studio della lingua, lavora al nord, distretto di Chae Hom con persone disabili fino al 2004 e poi nelle baraccopoli alla periferia di Bangkok, fino all’apertura della Casa degli Angeli (2008), luogo di accoglienza ed evangelizzazione per mamme povere di bambini disabili spesso abbandonati dal padre o dai genitori.    Torna in Italia nel 2016 per assistenza alle consorelle. Attualmente è in Thailandia

Riflessioni Bibliche