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Missionarie di Maria
SAVERIANE

Testimoni e servi della Parola


Ascolta la Parola

Poiché molti hanno cercato di raccontare con ordine gli avvenimenti che si sono compiuti in mezzo a noi, come ce li hanno trasmessi coloro che ne furono testimoni oculari fin da principio e divennero ministri della Parola, così anch’io ho deciso di fare ricerche accurate su ogni circostanza, fin dagli inizi, e di scriverne un resoconto ordinato per te, illustre Teòfilo, in modo che tu possa renderti conto della solidità degli insegnamenti che hai ricevuto.
In quel tempo, Gesù ritornò in Galilea con la potenza dello Spirito e la sua fama si diffuse in tutta la regione. Insegnava nelle loro sinagoghe e gli rendevano lode.
Venne a Nàzaret, dove era cresciuto, e secondo il suo solito, di sabato, entrò nella sinagoga e si alzò a leggere. Gli fu dato il rotolo del profeta Isaìa; aprì il rotolo e trovò il passo dove era scritto:
«Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con l’unzione e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio,
a proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista;
a rimettere in libertà gli oppressi e proclamare l’anno di grazia del Signore».
Riavvolse il rotolo, lo riconsegnò all’inserviente e sedette. Nella sinagoga, gli occhi di tutti erano fissi su di lui. Allora cominciò a dire loro: «Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato».

Lc 1,1-4; 4,14-21

Riflessione biblica

Vorrei ricordare che questa è la domenica detta Domenica della Parola istituita da Papa Francesco nel 2019. Il giorno dedicato alla celebrazione, riflessione e divulgazione della Parola.  “Abbiamo urgente necessità di diventare familiari e intimi della Sacra Scrittura e del Risorto, che non cessa di spezzare la Parola e il Pane nella comunità dei credenti” (Aperuit Illis n.8)

Il brano evangelico di San Luca che incontriamo oggi, è molto bello e penso che abbia guidato anche il papa in questa sua scelta e desiderio di ricordare a tutti i credenti, fedeli cristiani in particolare, che Gesù, Parola vivente di Dio, non è solo un Evento storico, ma è la Storia, l’Oggi e l’Eterno, in cui la storia di ogni uomo trova il suo inizio e il suo pieno compimento. Alcuni l’hanno capito bene e sono diventati testimoni e servi della Parola (Cfr. Lc1,2). È così che l’evangelista Luca identifica gli apostoli e discepoli della prima ora, quelli che hanno visto il Maestro, e cio’ vale anche per tutti quelli che, nel tempo, lo accolgono lo conoscono, lo incontrano e credono in Lui grazie alla sua Parola e agli autentici testimoni del nostro tempo. Faccio questa estensione perché credo fermamente che ogni epoca/tempo, è tempo di Dio e, come dice il salmista, “mille anni, ai tuoi occhi, sono come il giorno di ieri che è passato, come un turno di veglia nella notte” (Sal 90,4).

Siamo nella sinagoga di Nazareth, Gesù si trova presso i suoi compaesani che l’hanno visto crescere, giocare, sbagliare come tutti gli altri bambini del suo villaggio, eppure è anche Colui sul quale dimora la pienezza dello Spirito (Cfr. Lc 4,18), anche se nessuno riesce ancora a riconoscerlo. Pur sapendo questo, Gesù non affretta niente, rispetta i tempi e le tradizioni del suo popolo; si colloca in quella normalità della sinagoga, e nel modo più discreto possibile, proclama la parola attuandola. Lo capirà solo chi è attento ai segni dei tempi, chi è capace di andare oltre riconoscendo in lui quell’ “Inviato”, quel “Consacrato” mandato da Dio per salvare il suo popolo sofferente. Non c’è più da aspettare il Messia: “oggi si è compiuta questa scrittura che voi avete ascoltato” (Lc 4, 21).

Quante volte questa gente avrà frequentato la sinagoga, quante volte avrà sentito questa parola di Isaia che viene proclamata nell’oggi da Gesù in forma nuova? Penso che Gesù è servo fedele di Dio e perciò sa aspettare che le scritture lo rivellino a suo tempo. Sapere aspettare il tempo di Dio, riconoscere l’oggi di Dio e la sua azione nella nostra vita quotidiana è una grazia da chiedere. Ogni tempo è tempo di Dio per noi, se sappiamo cogliere quell’attimo fuggente dentro cui Cristo ci viene a visitare e a chiedere la nostra collaborazione nella sua Opera di salvezza che continua.

 Varie possono essere le vie che ci portano alla conoscenza di Cristo ma in tutte, occorre arrivare alla personalizzazione dell’esperienza dell’incontro con Lui e a una profonda convinzione.  Non si tratta soltanto di tramandare una storia o una tradizione, ma di riconoscere oggi l’opera di Dio nella nostra vita e nella realtà che ci circonda; di fare spazio a Lui nei migliori dei modi. In questo senso alcuni vanno fino a dedicare tutta la vita al suo servizio. Diventare servo della Parola, significa anche essere strumento e canale di trasmissione di questa Parola d’amore, di misericordia, di gioia e di pace, di giustizia, che ci viene offerta ogni giorno nella liturgia.

Lampada ai miei passi

Francine Bisimwa

Francine Bisimwa, nativa di Bukavu(R.D.Congo) è missionaria di Maria Saveriana dal 2011.

Dopo gli anni della formazione svolta a Bukavu, ha fatto la prima esperienza missionaria in Burundi dove ha lavorato nell’ambito del catechismo, dell’insegnamento della religione e nelle attività dell’Animazione Missionaria e Vocazionale. Dal 2013, si trova in Italia per la preparazione alla prossima missione. Ha conseguito il baccalaureato presso l’Università Pontificia Salesiana, nella facoltà di Scienze dell’Educazione e la licenza specialistica in Pedagogia per la Formazione delle Vocazioni presso la stessa facoltà.

Attualmente è in Thailandia

Riflessioni Bibliche