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Missionarie di Maria
SAVERIANE

Fiaccole sulla scia dell’Amore


Ascolta la Parola

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola:
«Il regno dei cieli sarà simile a dieci vergini che presero le loro lampade e uscirono incontro allo sposo. Cinque di esse erano stolte e cinque sagge; le stolte presero le loro lampade, ma non presero con sé l’olio; le sagge invece, insieme alle loro lampade, presero anche l’olio in piccoli vasi. Poiché lo sposo tardava, si assopirono tutte e si addormentarono.
A mezzanotte si alzò un grido: “Ecco lo sposo! Andategli incontro!”. Allora tutte quelle vergini si destarono e prepararono le loro lampade. Le stolte dissero alle sagge: “Dateci un po’ del vostro olio, perché le nostre lampade si spengono”. Le sagge risposero: “No, perché non venga a mancare a noi e a voi; andate piuttosto dai venditori e compratevene”.
Ora, mentre quelle andavano a comprare l’olio, arrivò lo sposo e le vergini che erano pronte entrarono con lui alle nozze, e la porta fu chiusa. Più tardi arrivarono anche le altre vergini e incominciarono a dire: “Signore, signore, aprici!”. Ma egli rispose: “In verità io vi dico: non vi conosco”.
Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l’ora».

Parola del Signore

Mt 25,1-13

Riflessione biblica

“Per credere in Dio bisogna amarlo,

e per amarlo bisogna credere.

Se credi ami, se ami credi.”

Alexander Schmemann, 16 settembre 1936[1]

La parabola delle dieci vergini fa parte di uno degli ultimi discorsi che Gesù pronuncia prima della passione.

Il linguaggio del Maestro svela il senso dell’attesa e arriva puntuale in questi mesi dell’anno. Infatti, l’avvicinarsi dell’inverno ci porta nei giorni più bui, e l’approssimarsi del tempo liturgico dell’Avvento ci mette in attesa della Vera Luce: la Luce che il Popolo accoglierà nel Santo Natale.

La prima lettura (Sap 6, 12-16) annuncia, inoltre, una presenza radiosa che precede quanti la cercano (Chi si leva per essa di buon mattino, non faticherà, la troverà seduta sulla porta. (…) Chi veglia per lei sarà presto senza affanni), e nella seconda (1 Ts 4, 13-18), Paolo scrive che la veglia precede l’ascolto della voce di arcangelo che ci porterà in alto, dove incontreremo il Signore per essere con lui, per sempre.

Sembra che la liturgia della Parola di questa XXXII domenica del T.O. esprima il senso della nostra esistenza: un pellegrinaggio per andare incontro al Signore, un viaggio fatto di cammino e di riposo, di attesa, appunto, sulla scia dell’Amato.

L’attesa si nutre di attenzione e viceversa. Chi attende è tutto attento e si è soliti attendere colui che merita attenzione. Nell’incontro tra attesa e attenzione germogliano, tra le altre, la supplica e la cura.

La supplica come atteggiamento di costante ricerca e invocazione della Presenza attesa; e la cura per le persone e le cose, le piccole e le grandi.

Nel presentare le dieci giovani, il Vangelo ci rivela l’importanza dell’olio. Meglio, Gesù spiega quanto è determinante accogliere e portare con sé il dono dello Spirito, cioè l’olio che dona luce.

Come nella parabola è l’olio a distinguere le sagge dalle stolte, così nella nostra vita è l’olio a fare la differenza. Infatti, di ciascuna delle dieci vergini si dice che si assonnano e dormono; ma solo alcune vivono quell’istante eterno in cui sono riconosciute e accolte.

È l’Amore, l’olio che ha riempito i vasetti passo dopo passo a renderci riconoscibili: l’Amore ci fa entrare sempre più pienamente nel mistero di Cristo salvatore.

Nell’amore non si può essere mediocri né vivere di rendita. La scelta dell’immagine delle fiaccole mi fa pensare a questo. Gesù non fa riferimento né a lampade ad olio, né a lanterne. Le prime si spegnerebbero troppo facilmente; la luce delle seconde sarebbe troppo flebile.

Le giovani, invece, prendono le fiaccole: risplendono, luminose e forti, perché accese alla luce di Cristo e alimentate dall’olio dello Spirito Santo, l’Amore di cui arde Dio stesso e che Gesù ci comunica.

Come scriveva N. Cabasilas in La vita in Cristo:

“È Cristo che ci dona la facoltà di camminare. È la via, la sosta e la nostra destinazione finale”[2]

Quando accogliamo lo Spirito, il dono che Gesù ci ha promesso e che dona a quanti lo invocano, le fiaccole ardono, il cammino si apre e si cammina, sulla scia dell’Amore, in un’attesa fatta di presente, di momento dopo momento, fino alla mèta.

Sembrano puntuali le parole che Alda Merini immagina sulle labbra di Chiara e Francesco e possiamo farle nostre per continuare il cammino sulla scia dell’Amore.

« Noi siamo torce d’amore per Dio,

ma abbiamo scoperto, divina compagna,

che se il nostro corpo

è una prigione con mille sbarre,

dopo si allarga la valanga del cielo».

"FOTOGRAFIA di Annalisa Vandelli"

 

[1] A. Schmemann, Diari 1973-1983, Lipa, Roma 2021, Vol. I, p. 104.

[2] Nicola Cabasilas, La vita in Cristo I,2: PG 150, 500D.

Lampada ai miei passi

Simonetta Caboni

Simonetta Caboni, originaria della Sardegna, missionaria di Maria – Saveriana dal 2018.

Dopo gli studi in Scienze Internazionali a Gorizia e Ginevra , inizia a lavorare come giurista ausiliario all’Organizzazione Mondiale del Lavoro (ILO).

Nel 2014, dopo un periodo di discernimento, è accolta nella famiglia saveriana e inizia la formazione alla vita missionaria-religiosa nella comunità del noviziato a Bukavu in Repubblica Democratica del Congo. Vi resta fino al 2018 quando emette la prima professione di voti religiosi per la missione.

Attualmente si trova  a Milano Italia

Riflessioni Bibliche