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Missionarie di Maria
SAVERIANE

L’ultimo posto: luogo della testimonianza


Ascolta la Parola

Avvenne che un sabato Gesù si recò a casa di uno dei capi dei farisei per pranzare ed essi stavano a osservarlo.
Diceva agli invitati una parabola, notando come sceglievano i primi posti: «Quando sei invitato a nozze da qualcuno, non metterti al primo posto, perché non ci sia un altro invitato più degno di te, e colui che ha invitato te e lui venga a dirti: “Cèdigli il posto!”. Allora dovrai con vergogna occupare l’ultimo posto. Invece, quando sei invitato, va’ a metterti all’ultimo posto, perché quando viene colui che ti ha invitato ti dica: “Amico, vieni più avanti!”. Allora ne avrai onore davanti a tutti i commensali. Perché chiunque si esalta sarà umiliato, e chi si umilia sarà esaltato».
Disse poi a colui che l’aveva invitato: «Quando offri un pranzo o una cena, non invitare i tuoi amici né i tuoi fratelli né i tuoi parenti né i ricchi vicini, perché a loro volta non ti invitino anch’essi e tu abbia il contraccambio. Al contrario, quando offri un banchetto, invita poveri, storpi, zoppi, ciechi; e sarai beato perché non hanno da ricambiarti. Riceverai infatti la tua ricompensa alla risurrezione dei giusti».

Lc 14,1.7-14

Riflessione biblica

Immaginiamo una scena: persone che discutono, litigano per l’ultimo posto. Che fantasia! Qualcuno direbbe. Di fatto, chi litigherebbe per l’ultimo posto in una festa? Umanamente parlando, questo sarebbe fuori dagli schemi normali.

Siamo ancora una volta davanti a un insegnamento che è una incognita. La disputa per l’ultimo posto, la rinuncia del prestigio, della posizione di primo piano (di distacco).

Il testo di questa domenica presenta il maestro che forma i suoi discepoli mentre è in cammino per Gerusalemme. Nel percorso,  Lui è invitato a partecipare di un banchetto.

Per aiutarci nella comprensione di questo insegnamento, vi invito a entrare dentro la scena, come se fossimo uno degli invitati, seduti in un angolo a osservare Gesù, il maestro. Notiamo che Lui stesso è  osservato dagli invitati. Approfittando del momento, Gesù racconta due parabole, per mezzo delle quali gli invitati sono chiamati a fare  un salto di qualità nel comprendere il discepolato: seguire Gesù  è anche conoscere i propri limiti e le proprie capacità, e, a causa del Regno, scegliere, l’ultimo posto, luogo della testimonianza missionaria, perché in questo modo, si è più vicini di alle persone che Gesù ha scelto.

Questo contesto ci porta a comprendere che la croce è “lo spazio” privilegiato da Gesù. Lui lo ha scelto. “Essendo di  condizione divina, non si è aggrappato alla sua uguaglianza con Dio”. (Fil.2,6) La croce offre grandi lezioni per tutta l’umanità: “Come io vi ho amato, amatevi gli uni gli altri” (Gv.13,34). Rinunciare a quello che ci spetta di diritto, senza dubbio è  da pazzi! E, Gesù ha fatto proprio così!

E’ possibile sottolineare, dalle parabole di questa domenica, alcune attitudini importanti per le relazioni comunitarie:

  1. Cambiare l’orgoglio per/ con l’umiltà.
  2. Farsi piccolo e confidare nella provvidenza
  3. Rinunciare coscientemente all’autosufficienza e alla arroganza.
  4. Coltivare la gratuità e la generosità.
  5. Se sei invitato ad un evento importante, osservare per capire quale sarebbe il luogo scelto da Gesù, e così sceglierlo anche noi.

Agendo in questo modo,(io e voi) saremo felici: “Felici i puri di cuore perché vedranno Dio” (Mt. 5,8). In fondo non è questo che tutti noi cerchiamo? La Felicità? Scegliendo l’ultimo posto, saremo felici!

Che mentre meditiamo su questi testi biblici, su queste parabole, troviamo elementi che ci aiutano ad essere persone migliori, facendo nostre le scelte di Gesù.

Il nostro affetto e la nostra gratitudine vanno a quei/le missionari/e che con coraggio e audacia scelgono di essere ultimi per essere vicino alle persone che non sono mai state al centro dei riflettori, ma che brillano davanti agli occhi di Dio.

Che Maria, serva umile per eccellenza, ci orienti in questo camminare da discepoli e discepole missionari di Cristo alla ricerca del Regno.

Lampada ai miei passi

Elisabeth Miguel Espinhara

Saveriana brasiliana. Ha studiato Scienze Religiose presso la Pontificia Università Cattolica di Curitiba. Ha trascorso tre anni a Roma, studiando alla Pontificia Università Salesiana, Pastorale Giovanile con specializzazione in Catechesi ed Evangelizzazione.  In 2005 va in Parigi a studiare la lingua francese. È stata 8 anni in Ciad nella comunità di Koumi com i Massa. Tornata in Brasile, a San Paolo ha svolto diverse attività: animazione e coordinamento dell'iniziazione alla vita cristiana. Attualmente vive nella comunità di Londrina, Paranà

Riflessioni Bibliche