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Missionarie di Maria
SAVERIANE

Festa del Battesimo del Signore!


Ascolta la Parola

In quel tempo, Gesù dalla Galilea venne al Giordano da Giovanni, per farsi battezzare da lui.
Giovanni però voleva impedirglielo, dicendo: «Sono io che ho bisogno di essere battezzato da te, e tu vieni da me?». Ma Gesù gli rispose: «Lascia fare per ora, perché conviene che adempiamo ogni giustizia». Allora egli lo lasciò fare. Appena battezzato, Gesù uscì dall'acqua: ed ecco, si aprirono per lui i cieli ed egli vide lo Spirito di Dio discendere come una colomba e venire sopra di lui. Ed ecco una voce dal cielo che diceva: «Questi è il Figlio mio, l'amato: in lui ho posto il mio compiacimento».

Mt 3, 13-17

Riflessione biblica

Questa domenica è l’ultima del tempo natalizio: con la festa del battesimo del Signore la liturgia fa un ponte verso il tempo ordinario.

Oggi il vangelo ci presenta Gesù che si mette in cammino verso il Giordano per farsi battezzare di Giovanni Battista, e si mette in fila con tutti gli altri aspettando il proprio turno. Giovanni vorrebbe impedirglielo, perché si rende conto della grande distanza che c’è tra lui e Gesù, la stessa distanza che c’è tra Dio e l’uomo: “«Sono io che ho bisogno di essere battezzato da te, e tu vieni da me?». Ma Gesù gli rispose: «Lascia fare per ora, perché conviene che adempiamo ogni giustizia». Allora egli lo lasciò fare.” (Mt 3,14-15).

Gesù è venuto proprio per questo, per eliminare le distanze tra Dio e l’umanità. In Lui, vero Dio e vero uomo, si manifesta il grande amore di Dio per noi. Nella scena del battesimo di Gesù, contempliamo la vicinanza e la solidarietà di Dio con l’essere umano fragile e peccatore; possiamo sentire la vicinanza di Dio che ci ama profondamente e ci vuole rialzare, ci vuole uomini e donne a sua immagine, come ci ha creato.

Mentre Gesù esce dall’acqua, una voce proviene dall’alto: «Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento». E lo Spirito di Dio discende in forma di colomba. Nel battesimo di Gesù il protagonista è Dio Padre che mostra il suo progetto sul mondo e sull’umanità, e anche il suo modo di realizzarlo.

Ascoltiamo nella prima lettura: «Ecco il mio servo che io sostengo, il mio eletto di cui mi compiaccio. Ho posto il mio spirito su di lui…Non griderà né alzerà il tono, non farà udire in piazza la sua voce, non spezzerà una canna incrinata, non spegnerà uno stoppino dalla fiamma smorta…» (Is 42, 1-3).

La missione di Gesù sarà quella della mitezza, non di potere né d’oppressione: sarà di solidarietà, di vicinanza; un Gesù che ci mette in relazione con Dio Padre.

Dio entra nella nostra vita illuminandoci il cammino, come dice san Gregorio Nazianzeno, vescovo: «Cristo nel battesimo si fa luce, entriamo anche noi nel suo splendore; Cristo riceve il battesimo, inabissiamoci con lui per poter con lui salire alla gloria». Col nostro battesimo entriamo anche noi nella Luce, anche noi abbiamo ricevuto lo stesso Spirito di Gesù, e siamo chiamati alla stessa sua missione: testimoniare l’amore misericordioso di Dio per ogni uomo e donna sulla terra.

Siamo chiamati ad annunciare il Vangelo con mitezza, senza spegnere la luce della speranza, lavorando per la pace, la giustizia. Abbiamo bisogno della preghiera, dell’ascolto della sua Parola perché sia Lui ad abitarci e cosi siamo coerenti col nostro battesimo. Solo con la sua grazia potremo camminare nella luce e fare della nostra vita una testimonianza gioiosa dell’amore di Dio per noi.

Siamo un popolo di battezzati, abbiamo ricevuto la grazia, il dono della luce, possiamo anche noi nel mondo essere una luce per illuminare le tenebre dell’odio, una voce di pace per dare speranza e una vita donata al servizio dei poveri per annunciare che il Regno di Dio è in mezzo a noi.

Possiamo chiederci: come sto vivendo il mio battesimo? Qual è la mia missione nel mondo?

 

PREGHIERA

Donaci, Signore,

una vera, nuova e più approfondita

conoscenza di te.

Anche attraverso le parole

che non comprendiamo,

fa' che possiamo intuire con l'affetto del cuore

il mistero tuo che è al di là di ogni comprendere.

Fa' che l'esercizio di pazienza della mente,

il percorso spinoso dell'intelligenza

sia il segno di una verità

che non è raggiunta semplicemente

coi canoni della ragione umana,

ma è al di là di tutto

e, proprio per questo, è la luce senza confini,

mistero inaccessibile e insieme nutritivo

per l'esistenza dell'uomo,

per i suoi drammi e le sue apparenti assurdità.

Donaci di conoscere te, di conoscere noi stessi,

di conoscere le sofferenze dell'umanità,

di conoscere le difficoltà

nelle quali si dibattono molti cuori

e di ritornare a una sempre nuova

e più vera esperienza di te. Amen.

Carlo Maria Martini.

Lampada ai miei passi

Guadalupe Albor Ortiz

Maria Guadalupe Albor Ortiz: messicana, missionaria di Maria - Saveriana da 32 anni, infermiera prima di entrare in congregazione. Ha studiato Teologia presso i Salesiani a Tlaquepaque, Jalisco, Messico, e Riabilitazione fisica presso l’ospedale Santa Margarita a Guadalajara Jalisco.

Dopo aver studiato il francese a Parigi e seguito il corso di Malattie tropicali a Lione, ha trascorso nove anni in Ciad lavorando nell’ambito socio-sanitario, e un anno e mezzo circa nel nord Camerun, accompagnando i catecumeni attraverso la formazione dei catechisti. Attualmente si trova a Guadalajara, delegata generale

Riflessioni Bibliche