
Cuore abitato e testa fuori di sé
Ascolta la Parola
In quel tempo, mentre Gesù andava per la strada, un tale gli corse incontro e, gettandosi in ginocchio davanti a lui, gli domandò: «Maestro buono, che cosa devo fare per avere in eredità la vita eterna?». Gesù gli disse: «Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, se non Dio solo. Tu conosci i comandamenti: “Non uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non testimoniare il falso, non frodare, onora tuo padre e tua madre”».
Egli allora gli disse: «Maestro, tutte queste cose le ho osservate fin dalla mia giovinezza». Allora Gesù fissò lo sguardo su di lui, lo amò e gli disse: «Una cosa sola ti manca: va’, vendi quello che hai e dallo ai poveri, e avrai un tesoro in cielo; e vieni! Seguimi!». Ma a queste parole egli si fece scuro in volto e se ne andò rattristato; possedeva infatti molti beni.
Gesù, volgendo lo sguardo attorno, disse ai suoi discepoli: «Quanto è difficile, per quelli che possiedono ricchezze, entrare nel regno di Dio!». I discepoli erano sconcertati dalle sue parole; ma Gesù riprese e disse loro: «Figli, quanto è difficile entrare nel regno di Dio! È più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio». Essi, ancora più stupiti, dicevano tra loro: «E chi può essere salvato?». Ma Gesù, guardandoli in faccia, disse: «Impossibile agli uomini, ma non a Dio! Perché tutto è possibile a Dio».
Riflessione biblica
Come sempre, anche questa domenica, la Parola di Dio parla dritto al cuore. Si, proprio questo vuole il Signore da ciascuno di noi: il cuore. Sappiamo che chi ama e si sente amato è capace di dare tutto, senza riserve.
Questa volta il Vangelo ci presenta un tale che si inginocchia davanti a Gesù e gli fa una domanda di cui mai avrebbe immaginato le conseguenze della risposta:
«Maestro buono, che cosa devo fare per avere in eredità la vita eterna?». Chiede per la vita, in altre parole chiede su come raggiungere la felicità. Gesù, conoscitore del cuore umano, applica la pedagogia dell’amore, e lo fa prima di tutto elencando i comandamenti. Ma questo "tale", come buon giudeo, gli risponde: «Maestro, tutte queste cose le ho osservate fin dalla mia giovinezza». E allora se questo tale compie esattamente la legge, i comandamenti, come mai chiede di avere la felicità? Come mai i comandamenti non bastano per riempire la sua vita? Gesù si commuove, lo guarda e lo ama, perché in fondo, il vero amore nasce dall'osservanza della Parola: "Se uno mi ama, osserverà la mia parola, e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui" (Gv 14,23).
La vera felicità e la vera vita la può far scorgere un'autentica relazione, ed è in questo momento che GESU' lancia la sua proposta: «Una cosa sola ti manca: va’, vendi quello che hai e dallo ai poveri, e avrai un tesoro in cielo; e vieni! Seguimi!» Gesù non chiede molto, chiede TUTTO. Una consegna totale. Perché Tutto ci è stato donato da LUI.
Questo incontro ci svela con chiarezza che, se abbiamo una persona, Qualcuno, per cui siamo capaci di dare tutto, di lasciare tutto, di buttarci, allora Sì che avremo la vera felicità. Questa è la logica dell’Amore, ma bisogna essere un po' "fuori di testa".
Come spesso capita a ognuno di noi, pensiamo di essere bravi cristiani, facciamo cose buone per gli altri, e acquietiamo la coscienza... Però continuiamo a essere assetati d’amore, continuiamo ad essere persone insoddisfatte, vivendo la paranoia dell’IO che vuole tutto per se', fino a schiacciare gli altri che si intromettono nella nostra vita. "Nessuno è buono, se non Dio solo".
Dunque, è chiaro che la legge, i riti, le norme, le strutture non ci danno la Vita. La vita la dà una Persona, una vera relazione che cerca il nostro bene, che ci procura serenità in un processo di crescita. Ma non dobbiamo dimenticare che crescere fa anche male, esige cambiamenti, esige di lasciare il nostro io vecchio, sicurezze e confort, in un continuo esercizio di uscita da noi stessi e di rinuncia per un bene più grande.
Il vero amore lo vediamo in tanti genitori, professori, persone che davvero cercano il Bene, perché sanno per cosa e per chi lo fanno, e sono proprio loro che rendono il mondo uno spazio più bello, e che con le loro vite nutrono gli altri. Sono qualcuno nella vita di qualcuno. Questa esperienza la vive intensamente chi ha una sincera relazione con il Dio di Gesù Cristo, il Dio della relazione, il Dio della croce.
Questo è un dono, e lo vediamo quando i discepoli dicono: «E chi può essere salvato?» Gesù, guardandoli in faccia, disse: «Impossibile agli uomini, ma non a Dio! Perché tutto è possibile a Dio».
Ci auguriamo vicendevolmente di accogliere la voce di Dio nel nostro quotidiano e di non perdere mai la speranza che DIO ci abita! Siamo in cammino, ma non siamo da soli, andiamo sempre in compagnia di fratelli e sorelle che hanno trovato il VERO AMORE.






