
Dalla Croce di Cristo alla Casa degli Angeli
Ascolta la Parola
In quel tempo, si avvicinarono a Gesù Giacomo e Giovanni, i figli di Zebedèo, dicendogli: «Maestro, vogliamo che tu faccia per noi quello che ti chiederemo». Egli disse loro: «Che cosa volete che io faccia per voi?». Gli risposero: «Concedici di sedere, nella tua gloria, uno alla tua destra e uno alla tua sinistra».
Gesù disse loro: «Voi non sapete quello che chiedete. Potete bere il calice che io bevo, o essere battezzati nel battesimo in cui io sono battezzato?». Gli risposero: «Lo possiamo». E Gesù disse loro: «Il calice che io bevo, anche voi lo berrete, e nel battesimo in cui io sono battezzato anche voi sarete battezzati. Ma sedere alla mia destra o alla mia sinistra non sta a me concederlo; è per coloro per i quali è stato preparato».
Gli altri dieci, avendo sentito, cominciarono a indignarsi con Giacomo e Giovanni. Allora Gesù li chiamò a sé e disse loro: «Voi sapete che coloro i quali sono considerati i governanti delle nazioni dominano su di esse e i loro capi le opprimono. Tra voi però non è così; ma chi vuole diventare grande tra voi sarà vostro servitore, e chi vuole essere il primo tra voi sarà schiavo di tutti. Anche il Figlio dell’uomo infatti non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti».
Riflessione biblica
Questa XXIX domenica, Giornata Missionaria Mondiale, la comunità cristiana ascolta un brano dal capitolo 53 del Profeta Isaia. È il quarto canto del Servo del Signore: Parola dura da masticare e comprendere. Immagine arida e nodosa la radice che si fa strada in terreno secco e senza vita.
Non proviamo forse repulsione leggendo “al Signore è piaciuto prostrarlo con dolori”!?
Ostilità. Sofferenza del Servo che si offre volontariamente, ben oltre il dovuto, esagera, inutile spreco! Espiazione vicaria di un male mai commesso da Lui e tutto a favore dei veri colpevoli. Ovvero: l’innocente è condannato, la giustizia come la conosciamo sulla terra è stravolta. È scandalo inaccettabile. Per i giudei di allora come per i cristiani di oggi!
Un Dio irriconoscibile in questo perdono pazzesco a gente ingrata e violenta. L’affidabilità di Dio assieme alla nostra fiducia in Lui giunge qui al capolinea. Impossibile procedere oltre. Perfino i migliori ragionamenti ora non servono più a nulla. È un vicolo cieco. Totalmente incomprensibile ciò che accade. Ora come allora!
Eppure la Parola di Dio osa affermare che, proprio in questo buio inaccessibile passa la volontà buona di Dio. Grazie all’offerta di Sé e l’intimo tormento del Servo, molti saranno giustificati e la loro iniquità non più imputata loro perché il Servo se l’è addossata. Messia inconcepibile, imprevedibile, detestabile ...
Ecco la missione di Gesù! Il cuore e il fine del suo lasciare il Padre per venire a cercare noi che ci siamo allontanati da Casa.
Noi, “adulti”, che ci irritiamo come adolescenti quando siamo cercati, guidati, corretti, riscattati, aiutati perché siamo convinti di farcela da soli. Noi che come Giacomo e Giovanni nel Vangelo di Marco pretendono che Gesù faccia per noi ciò che noi vogliamo, che ci sdegniamo se altri chiedono i primi posti smascherando così in noi la stessa ambizione di chi pretende quei primi posti!
La risposta di Gesù, che ha appena annunciato con dolore la coscienza della propria passione, morte e risurrezione, non lascia spazio a equivoci: anche se tutto il mondo gira attorno al potere e al dominio: “… però tra voi non è così!” Tra i discepoli l’amore vero significa servire gli altri: “si farà vostro servitore”, come il Figlio di Dio ha fatto! … “Offrendosi liberamente alla sua passione …” Come Dio stesso si è chinato davanti a noi fino a lavarci i piedi, fino a perdonarci tutto, nella persona di Gesù per unirci a Sé. Lo sporco dei nostri piedi resta preso nel suo grembiule, la nostra ambizione di primi posti è ammutolita e annientata da un Dio in ginocchio per noi.
Solo la Misericordia di Dio può operare questa meraviglia di tenerezza verso i figli-discepoli ancora ribelli!
Un episodio concreto di questi giorni che ci fa penetrare un poco questo mistero.
Siamo in Thailandia. Le sorelle ricevono una telefonata: dall’Ospedale dei Bambini di Bkk intitolato alla regina e sostenuto dalla famiglia reale, con connessioni inimmaginabili ad ogni istituto in Thailandia.
Ci dicono di un piccolino appena nato, abbandonato per incapacità dei genitori di accudirlo, avendo loro problemi di droga. Diagnosticato con sindrome di Down. Le assistenti sociali non riescono a trovare posto nelle strutture pubbliche di accoglienza di bimbi con disabilità. Chiedono a noi, che siamo un nulla a confronto, di ospitarlo alla Casa degli Angeli (da noi gestita per accogliere mamme con bambini disabili) almeno fino a febbraio, quando si libererà un posto. Ci hanno conosciuto mentre le mamme e le sorelle hanno assistito altri bambini disabili gravi fino alla fine.
Ne parliamo assieme e chiediamo parere alle mamme presenti nella Casa degli Angeli, essendo loro la garanzia dell’assistenza concreta. Sentita la storia di questo angioletto, una dopo l’altra hanno espresso parere favorevole all’accoglienza, dando la propria disponibilità di giorno e di notte. Tra le mamme 2 sono cristiane fin da piccole, 1 convertita da adulta e 2 buddhiste ma che stanno frequentando la catechesi per diventare cristiane. La mentalità del Karma certamente scoraggia l’imbarcarsi nell’assistenza di un bambino disabile ma l’esperienza personale di cura al proprio piccolo con disabilità e l’essere insieme in questa impresa, sorelle comprese, ci fa osare il passo.
L’abbiamo visitato in ospedale il giorno 2 di ottobre, festa degli Angeli custodi; è stato portato da noi il giorno 7 ottobre festa della Madonna del Rosario, e ora continua a essere il rubacuori di tutti alla Casa degli Angeli. Per noi è già “Nong Thewa” nome che indica “Angioletto”.
È commovente l’amore di queste mamme: dato cordialmente, col sorriso e volontariamente, non dovuto, non forzato, quasi uno spreco di amore che “libera” questo piccolino dal peso ingiusto dell’abbandono e del rifiuto.
Davvero l’amore di una mamma più è condiviso è più aumenta fino ad accogliere figli che non la carne ha generato ma che Dio Padre affida attraverso vie altre … Non è forse questo amore che si consuma in luce e calore in un angolo sperduto delle periferie di Bkk l’esegesi più concreta e comprensibile della festa di oggi e della missione di amore del Padre? Così è! Così sia per Sua Grazia!






