
Beati!
Ascolta la Parola
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Non temere, piccolo gregge, perché al Padre vostro è piaciuto dare a voi il Regno.
Vendete ciò che possedete e datelo in elemosina; fatevi borse che non invecchiano, un tesoro sicuro nei cieli, dove ladro non arriva e tarlo non consuma. Perché, dov’è il vostro tesoro, là sarà anche il vostro cuore.
Siate pronti, con le vesti strette ai fianchi e le lampade accese; siate simili a quelli che aspettano il loro padrone quando torna dalle nozze, in modo che, quando arriva e bussa, gli aprano subito.
Beati quei servi che il padrone al suo ritorno troverà ancora svegli; in verità io vi dico, si stringerà le vesti ai fianchi, li farà mettere a tavola e passerà a servirli. E se, giungendo nel mezzo della notte o prima dell’alba, li troverà così, beati loro!
Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora viene il ladro, non si lascerebbe scassinare la casa. Anche voi tenetevi pronti perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo».
Allora Pietro disse: «Signore, questa parabola la dici per noi o anche per tutti?».
Il Signore rispose: «Chi è dunque l’amministratore fidato e prudente, che il padrone metterà a capo della sua servitù per dare la razione di cibo a tempo debito? Beato quel servo che il padrone, arrivando, troverà ad agire così. Davvero io vi dico che lo metterà a capo di tutti i suoi averi.
Ma se quel servo dicesse in cuor suo: “Il mio padrone tarda a venire”, e cominciasse a percuotere i servi e le serve, a mangiare, a bere e a ubriacarsi, il padrone di quel servo arriverà un giorno in cui non se l’aspetta e a un’ora che non sa, lo punirà severamente e gli infliggerà la sorte che meritano gli infedeli.
Il servo che, conoscendo la volontà del padrone, non avrà disposto o agito secondo la sua volontà, riceverà molte percosse; quello invece che, non conoscendola, avrà fatto cose meritevoli di percosse, ne riceverà poche.
A chiunque fu dato molto, molto sarà chiesto; a chi fu affidato molto, sarà richiesto molto di più».
Riflessione biblica
Il Vangelo di questa XIX domenica del tempo ordinario, è un testo “escatologico”, cioè un testo che parla della fine del Mondo.
Questa pagina di Vangelo, lungi dall’arrestarci per la paura, ci apre alla vigilanza e ci spalanca davanti il fine della nostra vita.
La Parola di oggi è un chiaro invito a vivere secondo i doni ricevuti e a viverli per amare. Ogni dono, infatti, può essere usato per l’egoismo, cioè per fare il male; oppure per l’amore, cioè per fare il bene.
A questo proposito, il testo presenta due quadri opposti.
Nel primo c’è chi è vigilante ed attende lo Sposo e c’è chi attende un ladro.
Nel secondo, vediamo nuovamente chi attende lo Sposo e vediamo anche un altro che, invece, comincia a dire tra sé:
“Quello non viene e allora, intanto, facciamo altro...”
I primi sono i “servi beati” e nel descrivere la loro attesa, Luca usa un linguaggio che richiama la Pasqua, l’Esodo, la libertà, il cammino.
Si parla infatti del servizio, dello stare seduto a mensa, del mangiare, delle beatitudini.
Come questi servi beati, oggi anche noi siamo chiamati a vivere la fine del mondo, anzi, il fine del mondo – l’incontro con il Signore che viene – nella quotidianità.
Ciò che celebriamo durante celebrazione eucaristica sono veramente le Nozze con il Signore, l’anticipo del banchetto eterno.
Se viviamo in questa consapevolezza e vigilanza, tutta la nostra esistenza diventa un aprire allo Sposo che bussa e viene; in ogni azione della vita, in ogni momento...
E allora ciò che può essere motivo d’ansia – la paura della morte – diventa, invece, il motivo di una vita piena nella fiducia perché siamo in attesa dello Sposo che viene!
Ritornerai!
Padre, in nome di Gesù,
dona lo Spirito Santo alla tua Chiesa Donaci lo Spirito e ci parli di Te
Affinché, nella nostra nostalgia che attende il tuo ritorno tra noi, noi contempliamo la tua nostalgia di noi,
la nostalgia di Te,
Padre che attende il ritorno dei suoi figli.
Donaci lo Spirito e l’attesa si riempia di Amore, il tuo di Padre e il nostro di figli e fratelli. Nella veglia, Signore
Saremo le tue mani per tergere le lacrime,
le tue braccia per abbracciare e stringerci a te
... e tu ritornerai!
Saremo i tuoi occhi
Per guardare con fiducia i giorni futuri anche se pieni di incertezza, ... e tu ritornerai!
Saremo la tua voce,
per invocare il tuo nome e annunciarti al mondo ...e tu ritornerai!
Sarai la nostra pace, Signore,
e noi argilla che tu plasmi,
opera delle tue mani
... e tu ritornerai!






