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Missionarie di Maria
SAVERIANE

“SVEGLIATI… DIO È GIÀ ALLA TUA PORTA”


Ascolta la Parola

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Come furono i giorni di Noè, così sarà la venuta del Figlio dell’uomo. Infatti, come nei giorni che precedettero il diluvio mangiavano e bevevano, prendevano moglie e prendevano marito, fino al giorno in cui Noè entrò nell’arca, e non si accorsero di nulla finché venne il diluvio e travolse tutti: così sarà anche la venuta del Figlio dell’uomo. Allora due uomini saranno nel campo: uno verrà portato via e l’altro lasciato. Due donne macineranno alla mola: una verrà portata via e l’altra lasciata.
Vegliate dunque, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà. Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora della notte viene il ladro, veglierebbe e non si lascerebbe scassinare la casa. Perciò anche voi tenetevi pronti perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell'uomo».

Mt 24, 37-44

Riflessione biblica

L’Avvento comincia con un invito forte e tenero allo stesso tempo: svegliarsi. Gesù oggi ci parla di “vegliate”, di “stare svegli”, di vivere attenti. Nel Vangelo la parola greca usata è gregoreíte, che significa: “rimanere svegli”, “avere gli occhi del cuore aperti”, “non vivere addormentati dentro”. Non è un invito alla paura; è un invito alla sensibilità spirituale, a non lasciarci rubare dalla routine o dalla stanchezza la capacità di vedere Dio nel quotidiano.

La prima lettura, del profeta Isaia, ci dona un’immagine bellissima: un mondo dove le spade diventano aratri, dove le lance si trasformano in strumenti di vita, dove i popoli camminano insieme verso la casa del Signore per imparare le sue vie. Isaia termina dicendo: “Camminiamo nella luce del Signore.” Questo è lo spirito dell’Avvento: non un sogno ingenuo, ma un cammino possibile verso la pace, verso la riconciliazione, verso una vita più luminosa. Dio ci invita sempre a fare il passo successivo.

San Paolo, nella seconda lettura, ci scuote con amore: “È ora di svegliarvi dal sonno.” E non parla del sonno fisico, ma di quel sonno interiore che tutti conosciamo: quando la vita pesa, quando la speranza si abbassa, quando camminiamo in automatico, quando siamo insensibili, quando la fede diventa abitudine. Paolo ci dice: “La notte è avanzata, il giorno è vicino.” Cioè: Dio sta venendo, Dio è già vicino… svegliati per accoglierlo.

Il Vangelo ci mostra una società che viveva come se niente fosse. Mangiavano, bevevano, si sposavano… ma non erano attenti al passaggio di Dio. Non era malvagità, era distrazione. Gesù insiste: “Vegliate, dunque.” L’importante non è il quando, ma come ci troviamo: svegli o addormentati, sensibili o anestetizzati, aperti o chiusi.

Oggi questa parola tocca la nostra realtà. Molti di noi vivono con l’anima stanca, saturi di notizie, intrappolati nel cellulare, preoccupati per il futuro, con ferite non elaborate, con relazioni fredde o tese, con la fede spenta. Gesù non ci rimprovera: ci sveglia. Ci ricorda che la sua presenza non è nelle cose straordinarie, ma nel piccolo, nel quotidiano, in quel momento semplice in cui il cuore si riapre.

Forse oggi, per te, “vegliare” significa prendere coscienza di qualcosa che rimandi da molto tempo. Forse è riprendere un dialogo interrotto, lasciar cadere un atteggiamento che ti fa male, tornare a pregare col cuore, ringraziare per i doni che prima non vedevi, mettere ordine dove c’è disordine, o semplicemente permetterti di essere di nuovo sensibile.

Il vero Avvento è avere il coraggio di vigilare. Dio non vuole spaventarti. Vuole trovarti viva, sveglia, attenta, con il cuore disponibile. Lui viene… ma vuole che tu te ne accorga.

Chiediti oggi:

Quale parte di me è addormentata? Che cosa devo svegliare perché Dio possa visitarmi in questo Avvento?

Signore Gesù,

sveglia il mio cuore.

Non permettere che viva distratta, stanca o indifferente.

Insegnami a riconoscere il tuo passaggio nel piccolo, nel quotidiano, nel silenzioso.

Che questo Avvento sia un tempo di luce e di speranza.

Lampada ai miei passi

Licha Santiesteban

Missionaria di Maria saveriana da 26 anni. Ha studiato Teologia presso i Salesiani in Tlaquepaque, Jal. Mexico. Ha frequentato un corso di Mariologia presso l´università dei Verbitas in Guadalajara, Jal. Mexico.

Ha ottenuto la Licenza in Scienze dell´Educazione, e la Specializzazione di Pastorale Giovanile e Catechesi alla Università Pontificia Salesiana di Roma. È stata per 10 anni in Brasile, per 5 anni ha realizzato la sua missione in mezzo ai giovani della Periferia di Londrina, e poi altri cinque anni in Mato Grosso, incaricata della formazione di comunità e promovendo la realizzazione del progetto di vita nella vita dei giovani.

Ha partecipato al Convegno sui Social Media: Strutture ed effetti del linguaggio dei Social Media nella missione Ad Gentes in Italia dove rimane per 5 anni, lavorando con i giovani universitari. Attualmente svolge la sua missione in Messico nell’ufficio di comunicazione della Congregazione.

Riflessioni Bibliche