Skip to main content

Missionarie di Maria
SAVERIANE

Un incontro che fa ardere il cuore


Ascolta la Parola

In quel tempo, i farisei se ne andarono e tennero consiglio per vedere come cogliere in fallo Gesù nei suoi discorsi.
Mandarono dunque da lui i propri discepoli, con gli erodiani, a dirgli: «Maestro, sappiamo che sei veritiero e insegni la via di Dio secondo verità. Tu non hai soggezione di alcuno, perché non guardi in faccia a nessuno. Dunque, di’ a noi il tuo parere: è lecito, o no, pagare il tributo a Cesare?».


Ma Gesù, conoscendo la loro malizia, rispose: «Ipocriti, perché volete mettermi alla prova? Mostratemi la moneta del tributo». Ed essi gli presentarono un denaro. Egli domandò loro: «Questa immagine e l’iscrizione, di chi sono?». Gli risposero: «Di Cesare».
Allora disse loro: «Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio».

Mt 22,15-21

Riflessione biblica

“E’ lecito o no pagare il tributo a Cesare?”. La domanda è provocatoria verso Gesù, ma in fondo si cerca sempre l’utilità del potere divino nella storia d’Israele e nella nostra, un Dio che si schiera politicamente dalla nostra parte per sconfiggere chi ci opprime. E questo si ripete fino ai nostri giorni. Tutti vorremmo che Gesù avesse un’utilità più concreta nella nostra vita, e a volte è come se la sua “debolezza” ci delude. Nel brano scelto dal Papa per la giornata missionaria mondiale, il vangelo dei discepoli di Emmaus, c’è l’attesa anche lì di un Dio che inneschi una rivoluzione politica o sociale, capace di spazzare via da Israele ogni presenza ostile. Un Dio chiuso negli orizzonti dei nostri bisogni. Gesù non nega i diritti e i doveri dell’ambito civile, ma con la sua risposta ci porta su un altro piano: con Dio non è questione di lecito o non lecito, ma di “dono” e di appartenenza a Lui, perché siamo sua immagine… E se noi siamo suoi non possiamo che rendere a Dio noi stessi: “Rendete a Cesare ciò che è di Cesare e a Dio ciò che è di Dio”.

La missione ci fa uscire dai nostri orizzonti un po' tristi, e ci spinge verso l’orizzonte più grande della Bella notizia verso la storia dell’umanità che sembra essere a volte un fallimento. Cuori ardenti - piedi in cammino, è il tema di questa giornata missionaria che percorre la strada dei discepoli di Emmaus, profondamente delusi perché hanno visto le loro speranze finire in una tomba. Pian piano, nell’incontro con quel forestiero, i loro cuori iniziano ad ardere. E’ ciò che accade a chi all’improvviso si scopre ascoltato, accompagnato, non più solo, ma dentro un progetto d’amore di un Padre, inserito in una famiglia più grande, per condividere la gioia di essere tutti fratelli e sorelle.

La domanda da porci è: sentiamo ardere i nostri cuori per questa sua presenza? O anche noi siamo delusi e riusciamo a vedere solo la realtà di povertà, sofferenza, fallimento, guerra… Con un cuore che arde per Lui, in ogni situazione, anche la più dolorosa, noi possiamo sperimentare fino alle lacrime, che Dio ci cammina a fianco, che non ci lascia soli e ci ridona speranza, un orizzonte di vita. Il missionario è chiamato (perché ha fatto e fa questa esperienza) a essere un compagno di strada, a volte come uno sconosciuto, che si affianca per via e ridona fiducia.

Anche la mia chiamata nasce da un momento di scoraggiamento, in cui mi sembrava di aver faticato invano, perché la fede non era “servita” a realizzare i miei progetti, le mie aspettative… E allora Dio dov’era? Anch’io ero triste, ho conversato per via con amici sul senso della vita, sul senso di Dio, finché ho avvertito che Lui mi stava ascoltando, accompagnando, cercando… E ho riaperto la bibbia impolverata, ho incominciato a pregare nella mia stanza, nella comunità, finché ho avvertito la sua presenza viva nel cuore che ardeva… E ho detto: Gesù tu sei davvero Risorto! Lo devo dire a tutti! Il Papa nel messaggio dice proprio queste parole: “Non si può incontrare davvero Gesù risorto senza essere infiammati dal desiderio di dirlo a tutti”.

Ed ecco che i piedi si mettono necessariamente in cammino quando arde il cuore, cercano il modo e le strade per narrarlo agli altri. Così è nata pian piano la mia vocazione missionaria di particolare consacrazione e, quando continuavo a chiedergli “cosa devo fare?”, lo sguardo si è fermato sull’eucarestia, sul suo corpo impotente consegnato, dove non faceva qualcosa per me, ma si donava gratuitamente.

La mia destinazione è stata la Tailandia. Qui la realtà più difficile da far passare, ma anche la più affascinante, è proprio la gratuità slegata dai meriti da acquistare. La regola d’oro per un buddista, se così si può chiamare, è: “fai bene e ricevi bene, fai male e ricevi male”, in questa vita o nell’altra. Questa regola che sicuramente aiuta a rendersi responsabile delle proprie azioni, è anche un macigno sul collo, perché non c’è un liberatore per il male commesso. Non c’è l’idea di rendere il bene come risposta a Qualcuno che ti ha voluto bene per primo incondizionatamente.

Anche noi qui in Italia, che conosciamo Gesù, abbiamo bisogno di missionari, anche forestieri, che si affiancano a noi? Sì, perché stiamo dimenticando che la fede non è una semplice conoscenza, ma è un incontro che fa ardere il cuore, che ti mette in cammino in fretta, con gioia, per farti uscire dai personali problemi andando verso l’altro… Non perché si è buoni e bravi, ma perché Qualcuno lo ha fatto con noi per primo, quando neanche lo sapevamo ha dato tutto se stesso, donandoci una speranza incrollabile nella comunione con Lui, con il Risorto. E allora mettiamoci in cammino, ma facciamolo con l’umiltà di sentirci anche noi dei discepoli-missionari continuamente bisognosi gli uni degli altri.

Lampada ai miei passi

Antonella Del Grosso

Missionaria Saveriana, ha svolto parte della sua missione in Tailandia, dal 2005 per quindici anni. È stata Delegata in Tailandia per 6 anni. Ha condotto il suo apostolato nella pastorale sociale delle baraccopoli nella periferia di Bangkok, e ha accompagnato piccoli gruppi di cristiani della regione montuosa del nord. Si è dedicata anche alla decorazione di alcune cappelle del nord, cercando di annunciare la sua Parola attraverso l'arte e l'immagine. Ha conseguito il diploma di Istituto d'Arte e Accademia di Belle Arti di Foggia, in decorazione pittorica. Ha frequentato poi diversi corsi di scienze religiose a Parma e alcuni di teologia spirituale al Teresianum. Ora svolge la missione delegata generale delle nostre comunità d' Italia.

Riflessioni Bibliche