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Missionarie di Maria
SAVERIANE

Amore: parametro della nostra vita!


Ascolta la Parola

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Quando il Figlio dell’uomo verrà nella sua gloria, e tutti gli angeli con lui, siederà sul trono della sua gloria. Davanti a lui verranno radunati tutti i popoli. Egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dalle capre, e porrà le pecore alla sua destra e le capre alla sinistra. Allora il re dirà a quelli che saranno alla sua destra: “Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla creazione del mondo, perché ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete venuti a trovarmi”. Allora i giusti gli risponderanno: “Signore, quando ti abbiamo visto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, o assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando mai ti abbiamo visto straniero e ti abbiamo accolto, o nudo e ti abbiamo vestito? Quando mai ti abbiamo visto malato o in carcere e siamo venuti a visitarti?”. E il re risponderà loro: “In verità io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me”. Poi dirà anche a quelli che saranno alla sinistra: “Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli, perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e non mi avete dato da bere, ero straniero e non mi avete accolto, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato”. Anch’essi allora risponderanno: “Signore, quando ti abbiamo visto affamato o assetato o straniero o nudo o malato o in carcere, e non ti abbiamo servito?”. Allora egli risponderà loro: “In verità io vi dico: tutto quello che non avete fatto a uno solo di questi più piccoli, non l’avete fatto a me”. E se ne andranno: questi al supplizio eterno, i giusti invece alla vita eterna».

Mt 25, 331-46

Riflessione biblica

L’inizio di questo brano è di una solennità grandiosa. Gesù che nella sua vita terrena si è presentato povero, umile, itinerante tanto da non avere dove posare il capo, ora si presenta con tutta la sua autorità di re, pastore, giudice, circondato da miriadi di angeli, seduto sul trono della sua gloria. Ci sarà un giudizio universale, un rendiconto, qualcosa di definitivo, che ci dice che la nostra vita ha un termine e che saremo giudicati in base alle cose fatte e al modo con le quali sono state fatte. Diceva Santa Teresa di Gesù Bambino che alla fine della vita saremo giudicati sull’amore. Dunque, il parametro della nostra vita è l’amore. Le azioni sono le opere di misericordia: dar da mangiare agli affamati, dar da bere agli assetati… Il Signore ci offre delle occasioni, ci dà delle opportunità ogni giorno, ci fa incontrare i poveri che per noi diventano motivo di grazia se vi riconosciamo la sua presenza perché ogni volta che avete fatto questo a uno di questi fratelli più piccoli, l’avete fatto a me, dice Gesù.

Questo Vangelo ci fa fare il punto sulla nostra attuale situazione, ci proietta nel giudizio universale, in quel momento in cui ci sarà una separazione, per farci riflettere sul come avremmo dovuto vivere la vita terrena. Che ci sarà una separazione Gesù più volte ne parla con i suoi discepoli (vedi Mt 24,25-51; Mt 25 1-13) e insiste sulla vigilanza, sull’essere svegli nell’attesa del Signore che verrà all’improvviso, quando meno ce lo aspettiamo.

Nell’emergenza in cui ci troviamo a causa del covid 19 che continua a circolare, il Signore ci offre molte occasioni per riconoscerlo per aprire il cuore e le mani, per farci prossimo a vicini e lontani che vivono questo tempo con sofferenza, solitudine, disagi e fatiche che rendono pesanti le giornate.

“Gesù verrà alla fine dei tempi per giudicare tutte le nazioni, ma viene a noi ogni giorno, in tanti modi, e ci chiede di accoglierlo. La Vergine Maria ci aiuti a incontrarlo e riceverlo nella sua Parola e nell’Eucaristia, e nello stesso tempo nei fratelli e nelle sorelle che soffrono la fame, la malattia, l’oppressione, l’ingiustizia. Possano i nostri cuori accoglierlo nell’oggi della nostra vita, perché siamo da Lui accolti nell’eternità del suo Regno di luce e di pace” (Papa Francesco – Angelus 26.11.2019).

Lampada ai miei passi

Elena Loi
Elena Loi, nata a Ghilarza - OR, a 24 anni entra a far parte delle missionarie di Maria a Parma. Dopo alcuni anni di attività tra i giovani è destinata alla missione in Amazzonia.  Nella diocesi di Abaetetuba - Parà 8 anni di attività pastorale nella formazione dei liders e delle cebs, in seguito frequenta per 5 anni l'università dei poveri in una periferia di Belém. Ridestinata all'animazione missionaria in Italia, insieme ad altre due sorelle dà inizio alla comunità di Oristano e al CMD della stessa diocesi e per 10 anni si dedica alla animazione missionaria dei giovani e degli adolescenti dando inizio alle settimane "Ragazze sprint".
Dopo tanto chiedere viene destinata nuovamente al Brasile. Altri 16 anni tra San Paolo e Londrina, le due comunità che la vedono attiva nelle pastorali sociali ed ecclesiali.
Attualmente fa parte della comunità di Ceggia Italia

Riflessioni Bibliche