
Cambiare schemi
Ascolta la Parola
In quel tempo, Gesù entrò in una casa e di nuovo si radunò una folla, tanto che non potevano neppure mangiare. Allora i suoi, sentito questo, uscirono per andare a prenderlo; dicevano infatti: "È fuori di sé".
Gli scribi, che erano scesi da Gerusalemme, dicevano: "Costui è posseduto da Beelzebùl e scaccia i demòni per mezzo del capo dei demòni".
Ma egli li chiamò e con parabole diceva loro: "Come può Satana scacciare Satana? Se un regno è diviso in se stesso, quel regno non potrà restare in piedi; se una casa è divisa in se stessa, quella casa non potrà restare in piedi. Anche Satana, se si ribella contro se stesso ed è diviso, non può restare in piedi, ma è finito. Nessuno può entrare nella casa di un uomo forte e rapire i suoi beni, se prima non lo lega. Soltanto allora potrà saccheggiargli la casa.
In verità io vi dico: tutto sarà perdonato ai figli degli uomini, i peccati e anche tutte le bestemmie che diranno; ma chi avrà bestemmiato contro lo Spirito Santo non sarà perdonato in eterno: è reo di colpa eterna". Poiché dicevano: "È posseduto da uno spirito impuro".
Giunsero sua madre e i suoi fratelli e, stando fuori, mandarono a chiamarlo. Attorno a lui era seduta una folla, e gli dissero: "Ecco, tua madre, i tuoi fratelli e le tue sorelle stanno fuori e ti cercano". Ma egli rispose loro: "Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?". Girando lo sguardo su quelli che erano seduti attorno a lui, disse: "Ecco mia madre e i miei fratelli! Perché chi fa la volontà di Dio, costui per me è fratello, sorella e madre".
Riflessione biblica
Dopo le ultime grandi feste, Pasqua, Pentecoste, SS.Trinità, Corpo e Sangue di Cristo, il Vangelo di Marco, così concreto e asciutto, ci rimette con i piedi per terra. La Parola di questa domenica riparte dall’essenziale, dal basso, dalla casa, dalle relazioni.
Gesù ha chiamato i dodici discepoli a vivere con lui e a collaborare all’annuncio della venuta del Regno di Dio. La parola autorevole di Gesù e la sua attività di cura e guarigione dei malati attirano molta gente, che vuole ascoltarlo e vederlo.
L’attività di Gesù però desta preoccupazione nella sua famiglia di sangue e anche nella sua comunità religiosa: sta dicendo e facendo cose sopra le righe, contro il senso comune, contro la logica semplice di Nazareth: sinagoga, bottega e famiglia. I suoi parenti lo considerano “fuori di sé”, impazzito; gli esperti delle scritture non negano che Gesù compia un’opera di liberazione, ma pensano che lo faccia da indemoniato: in lui agisce il capo dei demoni, Belzebù. Per questo da Gerusalemme arriva una commissione d'inchiesta di teologi e dalle colline di Galilea scendono invece i suoi, per portarselo via.

Per Gesù è un momento di forte rifiuto e incomprensione. Eppure la sua logica e la sua pedagogia sorprendono: mediante un linguaggio parabolico smaschera chi lo accusa; senza giudicare spiega, apre nuovi orizzonti. In Gesù non c’è ambiguità, lui è più forte del male, lui è la luce che vince le tenebre.
Il Vangelo non nasconde che durante il ministero pubblico di Gesù, anche le relazioni con la madre e tutta la famiglia sono segnate da contrapposizioni, incomprensioni e distanza. Mette in evidenza uno dei momenti più dolorosi della vita di Maria: “Chi è mia madre?” Parole dure che feriscono il cuore, sembrano un disconoscimento. L’unica volta che Maria appare nel Vangelo di Marco è immagine di una madre rifiutata. Ma non e così.
Maria con il suo “Sì” è madre di Cristo nella fede ancor prima di esser madre nella carne. Questa maternità sottolinea il loro legame nel piano di Dio, una relazione che va al di là del legame della carne. E questo vale anche per noi: quando io sono in comunione con Dio sono in comunione con tutti i santi, i profeti, gli amici vicini e lontani, i genitori che non ci sono più. Quando non sono in Dio non sono in comunione con chi mi sta vicino e neanche con me stesso; non sono capace di amare veramente.
Marco racconta anche che la madre e i fratelli di Gesù giungono presso la casa dove egli dimora e, stando fuori, mandano a chiamarlo. Restano fuori, cioè fuori dallo spazio di Gesù.
Vogliono incontrarlo ma non si avvicinano, “non entrano nel suo ambiente”. Gesù, da parte sua, dice con forza: «Chi fa la volontà di Dio, costui per me è fratello, sorella e madre».
Dichiara di conoscere e vivere i legami di una nuova famiglia, la comunità dei discepoli, legami che non nascono dalla carne o dal sangue, cioè dalla storia familiare, ma dal realizzare il sogno di Dio per ciascuno di noi: ascoltare la voce del Figlio suo. La prossimità e la familiarità con Gesù si basano sull’ascoltare la sua parola e vivere la fraternità nel vincolo dell’amore quale figli e figlie di un unico Padre.
Questa domenica siamo chiamati a uscire da noi stessi, uscire da qualsiasi dipendenza, costruire relazioni autentiche ed entrare nella vita vera e piena con Gesù.






