Skip to main content

Missionarie di Maria
SAVERIANE

Un Padre che ascolta, una missione che nasce dalla preghiera


Ascolta la Parola

Gesù si trovava in un luogo a pregare; quando ebbe finito, uno dei suoi discepoli gli disse: «Signore, insegnaci a pregare, come anche Giovanni ha insegnato ai suoi discepoli». Ed egli disse loro: «Quando pregate, dite: “Padre, sia santificato il tuo nome,venga il tuo regno;
dacci ogni giorno il nostro pane quotidiano, e perdona a noi i nostri peccati, anche noi infatti perdoniamo a ogni nostro debitore,e non abbandonarci alla tentazione”».
Poi disse loro: «Se uno di voi ha un amico e a mezzanotte va da lui a dirgli: “Amico, prestami tre pani, perché è giunto da me un amico da un viaggio e non ho nulla da offrirgli”; e se quello dall’interno gli risponde: “Non m’importunare, la porta è già chiusa, io e i miei bambini siamo a letto, non posso alzarmi per darti i pani”, vi dico che, anche se non si alzerà a darglieli perché è suo amico, almeno per la sua invadenza si alzerà a dargliene quanti gliene occorrono.
Ebbene, io vi dico: chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto. Perché chiunque chiede riceve e chi cerca trova e a chi bussa sarà aperto.
Quale padre tra voi, se il figlio gli chiede un pesce, gli darà una serpe al posto del pesce? O se gli chiede un uovo, gli darà uno scorpione? Se voi dunque, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro del cielo darà lo Spirito Santo a quelli che glielo chiedono!».

Lc 11,1-13

Riflessione biblica

“Non smettere di insistere, perché Dio ti ascolta come un Padre”

Nella prima lettura di questa domenica, Abramo ci appare come un intercessore audace e fiducioso. Osa parlare a Dio con libertà, con un cuore pieno di compassione per una città peccatrice. Non lo muove il giudizio, ma il desiderio di salvezza. Si potrebbe pensare che Dio si infastidisca per tanta insistenza… e invece no: Dio ascolta, dialoga, attende. Come un padre paziente che lascia parlare il figlio più volte, Dio si lascia toccare dalla supplica di Abramo.

Questo brano ci mostra che pregare non significa ripetere formule vuote, ma osare entrare in dialogo profondo con il Dio della vita, che non si offende per le nostre domande, ma si commuove per il nostro amore verso gli altri. La vera preghiera non è evasione, ma impegno davanti al dolore del mondo.

Nel Vangelo, i discepoli vedono Gesù pregare e dal loro cuore nasce una richiesta: “Signore, insegnaci a pregare”. Non vogliono una teoria, ma imparare a vivere quella intimità che vedono in Lui. Gesù non tiene una conferenza, offre la sua stessa preghiera: il Padre Nostro. Ogni parola è una rivelazione. Chiamare Dio “Padre” significa non essere mai soli, sapere che qualcuno si prende cura di noi, che un amore ci sostiene anche nell’oscurità.

Poi, Gesù racconta una parabola semplice e quotidiana: un amico che chiede pane a mezzanotte e un altro che, pur essendo già a letto, alla fine si alza per aiutarlo. Con questo, Gesù ci insegna che Dio non si stanca di noi, che dobbiamo chiedere, cercare, bussare, con la certezza che chi ama, risponde sempre.

E Gesù va oltre: “Se voi, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre celeste darà lo Spirito Santo a coloro che glielo chiedono!” (Lc 11,13). In altre parole, Dio non dà solo cose buone, dà Sé stesso, ci dona il suo Spirito, la sua forza, la sua presenza.

Nel cuore del "Giubileo dei Missionari Digitali"

Questa domenica celebriamo con gioia il Giubileo dei Missionari Digitali e questo Vangelo ci giunge come una bussola luminosa. In un mondo iperconnesso ma spesso vuoto, Gesù ci ricorda l’essenziale: ogni missionario è prima di tutto una persona che prega, qualcuno che ha imparato ad ascoltare il Padre e a fidarsi di Lui. Non c’è missione senza preghiera, non c’è annuncio senza intimità con Dio.

Sui social, tra scroll e like, ci sono folle come quelle di Sodoma, bisognose di intercessione, di una parola di speranza, di qualcuno che preghi per loro come Abramo. Ci sono cuori stanchi che non cercano teorie, ma uno sguardo tenero che sappia dire: “non sei solo, il Padre ti ama, prega con fiducia, insisti con fede”.

Oggi più che mai, abbiamo bisogno di missionari digitali che annuncino a partire dall’esperienza, che non condividano solo contenuti, ma consolazione, che siano specchio di un Dio che ascolta, risponde e accompagna.

Domande che ci intrpellano:

  • Com’è il mio rapporto con Dio: di fiducia o di paura? Ho il coraggio di parlargli con libertà, come Abramo?
  • Quale immagine del Padre porto nel cuore quando recito il Padre Nostro? 
  • Per quali persone, cause o situazioni il Signore mi invita oggi a intercedere con insistenza e fede? 
  • Uso le mie parole e i miei social per giudicare o per annunciare speranza?

Preghiera 

Padre buono,

insegnaci a pregare come Gesù,

a parlarti senza paura,

a fidarci perché Tu ascolti sempre.

Rendici intercessori come Abramo,

capaci di affidarti il dolore del mondo.

Rendici missionari come Gesù,

che annuncino il tuo amore

nelle strade, nei templi

e anche nelle reti digitali, con tenerezza e verità.

Rendici digitali, sì,

ma soprattutto umani e credenti.

Amen.

Lampada ai miei passi

Licha Santiesteban

Missionaria di Maria saveriana da 26 anni. Ha studiato Teologia presso i Salesiani in Tlaquepaque, Jal. Mexico. Ha frequentato un corso di Mariologia presso l´università dei Verbitas in Guadalajara, Jal. Mexico.

Ha ottenuto la Licenza in Scienze dell´Educazione, e la Specializzazione di Pastorale Giovanile e Catechesi alla Università Pontificia Salesiana di Roma. È stata per 10 anni in Brasile, per 5 anni ha realizzato la sua missione in mezzo ai giovani della Periferia di Londrina, e poi altri cinque anni in Mato Grosso, incaricata della formazione di comunità e promovendo la realizzazione del progetto di vita nella vita dei giovani.

Ha partecipato al Convegno sui Social Media: Strutture ed effetti del linguaggio dei Social Media nella missione Ad Gentes in Italia dove rimane per 5 anni, lavorando con i giovani universitari. Attualmente svolge la sua missione in Messico nell’ufficio di comunicazione della Congregazione.

Riflessioni Bibliche