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Missionarie di Maria
SAVERIANE

E li inviò a due a due!


Ascolta la Parola

Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, il Signore designò altri settantadue e li inviò a due a due davanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi.
Diceva loro: «La messe è abbondante, ma sono pochi quelli che vi lavorano! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi chi lavori nella sua messe! Andate: ecco, vi mando come agnelli in mezzo a lupi; non portate borsa, né sacca, né sandali e non fermatevi a salutare nessuno lungo la strada.
In qualunque casa entriate, prima dite: “Pace a questa casa!”. Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi. Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché chi lavora ha diritto alla sua ricompensa. Non passate da una casa all’altra.
Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà offerto, guarite i malati che vi si trovano, e dite loro: “È vicino a voi il regno di Dio”».

Lc 10,1-9

Riflessione biblica

Esultanza di gioia, consolazione, amore materno, pace, sazietà e piena soddisfazione nell’essere tenuti in braccio sulle ginocchia e accarezzati: “così” il Signore si farà conoscere ai suoi servi umiliati, smarriti, provati dall’esilio, dice il profeta Isaia. Queste parole sono pronunciate ora anche per tutti quelli che sono ancora esiliati e lontani da questo abbraccio paterno-materno, che avviene in Gerusalemme.

Gerusalemme: luogo del tempio dove Dio dimora vicino al Suo popolo;

Gerusalemme nuova che deve venire e scendere dal cielo come una sposa …

Gerusalemme città della “pace” che ancora oggi non conosce pace ma conflitti atroci!

Questa pace si è purtroppo rivelata sempre più impossibile per noi nel tempo! L’uomo ancora oggi trova un piacere cinico e perverso nel prevaricare sul proprio vicino, nel dominarlo, nel godere incalcolabili interessi economici provenenti dai giochi di guerra di ogni tipo e ad ogni livello.

La pace vera è possibile solo a Gesù, mite e umile di cuore. E Lui la dona a noi proprio nel patire la violenza dei suoi fratelli fino alla croce, restando fedele alla missione di amore ad oltranza affidata a Lui dal Padre.

Il cuore trafitto di Cristo è il solo vero tempio con la porta spalancata a ciascuno di noi per donarci una insperabile misericordia e la riconciliazione. Solo questa Verità può far esultare Paolo con queste parole: “Quanto a me non ci sia altro vanto che nella croce del Signore Gesù Cristo … (L’unica cosa) che conta è l’essere nuova creatura … su chi segue questa norma sia pace e misericordia … nessuno mi procuri fastidi: io porto le stigmate di Gesù sul mio corpo.” Solo lo Spirito di Gesù può compiere tanto anche in noi.

Facciamo fatica a credere che la strada passi proprio per il calvario; opponiamo una terribile resistenza, ad affidarci, a lasciare tutto nelle Sue mani, a vivere la croce con la disinvoltura e la ferma convinzione di Paolo nei rifiuti quotidiani, nelle umiliazioni, nelle incomprensioni, continuando a dialogare con tutti, anche i nemici-amici in Cristo … solo la Grazia di Cristo può trasformare queste esperienze mortifere in vita. Solo rimanendo uniti al Signore Gesù che ci ha spalancato il suo cuore possiamo vantarci anche noi della Sua croce e già da ora vivere da nuova creatura nella vera pace che solo Lui può donare.

L’umanità è cronicamente e profondamente ferita e allo sbando, gregge disperso senza pastore.            Quanto grano buono è già maturato sotto il sole bruciante della sofferenza, dell’umiliazione, della indifferenza, della violenza gratuita … è pronto per farsi raccogliere nel covone dell’abbraccio di Cristo. Che tenerezza emerge dal cuore della missione affidata ad ogni cristiano da Gesù! “E li inviò a due a due!”

Ricordo le tante mamme di bambini disabili gravi incontrate in Thailandia. Macerate dalla solitudine, dallo stigma del karma, abbandonate e rifiutate perfino della famiglia, quando avevano l’occasione di ascoltare il Vangelo lo abbracciavano con gioia, stupore e gratitudine. Lin a cui era morta una bimba disabile a causa di una chirurgia sbagliata e tradita-abbandonata dal marito è arrivata a dire: “ … Questo che vedo ora qui è il vero amore. Con mio marito ho avuto figli ma eravamo assieme come due corpi vicini, non era vero amore. Voglio conoscere di più questo Gesù!” Ha chiesto di frequentare il catechismo col suo secondogenito, ha ricevuto il battesimo e ora anche il marito, dapprima refrattario al cristianesimo, ha iniziato il cammino di conoscenza del Signore. Lin ha perdonato tutto e ha riunito la famiglia: la gloria dell’opera di Dio!

