
Maria, Modello di Fede e Speranza
Ascolta la Parola
In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda.
Entrata nella casa di Zaccarìa, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo. Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto».
Riflessione biblica
In questa quarta Domenica di Avvento, la liturgia ci presenta questo meraviglioso brano del Vangelo di Luca, che trasmette gioia e speranza. Il momento tanto atteso è ormai vicino. Siamo prossimi all'evento fondamentale del Vangelo, che abbonda di dettagli sulla nascita di Gesù. L'annunciazione e il racconto della visita a Elisabetta fanno di Maria la grande protagonista dell’inizio del Vangelo di Luca.
La visita di Maria alla cugina Elisabetta è carica di simbolismo teologico. Maria diventa portatrice della Nuova Alleanza. Si incammina in fretta verso la montagna di Giuda, proprio come l’Arca dell’Alleanza nei tempi antichi. In questa straordinaria icona, vediamo Maria come una donna coraggiosa, che prende decisioni e le realizza con prontezza, visitando la cugina Elisabetta, la quale la benedice perché é una donna di fede e di azione concreta.
Elisabetta fu colmata di Spirito Santo
Due donne piene di Spirito Santo, due saluti, due grembi, due figli non ancora nati, con i rispettivi simbolismi, annunciano la presenza di Dio nella comunità. Due donne proclamano l'arrivo dei tempi messianici, fonte di gioia per gli esclusi. Luca dà grande importanza al saluto di Maria a Elisabetta. Secondo le consuetudini, chi benedice è Elisabetta, più anziana, figlia di Aronne e moglie di un sacerdote. Tuttavia, è Maria che porta nel grembo il Salvatore. La benedizione che Elisabetta pronuncia sul grembo di Maria richiama le benedizioni menzionate nel Deuteronomio 28.
La madre del mio Signore
Elisabetta chiama Maria "la Madre del mio Signore". È un incontro meraviglioso tra due donne. Il titolo dato a Maria è indubbiamente onorifico: il termine Kyrios (Signore) è usato da Luca per riferirsi a Dio (Lc 1:6, 9, 11, 15, 16, 17, 25). Questo è l’unico punto nelle Scritture cristiane dove Maria viene chiamata “Madre del mio Signore”. Elisabetta si consegna così nella fedeltà al Signore che Maria porta nel grembo.
La Gioia
La gioia è l’assillo di Dio e dei nostri popoli. L’arrivo di Giovanni, annunciato dall’angelo, è motivo di gioia per Zaccaria e per molti. La gioia si manifesta anche nel saluto tra Maria ed Elisabetta, quando il bambino sussulta di gioia nel grembo. Giovanni Battista, spesso associato a un’immagine severa, è qui figura di gioia. L’incontro tra Maria ed Elisabetta suscita la gioia che esplode nel Magnificat, il canto più bello della Bibbia, pronunciato da Maria.
L’Evangelizzazione è Gioia
Papa Francesco ce lo ricorda: la gioia esplode quando qualcuno ritrova la vita, viene perdonato o ritorna. Vivere la gioia dell’Avvento è una splendida preparazione al Natale: si celebra la venuta di Gesù, che per primo riempì di gioia sua madre e, attraverso di lei, tutta l’umanità.






