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Missionarie di Maria
SAVERIANE

Dalla sete all’acqua viva


Ascolta la Parola

Signore, dammi di quest’acqua perché non abbia più sete.

Gv 4, 5-42

Riflessione biblica

La sete è il bisogno primario per eccellenza: senza acqua non c’è vita, né per le piante né per l’uomo. In questa terza domenica di Quaresima, il Vangelo ci porta davanti a un pozzo, quello di Giacobbe, simbolo delle radici e della storia del popolo ebraico. Qui incontriamo una donna che compie un gesto quotidiano, ripetitivo e faticoso: attingere acqua sotto il sole cocente.

Quante volte quella strada è stata percorsa? Quante volte quel secchio è sceso vuoto per risalire pieno, solo per svuotarsi di nuovo poche ore dopo? È il simbolo della nostra ricerca quotidiana di soddisfazione, che spesso si esaurisce in fretta.

La Samaritana non va al pozzo all'ora consueta, ma nelle ore più calde, proprio per evitare gli sguardi e i giudizi delle altre donne del villaggio. Fugge dai sussurri sulla sua vita sentimentale travagliata, segnata da molti uomini ma da nessun vero marito.

La sua è una sete relazionale, una ricerca di amore che finora ha prodotto solo ferite e isolamento. Al pozzo, però, c'è uno sconosciuto: Gesù. Nonostante sia un giudeo – e tra giudei e samaritani non corra buon sangue – è lui a rompere il ghiaccio chiedendo: «Dammi da bere».

Dio non aspetta che noi siamo "puliti" o pronti; ci viene incontro proprio nelle nostre ore più calde e nelle nostre solitudini più profonde.

Gesù sposta l'attenzione dall'acqua del pozzo all'"acqua viva". La donna inizialmente fraintende: pensa a una soluzione magica per non dover più faticare o per non dover più rischiare di essere giudicata dalla gente. Dice subito: «Signore, dammi di quest'acqua».

Ma lo sconosciuto non è un risolutore di problemi materiali; è la risposta alla sete di pienezza che abita ogni cuore umano. Quell'acqua viva è la Sua stessa presenza, uno Spirito che zampilla dentro e che non si esaurisce mai.

In questa Quaresima, il Signore ci invita ad aprire il cuore all'ordinario. Egli non fa clamore, ma ci attende:

  • Negli sconosciuti che incrociamo ogni giorno.
  • Negli eventi inaspettati che rompono la nostra routine.
  • Nei dettagli minimi della vita dove spesso si nasconde la Sua voce.

Dio viene a trovarci non per giudicare il nostro passato, ma per estinguere la nostra sete di senso. Soltanto Lui, con la sua presenza costante e discreta, può colmare quel vuoto che cerchiamo inutilmente di riempire altrove.

Lampada ai miei passi

Pietro Rossini

Pietro Rossini, é un prete missionario Saveriano. Ha studiato giornalismo presso Boston University. Ha studiato Propedeutico presso Pontificia Facoltà Teologica dell'Italia Meridionale - Sez. San Tommaso Attualmente vive a Parma. 

Riflessioni Bibliche