
Dacci un taglio
Ascolta la Parola
In quel tempo, Giovanni disse a Gesù: "Maestro, abbiamo visto uno che scacciava demòni nel tuo nome e volevamo impedirglielo, perché non ci seguiva". Ma Gesù disse: "Non glielo impedite, perché non c'è nessuno che faccia un miracolo nel mio nome e subito possa parlare male di me: chi non è contro di noi è per noi.
Chiunque infatti vi darà da bere un bicchiere d'acqua nel mio nome perché siete di Cristo, in verità io vi dico, non perderà la sua ricompensa.
Chi scandalizzerà uno solo di questi piccoli che credono in me, è molto meglio per lui che gli venga messa al collo una macina da mulino e sia gettato nel mare. Se la tua mano ti è motivo di scandalo, tagliala: è meglio per te entrare nella vita con una mano sola, anziché con le due mani andare nella Geènna, nel fuoco inestinguibile. E se il tuo piede ti è motivo di scandalo, taglialo: è meglio per te entrare nella vita con un piede solo, anziché con i due piedi essere gettato nella Geènna. E se il tuo occhio ti è motivo di scandalo, gettalo via: è meglio per te entrare nel regno di Dio con un occhio solo, anziché con due occhi essere gettato nella Geènna, dove il loro verme non muore e il fuoco non si estingue".
Riflessione biblica
Mi colpiscono tre aspetti in questo brano evangelico.
Il primo è che il Regno di Dio non si identifica con la Chiesa e nessuno ha il diritto di attribuirsi l’esclusiva del bene o pensare che è testimone dei valori eterni solo chi rispetta norme e discipline definite dalla religione. Il Signore della creazione, e della nuova creazione, infonde il suo Spirito su chi vuole e non è l’appartenenza alla Chiesa o il patentino di battesimo a renderci migliori degli altri. Portiamo tutti e comunque in noi l’immagine di Dio. Ovunque si manifesta l’amore, lì c’è la presenza di Dio e del suo Spirito. Non possiamo fare altro che riconoscere l’opera di Dio e renderne grazie, cercando piuttosto di creare delle sinergie, perché il bene si moltiplichi, diventi più contagioso.
Quante persone hanno a cuore la vita e se ne appassionano a tal punto che diventano capaci di fare miracoli per suscitare il sorriso sul volto di altri! Quanti sono impegnati a lottare contro il male: ingiustizie, emarginazione, povertà, inquinamento, violenza, corruzione; quanti sono capaci di accogliere, dare lavoro, offrire una casa a chi ne è privo... E noi? Stiamo attenti a non cadere vittima di gelosie, invidia e ostacolare così l’espressione dell’amore! Lo si può fare minimizzando, ridicolizzando, insinuando sospetti...
La seconda cosa che mi colpisce delle parole di Gesù è il modo con cui definisce i discepoli: persone che appartengono a Cristo e quindi, in quanto tali, membra del suo Corpo, unitissime, fino ad esserne come delle emanazioni. Mi chiedo quanto io sono di Cristo, e quindi degli altri. E, nonostante la mia insufficienza in questa materia, mi vengono in mente le tante persone che finora mi hanno offerto un bicchiere d’acqua, e spesso molto di più, perché sono una missionaria! Sono davvero felice che non perderanno la loro ricompensa e spero che mi perdoneranno per averle spesso deluse.
Il terzo e ultimo spunto che traggo da questo brano è l’attenzione ai “piccoli” collegato con il discernimento e il dominio di sé. Anche qui dunque un richiamo all’umiltà e alla carità.
Gesù ha appena dovuto richiamare i discepoli sulla vera grandezza della persona che risiede nell’avere a cuore il bene dell’altro, nel servizio (cf. vv. 33-35). Ora mi sembra che Gesù dica che se qualcuno, per la sua smania di sentirsi importante e superiore agli altri, fa inciampare e cadere anche uno solo dei piccoli che credono in lui è molto meglio per questa persona che scompaia dalla faccia della terra. Parole durissime a cui segue un invito al discernimento e a scelte coerenti: se riscontri in te degli atteggiamenti, dei comportamenti che frenano od ostacolano l’esercizio della carità, ci devi dare un taglio, anche se fa male.
In tutto Gesù è per noi Maestro, alla sua luce vediamo la luce: “la prova ultima della bontà della fede sta nella sua capacità di trasmettere e custodire umanità, gioia, pienezza di vita” (E. Ronchi).
Preghiera
O Signore, che parli con il linguaggio dei fiori e delle montagne,
con il sorriso del sole ed il silenzio delle stelle,
che parli con la musica degli uomini,
Dio dai molti linguaggi e dalla Parola unica,
tu ci ripeti che il senso di tutto
è un amore che non esclude nessuno.
Manda ancora profeti, Signore, nel tuo popolo,
uomini certi di Dio, uomini dal cuore in fiamme.
Manda ancora su tutta la terra
fratelli capaci di miracoli, a lottare contro il male,
a offrire un bicchiere d’acqua,
a dire a ciascuno dei piccoli: tu sei dei nostri.
Tutti sono dei nostri e noi siamo di tutti
Compi il tuo sogno di mani che sanno solo donare,
di piedi che percorrono i sentieri degli amici
che fanno cadere le barriere,
un mondo dove brillano occhi più luminosi del giorno,
dove tutti sono dei nostri, tutti di Dio.
(Ermes Ronchi)