Ecco perché l’insistenza di Gesù nel designare altri 72 discepoli, nel mandarli ad annunciare il Vangelo, a guarire, a cacciare il male, a dare la vita … la missione è tanto necessaria e bella che i discepoli stessi ne sono entusiasti; toccano con mano e vedono la potenza del Regno che servono cordialmente: loro stessi inondati di vita e gioia. E Gesù da grande pedagogo non dà importanza ai loro successi ma li invita a rallegrarsi perché i loro nomi sono scritti nel Cielo, perché loro, pur in tutta la loro innegabile indegnità, hanno il privilegio di servire Cristo e il Suo Regno, di seminare gioia e pace, di rallegrarsi per il bene che attraverso il loro donarsi giunge capillarmente a tutti.

La preghiera del Papa San Paolo VI scritte in occasione della sua prima lettera pastorale alla diocesi di Milano (15 febbraio 1955) suona ancora attualissima e travolgente: “O Cristo, nostro unico Mediatore,Tu ci sei necessario per venire in comunione con Dio Padre, per diventare con Te, che sei suo Figlio unico e Signore nostro, suoi figli adottivi, per essere rigenerati nello Spirito Santo. Tu ci sei necessario, o solo vero Maestro delle verità recondite e indispensabili della vita per conoscere il nostro essere e il nostro destino, la via per conseguirlo. Tu ci sei necessario o Redentore nostro per scoprire la nostra miseria morale e per guarirla, per avere il concetto del bene e del male e la speranza della santità; per deplorare i nostri peccati e per averne il perdono. Tu ci sei necessario, o Fratello primogenito del genere umano, per ritrovare le ragioni vere della fraternità fra gli uomini, i fondamenti della giustizia, i tesori della carità, il bene sommo della pace. Tu ci sei necessario, o grande Paziente dei nostri dolori, per conoscere il senso della sofferenza e per dare ad essa un valore di espiazione e di redenzione. Tu ci sei necessario, o Vincitore della morte, per liberarci dalla disperazione e dalla negazione e per avere la certezza che non tradisce in eterno. Tu ci sei necessario o Cristo, o Signore, o Dio con noi, per imparare l’amore vero e per camminare nella gioia e nella forza della tua carità la nostra vita faticosa, fino all’incontro finale con Te amato, con Te atteso, con Te benedetto nei secoli”.

“L’impegno di annunciare il Vangelo agli uomini del nostro tempo animati dalla speranza ma, parimente, spesso travagliati dalla paura e dall’angoscia, è senza alcun dubbio un servizio reso non solo alla comunità cristiana ma anche a tutta l’umanità”. (ripresa in EN8 dicembre 1975)

Lampada ai miei passi

Angela Bertelli

Bertelli Maria Angela

Originaria di Carpi, Modena. Studi di Ragioneria, pianoforte, infermiera. Missionaria Saveriana dal 1987. Prima destinazione USA NYC per studio della lingua e come assistente fisioterapista. Inviata in Sierra Leone (1993) per aiuto al centro bambini disabili di Kambia, diocesi di Makeni. Assieme a sei consorelle (1995), è sequestrata dai ribelli del RUF (Fronte Unito Rivoluzionario): vengono liberate dopo 56 giorni di prigionia.   Ritorna a NYC per terminare gli studi di Fisioterapia. Dopo la chiusura della missione in Sierra Leone, è inviata con una consorella in Thailandia per l’apertura di una nuova missione (2000). Dopo lo studio della lingua, lavora al nord, distretto di Chae Hom con persone disabili fino al 2004 e poi nelle baraccopoli alla periferia di Bangkok, fino all’apertura della Casa degli Angeli (2008), luogo di accoglienza ed evangelizzazione per mamme povere di bambini disabili spesso abbandonati dal padre o dai genitori.    Torna in Italia nel 2016 per assistenza alle consorelle. Attualmente è in Thailandia

Riflessioni Bibliche