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Missionarie di Maria
SAVERIANE

Resurrezione: tempo di ricreare, di rinascere!


Ascolta la Parola

Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro.
Corse allora e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!».
Pietro allora uscì insieme all’altro discepolo e si recarono al sepolcro. Correvano insieme tutti e due, ma l’altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. Si chinò, vide i teli posati là, ma non entrò.
Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro e osservò i teli posati là, e il sudario – che era stato sul suo capo – non posato là con i teli, ma avvolto in un luogo a parte.
Allora entrò anche l’altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette. Infatti non avevano ancora compreso la Scrittura, che cioè egli doveva risorgere dai morti.

Gv 20,1-9

Riflessione biblica

Maria di Magadala quando era ancora buio si recò... La comunità fa memoria, memoria che ci raggiunge.  Doveva andare, non poteva aspettare il sorgere del sole. E… il sepolcro è vuoto?

Dove hanno portato il suo corpo?

Correndo tornò sui suoi passi, tremando ... stupita... Il corpo abitato da domande.  Corpi abitati da domande, dal mistero. Le stesse domande, lo stesso stupore ci abita, ci ingravida, interroga: avvenne la Resurrezione! Come avvenne?

 La Resurrezione avvenne!

 La Resurrezione doveva avvenire!

            La Resurrezione ebbe una lunga gestazione, da quando Gesù lasciò Nazaret e cominciò a tessere relazioni. Relazioni che affascinarono e indicarono il cammino per superare dogmi, regole, preconcetti raziali, etnici, religiosi, genere. Relazioni di una tavola inclusiva, differente, fuggendo le regole sociali e patriarcali. Relazioni che l’affascinarono e la fecere uscire di casa, la resero coraggiosa e con lei altre, altri lo seguirono osando cammini inusitati.

Relazioni gestando il nuovo...

Maria di Magdala, Marta, Maria, Susanna, Giovanna, Salome e altre donne lo avevano seguito dalla Galilea, servendo il Regno. Salirono a Gerusalemme con Gesù, salirono fino al Calvario, all’ombra paurosa della croce dove impararono il mistero della circolarità nell’amore, nel dolore, con la presenza di Giovanni il volto femminile del discepolato.

Relazioni gestando il nuovo...

Le donne venute dalla Galilea sedute osservavano... E venne Giuseppe di Arimatea, uomo giusto che sperava il Regno, chiese il corpo... E la circolarità si rinnova nella solidarietà, nei gesti che hanno cura del corpo amato... Scendere dalla croce, accogliere fra le braccia, massaggiare con aromi e profumi lavando le ferite, pulendo lo sporco, restituendo dignità al corpo violentato assassinato. Toccare, accarezzare il corpo amato, avvolgerlo nei panni, deporlo nel sepolcro, nella terra, nel ventre della terra.

Relazioni gestando il nuovo...

Il ventre della terra accoglie il corpo di Gesù di Nazaret, il corpo dell’uomo le cui relazioni avevano un “che” mai visto!

Maria di Magdala liberata dai setti demoni patriarcali. Marta amata da Gesù, la prima a credere che Egli era la Vita. Maria la donna del profumo, aroma di profezia. Lazzaro, Giovanni, Giuseppe d’Arimatea intravidero con Lui un nuovo modo di vivere la mascolinità. E le donne sbocciarono a una nuova femminilità. Nuovo modo di essere, di essere donna, di essere uomo, umanità nuova, nuovo modo di tessere relazioni.

Quest’uomo non poteva morire, restare morto, sigillato da una pietra che transforma il ventre della terra in tumulo.

Cosa ne sarebbe della Vita che avevano intravisto?

Cosa ne sarebbe dell’utopia di cieli nuovi e terra nuova?

Cosa ne sarebbe?!

Il ventre della terra si aprì per accogliere il corpo dell’uomo che per amore alla Vita proclamò: “Io do la mia vita… nessuno me la toglie... Ho il potere di darla e il potere di riprenderla” (Gv 10,17-18). Amore fedele, radicale. Amore che assume il dare la vita per denunciare i sistemi civili e religiosi che si mantengono al potere eliminando la vita, deturpando la vita, uccidendo la vita.

Una pietra sigilla il ventre della terra, utero che accoglie il corpo dell’uomo che aveva osato nuove relazioni. Relazioni inclusive. Relazioni circolari. Relazioni che fanno circolare i beni, il potere, gli affetti, i corpi. Relazioni inclusive attorno alla tavola che rompe preconcetti, paradigmi, dogmi, le falsità di una società e religione patriarcale.

Il ventre della terra diventa utero, la gravidanza cominciata in incontri amorosi deve vedere la luce, nascere.

Le donne sedute osservano, sperando, amando.

            Le donne ritornano a casa a preparare aromi e profumi.

Le donne inquiete all’aurora, vincendo la paura, vanno... vanno per chiedere alla terra di restituire il corpo amato, il corpo di Gesù di Nazaret, e la terra lo restituisce Risorto.

Pensate che sto farneticando, che sono diventata pazza? Si pazza d’amore come Maria di Magdala. Pazza d’amore alla ricerca dell’Amato.

Pazza d’amore come le donne che per la grande sorpresa tremano dallo stupore. È la paura che le fa tremare o brilla una fiammella di speranza? Pazze d’amore che non permettono alla morte di vincere: la Vita è vittoriosa.

Risorto! Sì, fecero avvenire la Resurrezione!

Risorto! Le donne e gli uomini tolsero la pietra, gridarono: Gesù di Nazaret vieni fuori! E il Padre ascoltò, Gesù ascoltò il grido e venne fuori: Risorto!

La terra ha restituito, partorito, dato alla luce: Il Risorto! E andarono ad annunciare: Vive, è presente nelle relazioni ricreate!

           

Lampada ai miei passi

Tea Frigerio

Tea Frigerio, Missionaria de Maria – Saveriana, vive in Brasil dal 1974. I primi anni nella diocese di Abaetetuba attualmente in Belém, capitale dello stato del Pará. Impegnata nella formazione degli operatori di pastorale laici, religiose e sacerdoti.

Due aspetti segnano la sua ricerca e riflessione biblica: la lettura ecofemminista della Bibbia con la finalità di tessere relazioni di genere e ecologiche che superino tutte le forme di violenza, con attenzione particolare ai popoli originari dell’Amazzonia. Accompanha come esperta le Comunità Ecclesiali di Base (CEBs), il CEBI (Centro Studi Biblici), il Consiglio Amazzonico delle Chiese Cristiane e il Comitato Inter-religioso del Pará.

Riflessioni Bibliche